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Ucraina, parola d'ordine: "descalation", ridurre le tensioni

Dalla sede di Bruxelles della Nato alla Casa Bianca, la parola d'ordine del giorno sembra "descalation", ridurre le tensioni, soprattutto nelle dichiarazioni pubbliche. Il portavoce di Washington Jen Psaki ha spiegato che l'amministrazione Biden non sta più usando la parola "imminente" per descrivere una potenziale invasione russa dell'Ucraina. Si tratta di un cambio di passo significativo nei confronti di quanto ripetutamente indicato dalla stessa Casa Bianca e dal Pentagono nei giorni scorsi (l'ultima volta appena 24 ore fa).

Psaki ha spiegato che Washington ha deciso di non usare più il termine "imminente". Per quale ragione?  "Penso che abbia inviato un messaggio che non avevamo intenzione di inviare, ovvero che sapevamo che il presidente Putin aveva preso una decisione", ha detto Psaki. “Direi che la stragrande maggioranza delle volte che ne ho parlato, abbiamo detto che poteva invadere in qualsiasi momento. È vero. Non sappiamo ancora però se abbia preso o meno una decisione".

L'iniziativa militare annunciata dal Pentagono prevede l’invio di 2mila soldati americani in Polonia e Germania e mille in Romania, su richiesta del governo di Bucarest. La decisione è maturata nel fine settimana del 22-23 gennaio scorso. Biden aveva convocato una specie di consiglio di guerra a Camp David, il buen retiro ufficiale dei presidenti. Esaminò gli sviluppi della crisi ucraina con il Consigliere per la Sicurezza nazionale Jake Sullivan, il Segretario alla Difesa, Lloyd Austin e il capo di Stato maggiore, Mark Milley. In quella riunione Biden si convinse che gli Stati Uniti avrebbero dovuto fare di più per arginare la pressione di Vladimir Putin.

La Russia ha spostato circa 30mila soldati e armi moderne in Bielorussia negli ultimi giorni, il più grande dispiegamento militare di Mosca nel Paese dalla fine della Guerra fredda. Lo ha affermato il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg. Ma nonostante questo, e a margine dell'annuncio del dispiegamento di altre 3mila truppe statunitensi nell'Est Europa, secondo gli Usa l'eventuale invasione russa in Ucraina non è più "imminente". Il tutto mentre il cancelliere Olaf Scholz ha annunciato che "presto" incontrerà Vladimir Putin. Da qui, l'ipotesi che una descalation delle tensioni tra Mosca e Kiev possa cominciare a diventare concreta.

Del resto, al netto dell'ormai periodico bollettino di allarmi su quello che accade nel fronte russo, anche la Nato comincia a parlare con più insistenza di "dialogo" con la Russia. "La Nato - ha detto Stoltenberg - continuerà a esortare la Russia alla descalation. Qualsiasi tipo di aggressione avrebbe severe conseguenze e porterebbe a un bilancio pesante. Noi rimaniamo pronti a impegnarci in un dialogo costruttivo", ha aggiunto.

“È importante mandare un forte segnale, non solo a Vladimir Putin ma al mondo”, ha detto il portavoce del Pentagono John Kirby. Ma Washington assicura: servirà solo a rassicurare i Paesi del fianco est dell'Alleanza atlantica nel caso di un attacco russo all'Ucraina, ma i militari non saranno schierati come truppe di combattimento a Kiev. Intanto la portavoce della Casa Bianca Jen Psaki ha detto che non definirà più l'invasione russa in Ucraina come "imminente", come aveva fatto la scorsa settimana, suscitando le immediate critiche del presidente Volodymyr Zelensky. Psaki, tuttavia, insiste: non sarà “imminente”, ma l’invasione potrebbe partire "in qualsiasi momento".

Lo Stato Maggiore della Difesa Italiana ha pubblicato una nota per spiegare il passaggio di un gruppo navale russo nel canale di Sicilia: “La formazione - si legge nella comunicazione - sta effettuando un transito in acque internazionali e non viola la sovranità degli Stati rivieraschi”. Riguardo al coinvolgimento della Nato, la Difesa chiarisce che “sta seguendo la navigazione del gruppo navale sin dalla partenza, avvenuta a metà gennaio dai porti di Severomorsk (Flotta del Nord) e da Baltijsk (Flotta del Baltico), e continuerà a monitorare il transito”. Infine, rassicura, “né le Forze Nato e né la formazione navale russa hanno posto in essere comportamenti o volontà escalatorie

"Mentre gli Stati Uniti hanno deciso di inviare 3mila soldati in Europa dell'Est per rafforzare la presenza militare Nato in caso di invasione dell'Ucraina – in una mossa che Mosca ha definito “distruttiva” – arriva un tentativo di mediazione da Kiev. Il ministro della Difesa ucraino, Oleksiy Reznikov, ha detto che il Paese è pronto ad avviare negoziati con la Russia. “Noi saremo pronti, ma l'altra parte deve essere d'accordo", ha fatto sapere Reznikov. I negoziati potrebbero tenersi "a Istanbul, così come a Ginevra o Vienna - ha detto il ministro ucraino, citato dall'agenzia Interfax - o in ogni luogo indipendente da una delle parti". Intanto, parallelamente allo schieramento dei militari americani, come rivelato dal quotidiano spagnolo El País, il presidente Usa Joe Biden avrebbe però messo nero su bianco un compromesso con Putin, venendo incontro alle più volte discusse garanzie di sicurezza chieste dal Cremlino. Il quadro sarebbe quello di un disarmo reciproco in Europa, mentre gli Stati Uniti – insieme alla Nato – sembrano escludere un accordo che impedisca a Kiev di entrare nel Patto atlantico, come chiesto più volte da Mosca. Continua a muoversi la diplomazia europea: Olanda, Francia, Germania e Regno Unito intensificano i colloqui con Kiev e Mosca per scongiurare il rischio di un conflitto

E mentre Europa e Stati Uniti discutono – con sensibili divisioni interne – su come fermare la Russia dall’aggressione in Ucraina, in Italia stiamo assistendo a una sorprendente serie di onorificenze concesse dallo stato italiano a figure russe controverse, oligarchi vicini a Vladimr Putin, o alti funzionari della burocrazia ministeriale. Gli ultimi due casi sono stati, la settimana scorsa, notevoli: sono stati insigniti della medaglia Andrey Kostin, uno dei più importanti banchieri di stato russi, presidente di VTB, banca del Cremlino sanzionata da Stati Uniti, Unione europea, Regno Unito, Canada, Australia, e membro di diversi consigli di amministrazione e accusato da Alexei Navalny di corruzione, e Viktor Evtukhov, sottosegretario di Stato al Ministero dell'Industria e Commercio Estero.

Fonti : Europa today / skytg24 

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