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UE pronta a sanzioni contro la Turchia

La Turchia ha "violato la sovranità della Grecia e di Cipro" nel Mediterraneo orientale e perciò "merita di essere sanzionata da parte dell'Unione europea". Ne è convinto il presidente francese Emmanuel Macron, dicendosi "completamente dalla parte di Grecia e Cipro rispetto alle violazioni turche della loro sovranità".

I leader dei sette Paesi europei che si affacciano sul Mediterraneo hanno dichiarato di essere pronti a sostenere sanzioni dell'UE contro la Turchia se Ankara si dimostrerà indisponibile al dialogo dopo l'inasprirsi dei contenziosi marittimi. "Riteniamo che, in assenza di progressi nell'impegno della Turchia al dialogo e a meno che non ponga fine alle sue attività unilaterali, l'Ue è pronta a elaborare una lista di ulteriori misure restrittive", che potrebbero essere discusse al Consiglio europeo il 24 e 25 settembre.

Come riferisce Eunews, parlando ai membri della Commissione Affari Esteri dell’UE a Bruxelles, il ministro greco per gli Affari europei Miltiadis Varvitsiotis ha affermato che la Grecia non sta perseguendo una risposta militare all'aggressione turca ma sta chiedendo una chiara reazione da parte dell’Europa.
“L’Unione Europea deve mostrare i denti imponendo severe sanzioni economiche contro laTurchia se questa si rifiuta di rimuovere le sue navi militari e le navi da trivellazione dalle acque del Mediterraneo orientale” ha detto giovedì 9 Settembre Varvitsiotis

Come riferisce l Ansa,"Se la Turchia non avanza sulla via del dialogo e non mette termine alle sue attività unilaterali, l'Ue è pronta a elaborare una lista di misure restrittive supplementari che potrebbero essere proposte in occasione del Consiglio europeo del 24 e 25 settembre", si legge nella dichiarazione finale del vertice di Ajaccio dei leader dei Paesi del Sud Europa. "Sosteniamo gli sforzi di mediazione" della commissione Ue e della Germania "che mirano a permettere una ripresa del dialogo" con la Turchia. "Ci rammarichiamo che la Turchia - si legge ancora - non abbia risposto agli appelli ripetuto dell'Ue a mettere fine alle sue azioni unilaterali e illegali nel Mediterraneo orientale e nell'Egeo. Riaffermiamo la determinazione a usare tutti i mezzi adeguati di risposta dell'Ue a queste azioni aggressive".

Secondo il ministro turco Mevlüt Çavuşoğlu, le dichiarazioni emerse alla fine del vertice dell’Euromed sarebbero “di parte, scollegate dalla realtà e priva di base giuridica” poichè spetterebbe alla Grecia di ritirare le sue navi militari nei pressi della nave di esplorazione di Oruç Reis sostenuta dalla NATO e di cessare la militarizzazione delle isole dell’Egeo orientale.

Le relazioni tra l'Unione Europea e la Turchia sono diventate particolarmente tese dopo che Ankara e Atene hanno avviato una serie di attività “provocatorie” nella regione rivendicando i rispettivi diritti di esplorazione energetica. Macron ha sottolineato che il MED7 è stato pensato come un incontro preparatorio, in vista delle più ampie discussioni in seno all’UE, con l'obiettivo di trovare una posizione comune sulla Turchia ed elaborare le strategie per mettere fine alle azioni di Ankara nel Mediterraneo orientale, ritenute illecite dalla maggior parte dei Paesi europei, in primo luogo Grecia, Cipro e Francia. Il premier spagnolo Pedro Sanchez crede che i leader europei del mediterraneo abbiano “mandato un messaggio chiaro per intraprendere un vero dialogo con la Turchia” e anche il premier Conte ha auspicato per il raggiungimento di “soluzioni condivise”.

Fondamentale sarà il ruolo di mediatore della Germania dopo che anche la Russia si è offerta questa settimana di fare da intermediario dei diversi interessi presenti nel Mediterraneo orientale.

Secondo il Sole 24 e possibile una svolta così severa o si tratta solo di pressioni diplomatiche? Diversi Paesi dell'Unione europea, Francia in testa, sono stanchi delle continue provocazioni e stanno vivendo forti tensioni con la Turchia, in particolare sulla questione libica, sulle questioni migratorie, sulla sicurezza e sulle riserve di gas nel Mediterraneo orientale, dove Ankara è accusata di perseguire una politica espansionista ed avventurista.

L'Eni e la francese Total hanno dovuto sospendere le attività di ricerca di idrocarburi nella zona di mare di Cipro a causa della presenza delle navi di Ankara. “Stiamo dicendo alla Turchia: da qui al Consiglio europeo, dimostrate di saper discutere prima del Mediterraneo orientale”, ha spiegato il ministro degli Esteri francese. “Spetta ai turchi garantire che questa questione (…) possa essere discussa (…). È possibile!”.  “A questo punto potremmo entrare in un circolo virtuoso su tutti i problemi posti”.

Questo è l’augurio secondo il Sole 24, della diplomazia ma la situazione è diventata particolarmente instabile nella regione dopo un mese di escalation, innescata il 10 agosto dal dispiegamento di una nave da ricerca sismica turca nelle acque rivendicate da Atene. In segno di sostegno al suo partner greco nell’UE, alla fine di agosto la Francia del presidente Emmanuel Macron ha rafforzato la sua presenza militare nel Mediterraneo orientale. E da mesi le due capitali si scambiano invettive. Il ministro Le Drian ha rifiutato di specificare la natura di queste possibili sanzioni. “C’è tutta una serie di misure che possono essere prese.

Non siamo affatto impotenti e lui (il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, ndr) lo sa molto bene”, ha insistito il ministro. Le Drian ha accennato a una serie di sanzioni economiche, accusando Erdogan di aver creato “uno stato d’animo islamo-nazionalista” inteso a “nascondere la verità della situazione economica” in Turchia. Il 24 e 25 settembre si terrà il Consiglio europeo, che riunisce i capi di Stato e di governo dell’UE. E quello sarà il momento della verità dopo le schermaglie e lo scambio di accuse di questi giorni.

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