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Lunedì, 17 Agosto 2026

La stagione estiva del Teatro dell'Opera di Roma si conclude venerdì 31 luglio al Circo Massimo con i Carmina Burana di Carl Orff, uno dei più celebri capolavori del repertorio sinfonico-corale del Novecento interpretati da Orchestra, Coro e Coro di Voci Bianche del Teatro dell’Opera di Roma. Sul podio torna Wayne Marshall, direttore e pianista di fama internazionale, che ritrova il pubblico dell'Opera di Roma dopo aver diretto Candide di Leonard Bernstein al Teatro Costanzi nel gennaio 2012 e, più recentemente, il concerto Rhapsody in Blue al Caracalla Festival 2024. Maestro del coro Ciro Visco, guida invece le voci bianche Alberto de Sanctis. 

A dare voce ai molteplici registri espressivi del capolavoro di Orff il soprano Alessandra Marianelli, il baritono Thomas Lehman e il giovane controtenore Ivan Borodulin. Ad accompagnare l'esecuzione è l'opera audiovisiva ideata da Anagoor, compagnia italiana riconosciuta sulla scena internazionale per un linguaggio che intreccia arti figurative, teatro, cinema e tecnologie digitali. Pensata come un controcanto visivo ai Carmina Burana di Carl Orff, Anagoor ne disegna un percorso visivo costruito intorno ai grandi temi evocati dall'opera: il destino, il potere, il tempo, la natura, la violenza, l'amore e la fragilità della condizione umana. Il concept intreccia materiali originali realizzati da Anagoor nel corso degli anni e ricomposti in una nuova architettura. 

A questi si affiancano alcune sequenze tratte da Cabiria (1914) di Giovanni Pastrone e i filmati amatoriali in 16 millimetri girati da Eva Braun al Berghof, la residenza alpina di Hitler. Anagoor ricuce su questi frammenti di memoria storica e culturale un nuovo tessuto narrativo dove immagine e testo dialogano con la musica, ora invitando a uno sguardo meditativo, ora restituendo una percezione straniata della realtà. Come nella raccolta medievale, anche nell'opera audiovisiva convivono rovina e rinascita, rito e festa, eros e sacrificio.

Il percorso registico segue le sezioni della partitura. Dal dominio della Fortuna (Fortuna Imperatrix Mundi), sotto il cui segno si apre e si chiude il racconto, emerge una riflessione sul destino dei grandi imperi e sulla precarietà di ogni potere. Con Primo vere la rovina lascia spazio alla forza rigeneratrice della natura, mentre in Uf dem Anger il quotidiano, la comunità e il paesaggio, evocati anche attraverso i filmati del Berghof, rivelano progressivamente l'ombra della propaganda e della violenza. 

Il percorso prosegue con In taberna, dove il rito della festa si trasforma in eccesso e il desiderio di oblio accompagna il piacere, per approdare a Cour d'amour, in cui l'amore si manifesta come spazio di scelta, rischio e abbandono. In Blanziflor et Helena la bellezza del volto umano si oppone alla distruzione della storia, prima che il ritorno di Fortuna Imperatrix Mundi ricomponga il ciclo: ciò che sembrava eterno si consuma, il potere cade e la ruota della Fortuna riprende il suo incessante movimento.

Composti da Carl Orff a metà degli anni Trenta del Novecento, i Carmina Burana nascono dall'incontro fra una scrittura musicale di straordinaria immediatezza e una raccolta di testi medievali dedicati all'amore, alla primavera, al vino, alla fortuna e alla caducità dell'esistenza. Dall'irresistibile energia di O Fortuna fino alle pagine più liriche e contemplative, l'opera costruisce un grande affresco corale che continua a conquistare il pubblico per la sua potenza espressiva e comunicativa.

 

L'estate musicale si apre con un progetto destinato ad avvicinare tre Paesi attraverso il linguaggio universale della musica. Da oggi, 24 luglio, è disponibile il nuovo singolo "Sei Solo Tu", un importante produzione internazionale che unisce Grecia, Cipro e Italia e vede protagonisti due artisti di primo piano: la leggenda del rock greco Vasilis Papakonstantinou e l'interprete greco-cipriota Marian Georgiou.

Il brano rappresenta una novità assoluta nella carriera di Papakonstantinou, considerato da molti il "Vasco Rossi della Grecia". Dopo oltre mezzo secolo di successi e una carriera che lo ha consacrato come una delle voci più autorevoli del rock ellenico, il cantante interpreta per la prima volta una canzone in lingua italiana, dando vita a un progetto artistico dal forte respiro internazionale.

"Sei Solo Tu" è l'adattamento ufficiale in italiano dello storico successo greco "Na koimithoume agkalia", una delle canzoni più amate dal pubblico ellenico. La melodia originale porta la firma di Sofia Vossou, mentre il testo greco è stato scritto da George Kleftogiorgos. Per la versione italiana è stato coinvolto Francesco Boccia, autore e compositore tra i più apprezzati del panorama musicale italiano, conosciuto in tutto il mondo per aver firmato "Grande Amore", il brano che ha portato Il Volo alla vittoria del Festival di Sanremo e al successo internazionale.

L'arrangiamento propone un incontro tra tradizione melodica mediterranea e sonorità contemporanee. Alla produzione partecipano infatti i pionieri della musica elettronica Dreamers Inc. insieme al DJ keniota FKR, che dona al brano un'impronta moderna e internazionale. Si tratta di una collaborazione che segna anche un primato: è infatti la prima volta che un DJ africano prende parte a una produzione musicale greco-italiana.

Ad arricchire ulteriormente il singolo contribuisce la fisarmonica della celebre solista Zoe Tiganouria, il cui intervento conferisce al brano un'atmosfera elegante e profondamente mediterranea.

Dietro la nascita del progetto c'è la visione artistica di Marian Georgiou, ideatrice dell'iniziativa e autentico ponte culturale tra Grecia, Cipro e Italia, tre Paesi che rappresentano la sua identità artistica e personale. Con questo nuovo lavoro, Marian aggiunge un altro importante tassello a una carriera costruita negli anni attraverso collaborazioni prestigiose e una costante apertura verso il panorama musicale internazionale.

Nata a Nicosia e cresciuta a Limassol, Marian Georgiou si è laureata in Giurisprudenza presso l'Università di Atene, completando parallelamente gli studi in dizione, canto moderno, teoria musicale avanzata e pianoforte.

Il grande pubblico ha imparato a conoscerla nel 2007 grazie alla versione dance del tradizionale brano cipriota "Ta Rialia", pubblicata dalla Minos-EMI e rimasta per settimane ai vertici delle classifiche in Grecia e nei Balcani.

La sua carriera ha presto assunto una dimensione internazionale. Nel 2011 ha pubblicato con Interscope il singolo in lingua inglese "November", versione internazionale del celebre brano italiano "Novembre" di Giusy Ferreri. La musica è di Roberto Casalino, mentre il testo inglese è stato adattato dalla paroliera greca Vicky Gerothodorou.

L'anno successivo è arrivato il debutto discografico in lingua italiana con "Abbracciami – Αυτό είναι αγάπη", pubblicato da Universal Music Group, ancora una volta insieme a Roberto Casalino.

Negli anni Marian ha consolidato il proprio legame con la musica italiana attraverso collaborazioni di prestigio. Ha inciso "Vero" con il tenore americano Josh Page, membro dei Forte Tenors, lavorando con il compositore Pietro Cremonesi, noto anche per aver firmato "La solitudine" di Laura Pausini.

Importante anche il sodalizio con Francesco Boccia, dal quale è nato il progetto "Roma – Atene", pubblicato sia nella versione italiana sia in quella greco-italiana. La musica è stata composta dalla stessa Marian insieme al compositore greco Spyros Metaxas, mentre i testi sono firmati da Boccia e da Vicky Gerothodorou.

Tra le collaborazioni di maggiore prestigio figurano inoltre quelle con il tenore internazionale Mario Frangoulis e con Gigi D'Alessio nel brano "Mi lygiseis pote – La soluzione", progetto del quale Marian è stata compositrice, ideatrice, direttrice artistica e produttrice.

Successivamente ha collaborato con la cantante greca Kalliopi Vetta e con il soprano italiano Francesca Maionchi nel brano "Se non ritorni", mentre ha reinterpretato uno dei più celebri successi di Raffaella Carrà in una doppia versione, italiana e greca.

La cantante ha inoltre preso parte a uno degli ultimi album tributo dedicati al grande compositore greco Mikis Theodorakis, interpretando "Chrysoprasino Fyllo", il celebre brano dedicato a Cipro.

Più recentemente ha pubblicato "Vivo per te", realizzato con il compositore e produttore italiano Marco Marinangeli, seguito dalla versione spagnola distribuita in Spagna e America Latina con il testo firmato dal compositore messicano e vincitore del Grammy Manuel Herrera Maldonado.

Accanto a Marian, protagonista del nuovo progetto è Vasilis Papakonstantinou, autentica icona della musica greca. Nato nel 1950 in Arcadia, nel Peloponneso, e trasferitosi da bambino ad Atene, è una figura simbolo del rock ellenico. Negli anni Settanta visse in Germania, dove partecipò alle iniziative contro la dittatura dei colonnelli, un'esperienza che contribuì a consolidare il suo forte impegno civile.

Con oltre cinquant'anni di carriera, Papakonstantinou ha saputo conquistare generazioni di ascoltatori interpretando brani che spaziano dal rock d'autore alla poesia greca contemporanea. Ha collaborato con alcuni dei più importanti compositori e parolieri ellenici, tra cui Thanos Mikroutsikos, Kostas Tripolitis, Nikos Kavvadias e Nikolas Asimos, diventando una delle voci più rappresentative della musica greca.

L'uscita di "Sei Solo Tu", disponibile da oggi 24 luglio, rappresenta quindi molto più della pubblicazione di un nuovo singolo: è un progetto che mette in dialogo tre culture del Mediterraneo attraverso la musica, facendo incontrare la tradizione del rock greco, la sensibilità artistica cipriota e la grande scuola melodica italiana in una collaborazione destinata a lasciare il segno.

Premio Ausonia 2026, la XII edizione celebra l'eccellenza italiana tra cinema, cultura e inclusione: da Caterina Murino a Riccardo Scamarcio, tanti i protagonisti del Gala di Cariati

Una tavola rotonda moderata dal direttore di Eurocomunicazione Giovanni De Negri, docente di comunicazione e giornalismo.

La Calabria si prepara ad accogliere una delle manifestazioni culturali più prestigiose del panorama nazionale. Sabato 11 luglio, a partire dalle ore 20.30, Piazza Rocco Trento di Cariati (Cosenza) ospiterà il Gala Nazionale della XII edizione del Premio Ausonia, appuntamento che negli anni si è affermato come punto di riferimento per la valorizzazione delle eccellenze italiane nei settori dello spettacolo, della cultura, della comunicazione e dell'impegno civile.

L'edizione 2026, presentata ufficialmente lo scorso 4 giugno a Roma presso Europa Experience, sede italiana del Parlamento europeo, segna un importante passo avanti nel percorso di crescita della manifestazione, rafforzando la vocazione internazionale e consolidando il suo ruolo di ponte tra cultura, territorio e dialogo.

Tra gli ospiti più attesi spicca Caterina Murino, attrice, modella e showgirl di fama internazionale, che arriverà direttamente da Parigi. Celebre per il ruolo di Bond Girl e già madrina dell'80ª Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, Murino sarà una delle protagoniste assolute della serata insieme a Riccardo Scamarcio, tra gli interpreti italiani più apprezzati anche all'estero, e a Chiara Francini, attrice, scrittrice e conduttrice televisiva.

Il Gala vedrà inoltre la partecipazione di volti molto amati dal pubblico italiano come Valeria Marini, Andrea Roncato, Simona Izzo e Ricky Tognazzi, mentre la conduzione della manifestazione sarà affidata, anche quest'anno, a Savino Zaba, volto noto della televisione e della radio italiana.

I protagonisti premiati

L'edizione 2026 conferirà riconoscimenti a personalità che si sono distinte nei rispettivi ambiti professionali, premiando il contributo alla cultura, all'informazione, allo spettacolo e al servizio pubblico.

Tra i premiati figura Stefano Coletta, che riceverà il Premio Ausonia 2026 "Connessioni Culturali e Servizio Pubblico" per il suo lungo percorso ai vertici della Rai e il contributo offerto alla televisione italiana.

Il giornalista Stefano Ziantoni, oggi responsabile della struttura Rai Vaticano dopo una lunga carriera al Tg1 e da corrispondente estero, sarà insignito del premio "Connessioni della Memoria e del Dialogo".

Alla cantante Simona Bencini, storica voce dei Dirotta su Cuba e da oltre vent'anni protagonista come solista, sarà assegnato il riconoscimento "Connessioni Musicali e Voce".

Il Premio Ausonia celebrerà inoltre il percorso artistico dell'attore Claudio Castrogiovanni, premiato per le "Connessioni tra Fiction, Televisione e Territorio", e quello del giovane interprete calabrese Giuseppe Pallone, che riceverà il riconoscimento dedicato al talento emergente nel cinema.

A Riccardo Scamarcio sarà conferito il Premio Ausonia "Connessioni tra Cinema, Cultura e Identità Italiana", mentre Chiara Francini sarà premiata per le "Connessioni della Memoria Artistica e dell'Emozione".

Un riconoscimento speciale sarà assegnato alla coppia artistica e di vita formata da Simona Izzo e Ricky Tognazzi, insigniti del Premio Ausonia 2026 "Connessioni di Vita, Arte e Racconto Italiano".

Tra i premi più significativi dell'edizione figura anche quello destinato al Comando Generale dell'Arma dei Carabinieri, che riceverà il Premio Ausonia 2026 Impegno Sociale "Nicolino D'Amico" per il contributo alla legalità e alla coesione sociale.

Ospiti speciali e iniziative culturali

Ad arricchire il programma saranno numerosi ospiti e momenti di spettacolo. Oltre alla presenza di Valeria Marini e Andrea Roncato, saliranno sul palco Heldin Magic con le sue performance di illusionismo e intrattenimento, Sharon Ritucci, il violinista contemporaneo Mike Violinist e l'artista calabrese Francesco Rodilosso.

Nel corso della manifestazione sarà inoltre consegnato il Premio Ausonia d'Oro 2026 alla Memoria alla famiglia Garinei, nel centenario della nascita di Enzo Garinei, rendendo omaggio a una delle figure più amate dello spettacolo italiano.

La seconda giornata sarà invece dedicata ai temi dell'inclusione e del dialogo interculturale attraverso una tavola rotonda moderata dal direttore di Eurocomunicazione Giovanni De Negri, docente di comunicazione e giornalismo.

L'incontro, dedicato alle connessioni tra persone, culture e comunità, vedrà la partecipazione della direttrice dell'Ufficio Stampa Rai Incoronata Boccia, della manager del settore sanitario Mirela Brahimi e della giornalista e scrittrice Claudia Conte. Al confronto prenderanno parte anche rappresentanti delle istituzioni, del Parlamento europeo, delle principali confessioni religiose e del Terzo Settore, con l'obiettivo di promuovere una cultura dell'inclusione, del dialogo e della pace.

Un premio che valorizza cultura e territorio

La XII edizione del Premio Ausonia conferma la propria missione di valorizzare il patrimonio culturale italiano attraverso un forte legame con il territorio. L'edizione 2026 si sviluppa infatti lungo un percorso simbolico che coinvolge tre luoghi rappresentativi.

Il primo è Roma, dove la manifestazione è stata presentata presso Europa Experience con il patrocinio del Parlamento europeo. Il secondo è Corigliano Rossano, dove una delegazione di giornalisti italiani e stranieri visiterà il Museo Diocesano per ammirare il celebre Codex Purpureus Rossanensis, prezioso vangelo miniato riconosciuto patrimonio mondiale UNESCO. In questa occasione Stefano Ziantoni presenterà il suo volume Ponti, non muri. I 47 viaggi apostolici di Papa Francesco, alla presenza di autorevoli rappresentanti delle comunità ebraica, islamica e ortodossa.

Il percorso culminerà infine a Cariati, sede ormai consolidata del Premio Ausonia, che anche quest'anno diventerà il punto d'incontro tra artisti, istituzioni, giornalisti e protagonisti della cultura italiana.

Attraverso spettacolo, testimonianze, incontri e momenti performativi, il Premio Ausonia rinnova il proprio impegno nel riconoscere e valorizzare il talento, la creatività e il servizio al Paese, confermandosi come una manifestazione capace di coniugare memoria, arte, dialogo e promozione del territorio in un unico grande evento dedicato all'eccellenza italiana.

Un documentario dedicato agli oltre 30mila migranti risucchiati dal cimitero Mediterraneo. Con l’anteprima regionale di “Nyumba” (‘casa’ in lingua Swahili) di Francesco Del Grosso inaugura domani 2 luglio la rassegna estiva del Nonantola Film Festival 2026. La proiezione ad ingresso gratuito inizierà alle 21.30 in piazza Liberazione a Nonantola, presente il regista che introdurrà il film. In caso di maltempo la proiezione sarà annullata. Dalle 20 presente in piazza un punto ristoro a cura di Fresco Rosticceria e Ristorantino.

 “Nyumba” è scritto da Paola Bottero e prodotto da Indaco Film con il contributo di Calabria Film Commission. Abdulaye, Alex, Hafsa, Moussa, Sisì: sulla spiaggia di Cutro un intreccio tra il racconto corale del viaggio della speranza e quello individuale, che scava nelle loro vite precedenti in Gambia, Senegal, Sierra Leone e Somalia. La sand art, lasciando impronte indelebili, accompagna paure, dolori ed emozioni dei 5 protagonisti, che in Calabria sono sbarcati ed hanno deciso di restare. Perché hanno trovato Nyumba, casa, a Caulonia, Lamezia, Reggio Calabria, Soveria Mannelli, da dove narrano la quotidianità di affetti e di vita, fatta di accoglienza e di Speranza.

La serata è realizzata in collaborazione con la Scuola Frisoun, gestita dal Centro Intercultura del Comune di Nonantola con l’associazione Giunchiglia-11.

 “Il film è un’esperienza immersiva fisica ed emozionale – scrive il regista Del Grosso nelle note di regia - un diario di viaggio totale e totalizzante, nelle esistenze di cinque persone costrette a fuggire dalle proprie terre e a mettersi il passato alle spalle per rinascere in un altrove. Il film evita i cliché sui temi della migrazione forzata e dell’accoglienza, raccontando il percorso umano dei protagonisti attraverso il potere evocativo di immagini reali e astratte, di suoni avvolgenti e tridimensionali, di luoghi e topografie destrutturati, che assumono un ruolo attivo e partecipe alla narrazione degli eventi”.

 Francesco Del Grosso nasce a Roma nel 1982. Dopo la laurea al DAMS inizia il suo percorso come regista dirigendo spot, cortometraggi, serie tv e documentari, quest’ultimi selezionati in numerosi festival internazionali e vincitori di diversi premi come la menzione speciale alla Mostra Internazionale D’Arte Cinematografica di Venezia, il Nastro d’Argento e il Globo d’Oro. Tra i documentari diretti figurano “Stretti al vento” (2008), “Negli occhi” (2009), “11 metri” (2011), “Fuoco amico - La storia di Davide Cervia” (2014), “Non voltarti indietro” (2016), “In prima linea” (2020), “Peso morto” (2022), “Nyumba” (2025). Parallelamente al lavoro dietro la macchina da presa insegna linguaggio audiovisivo in accademie e si occupa di critica cinematografica, collaborando con riviste e siti del settore.

Il Festival Florio 2026 prosegue la sua programmazione con un appuntamento carico di emozione: Gigi Proietti: insegnamenti e chiacchiere, in scena lunedì 29 giugno alle 21:30 presso gli ex Stabilimenti Florio, è un racconto a più voci, un viaggio nel cuore e nella mente di uno dei più grandi maestri del teatro italiano, attraverso chi lo ha conosciuto, vissuto, amato.

A oltre cinque anni dalla scomparsa di Gigi Proietti, il suo spirito ritorna sul palcoscenico grazie a chi, da lui, ha imparato non solo l’arte scenica ma anche l’arte della vita. In prima linea Claudio Pallottini, attore, autore, drammaturgo e allievo del grande mattatore romano, che firma e racconta questo tributo tratto dal suo libro dedicato a Proietti, un testo leggero, ironico, ma profondamente sincero. Con lui in scena la figlia Carlotta Proietti, attrice, cantante e regista, che ha condiviso con il padre il talento, la versatilità e la rara capacità di attraversare il teatro con profondità e ironia. A completare la compagnia, il pianista Andrea Bianchi e l’attore Ermenegildo Marciante, anche loro cresciuti artisticamente all’ombra – o forse alla luce – di Gigi.

Lo spettacolo è un fluire di parole, musica, ricordi, risate e riflessioni. Non un omaggio malinconico, ma un dialogo vivo, pieno di quell’energia che Gigi Proietti sapeva trasmettere anche con una sola pausa, con uno sguardo o con l’intonazione precisa di una battuta. Le sue lezioni di teatro diventano qui racconti di umanità, aneddoti comici, citazioni memorabili, squarci di una vita vissuta sempre in prima fila, sempre con generosità.

In scena, la voce di Gigi risuona attraverso i ricordi di chi gli è stato vicino, alternandosi a pensieri, frammenti di insegnamento, battute che ormai fanno parte del lessico affettivo del pubblico italiano. “Senza conoscere non vai da nessuna parte, giovano’!” diceva spesso, e tutto il suo lavoro – di attore, di insegnante, di narratore – è stato una forma di trasmissione: della cultura, del mestiere, della responsabilità del palcoscenico.

Carlotta Proietti, in particolare, porta con sé un’eredità luminosa. Attrice bilingue, versatile, capace di passare dalla prosa classica alla commedia musicale, dalla tragedia al teatro contemporaneo, ha già alle spalle un curriculum ricco e originale. Ha recitato Shakespeare in lingua inglese e in siciliano, lavorato con autori come Nicola Piovani, Andrea Camilleri e Alan Nielson, calcato palcoscenici italiani e internazionali, diretto spettacoli, partecipato a film e fiction, presentato serate prestigiose come i Nastri d’Argento. Ma è forse proprio in questo spettacolo, accanto a chi ha conosciuto intimamente suo padre, che si coglie la profondità del suo legame con la figura di Gigi: non solo come figlia, ma come artista forgiata da un modello, riplasmata da una passione condivisa.

Gigi Proietti: insegnamenti e chiacchiere vuole essere una dichiarazione d’amore al teatro, al mestiere dell’attore, alla cultura come bene comune. E rappresenta anche un modo per restituire alla memoria collettiva la voce di un artista che non ha mai cercato il facile consenso, ma ha sempre scelto la via più ardua e onesta: quella del lavoro quotidiano, dello studio, della dedizione assoluta al pubblico. «Dal più grande al più piccolo, da Robert De Niro a chi vuoi tu, non ce n’è uno che non soffra», diceva Proietti. E questa frase racchiude molto del suo sguardo sulla scena e sulla vita.

 

Fonte E.Castiglioni - Press Office & Public Relations

 

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