Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

Create an account

Fields marked with an asterisk (*) are required.
Name *
Username *
Password *
Verify password *
Email *
Verify email *
Captcha *
Reload Captcha
Giovedì, 13 Agosto 2026

Trump minaccia l’Iran

La tensione tra Stati Uniti e Iran torna a salire con nuove e dure dichiarazioni del presidente americano Donald Trump, che ha lanciato un avvertimento diretto a Teheran, promettendo una risposta militare immediata in caso di attacchi contro le navi in transito nello Stretto di Hormuz, uno dei principali snodi strategici per il commercio mondiale di petrolio.

In un messaggio pubblicato sui social, il capo della Casa Bianca ha affermato che qualsiasi azione militare iraniana contro le imbarcazioni che attraversano lo stretto provocherà una rappresaglia statunitense.

Secondo quanto scritto da Trump, d'ora in avanti, se l'Iran dovesse colpire una nave con un missile, un razzo, un drone o qualsiasi altro sistema d'arma mentre attraversa lo Stretto di Hormuz, gli Stati Uniti risponderanno bombardando e distruggendo «un ponte o una centrale elettrica».

Il presidente americano ha inoltre lasciato intendere che gli eventuali obiettivi potrebbero comprendere anche infrastrutture situate nelle vicinanze della capitale iraniana, Teheran, o addirittura al suo interno, alzando ulteriormente il livello dello scontro verbale tra Washington e la Repubblica islamica.

L'attacco segnalato sull'isola di Larak

Le dichiarazioni di Trump arrivano mentre si moltiplicano le notizie di nuovi episodi militari nell'area del Golfo Persico.

L'agenzia di stampa iraniana Tasnim ha riferito che gli Stati Uniti avrebbero lanciato un attacco contro l'isola di Larak, situata proprio nello Stretto di Hormuz, uno dei punti più sensibili della regione e al centro delle crescenti tensioni tra Washington e Teheran.

Secondo quanto riportato dall'agenzia iraniana, l'attacco sarebbe avvenuto alle 14:48 ora locale (13:48 in Italiana), quando un missile americano avrebbe colpito l'isola.

Tasnim riferisce inoltre che, secondo le testimonianze dei residenti, una forte esplosione è stata avvertita nelle vicinanze dell'isola.

Le autorità iraniane, sempre secondo l'agenzia, stanno cercando di accertare l'entità dell'attacco e di valutare i possibili danni provocati dall'esplosione.

Le due parti avevano ripreso il confronto militare circa due settimane fa, alimentando il timore di una nuova escalation nell'area del Golfo.

Teheran smentisce l'esistenza di un sito nucleare segreto

Parallelamente alle tensioni sul fronte militare, prosegue anche lo scontro sul programma nucleare iraniano.

Teheran ha infatti ribadito di non possedere alcun impianto nucleare sotterraneo segreto sul Monte Kolang, nella parte centrale del Paese, sito che Donald Trump aveva recentemente indicato come possibile obiettivo di futuri attacchi americani.

A respingere le accuse è stato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghay, che in un messaggio pubblicato sulla piattaforma X ha definito le dichiarazioni di Washington un tentativo di giustificare nuove azioni militari.

«L'ossessione di Washington per Kolang Ku, dove non è avvenuta alcuna attività nucleare, non è altro che un chiaro pretesto per giustificare aggressioni, distruzione e sabotaggio», ha affermato Baghay.

Il portavoce ha inoltre ribadito che tutte le attività nucleari iraniane sono state regolarmente dichiarate all'Agenzia internazionale per l'energia atomica (AIEA), sostenendo che il programma nucleare del Paese rimane sottoposto ai meccanismi di controllo previsti.

Le precedenti minacce di Trump

Le nuove dichiarazioni arrivano pochi giorni dopo un altro duro intervento del presidente americano.

Martedì 21 luglio, Trump aveva infatti dichiarato che le forze armate statunitensi «probabilmente colpiranno questa zona molto presto», riferendosi proprio all'area del Monte Kolang.

Parlando con i giornalisti alla Casa Bianca, il presidente aveva aggiunto: «E non possono fare nulla», ribadendo la determinazione degli Stati Uniti a intervenire militarmente qualora lo ritengano necessario.

Il caso del "Pickaxe Mountain"

La zona del Monte Kolang è al centro dell'attenzione internazionale già da diversi mesi.

Nel novembre 2025, numerosi media statunitensi, tra cui il Washington Post e il New York Times, avevano riferito che l'Iran avrebbe accelerato la costruzione di un nuovo impianto nucleare sotterraneo noto con il nome di "Pickaxe Mountain", denominazione che richiama il termine persiano "Kolang", il cui significato è "piccone".

Secondo quelle ricostruzioni giornalistiche, il complesso sarebbe stato progettato per rafforzare la protezione delle infrastrutture nucleari iraniane.

Anche in quell'occasione, tuttavia, le autorità di Teheran avevano respinto le indiscrezioni, negando l'esistenza del sito e sostenendo che le informazioni diffuse dai media americani fossero prive di fondamento.

L'area indicata si trova nelle vicinanze del complesso nucleare di Natanz, uno dei principali impianti atomici iraniani, già colpito dagli Stati Uniti durante la cosiddetta guerra dei dodici giorni del giugno 2025. Secondo quanto riportato nel testo, il sito è stato nuovamente preso di mira anche dopo l'inizio del conflitto scoppiato alla fine dello scorso febbraio.

Le nuove minacce di Washington, unite alle notizie sull'attacco all'isola di Larak e al continuo confronto sul programma nucleare iraniano, confermano il clima di forte tensione che continua a caratterizzare i rapporti tra Stati Uniti e Iran, mantenendo alta la preoccupazione della comunità internazionale per una possibile ulteriore escalation nel Golfo Persico.

Pubblicità laterale

  1. Più visti
  2. Rilevanti
  3. Commenti

Per favorire una maggiore navigabilità del sito si fa uso di cookie, anche di terze parti. Scrollando, cliccando e navigando il sito si accettano tali cookie. LEGGI