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Mercoledì, 12 Agosto 2020

Enzo Foglia, la stoffa del campione

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Lo scorso 23 novembre 2013, Papa Francesco, ricevendo in udienza i delegati dei Comitati olimpici europei, ha voluto esprimere il suo “apprezzamento a quanti, a livello europeo, sono impegnati a favorire, attraverso lo sport, lo sviluppo delle persone e la fratellanza sociale”. La Chiesa, ha detto il Pontefice, “vede nello sport un valido strumento per la crescita integrale della persona umana. La pratica sportiva, infatti, stimola a un sano superamento di sé stessi e dei propri egoismi, allena allo spirito di sacrificio e, se ben impostato, favorisce la lealtà nei rapporti interpersonali, l'amicizia, il rispetto delle regole”. “È importante – ha aggiunto – che quanti si occupano di sport, a vari livelli, promuovano quei valori umani e religiosi che stanno alla base di una società più giusta e solidale”. “Questo è possibile – ha detto ancora Bergoglio – perché quello sportivo è un linguaggio universale, che supera confini, lingue, razze, religioni e ideologie; possiede la capacità di unire le persone, favorendo il dialogo e l’accoglienza. Questa è una risorsa molto preziosa!”.

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Quanti sono nella nostra città gli uomini che hanno messo in pratica le parole del Papa? Credo di poter dire senza timore di essere smentito: tantissimi.

E tra questi come non rivolgere un pensiero particolare al nostro caro professor Enzo Foglia, una vita trascorsa prima a formare se stesso come uomo e nuotatore e poi a trasmettere ai giovani quanto appreso in gioventù aiutandoli nella loro crescita umana, sportiva e professionale.

Infatti, Enzo Foglia frequenta il mondo delle piscine fin da quando era bambino; il talento, unito a una grande forza di volontà e passione per il nuoto gli ha consentito di raggiungere traguardi straordinari negli anni d’oro del nuoto crotonese. Quando negli anni ’66, ’68 e ’69 la Rari Nantes Auditore fu campione d’Italia, lui c’era e ha dato il suo pesante contributo alla vittoria della squadra che vantava tra i suoi atleti campioni del calibro di Michele Oppido.

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Molte soddisfazioni Foglia le ha avute da attaccante della squadra di pallanuoto della Rari Nantes Auditore con la promozione in serie B del 1975; «Ricordo con grande piacere quegli anni fantastici – dice il professore – , come si può non ricordare sempre con gioia gli anni della gioventù, avevo vent’anni a quell’epoca, ero pieno di speranze e coltivavo i sogni che può avere un giovane di quell’età».

«Come nuotatore – ci racconta Foglia – la mia carriera è terminata quando avevo 22 anni, ma come pallanuotista, ero attaccante, ho giocato fino a 47 anni; ancora oggi, per la verità, qualche partitella con gli amici me la faccio».

Qual è la Sua specialità?

«Senza dubbio la palombella che è uno dei colpi più spettacolari di questo sport. La palombella è come il pallonetto nel calcio, e per poterlo realizzare bene, bisogna avere una grande padronanza del corpo e della palla. La palombella, di solito, si esegue dalla media distanza perché può sorprendere il portiere, che si aspetta un tiro potente e va fuori tempo».

È vero che da giovane era conosciuto come “Mister palombella”?

« È proprio così e questo mi lusinga»

Professore, qual è oggi il suo ruolo nel nuoto crotonese?

«Oggi sono presidente della “Nuoto Libertas”, ma gareggio con la “Lacinia Nuoto Crotone”».

Avete letto bene, Foglia ha ripreso a gareggiare e con quali risultati! Dal 24 al 29 giugno 2014 si sono svolti nella modernissima struttura dello Stadio del Nuoto di Riccione i Campionati Italiani Nuoto Master organizzati dalla Federazione Italiana Nuoto. 3600 i partecipanti, 390 le società sportive (alcune anche straniere che gareggiavano fuori concorso). Il professore ha vinto i 100 mt rana ed è arrivato secondo nei 50 mt rana. Un risultato straordinario per il nuoto crotonese; 63 anni in forma perfetta grazie a una vita sana e ad una alimentazione equilibrata; non c’è traccia di fanatismo nel professore, fa tutto con perfetta naturalezza.

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Rispetto ai suoi diretti concorrenti, il professore si allena poco; ha ripreso ad allenarsi solo dallo scorso mese di febbraio, «un allenamento leggero, di quelli che si fanno per prendere coscienza con l’acqua – afferma Foglia – . Solo da maggio ho intensificato gli allenamenti; massimo 2 mila metri per tre volte alla settimana e puntando soprattutto alla qualità piuttosto che alla quantità».

Che cosa ha provato quando toccando il traguardo ha capito di essere arrivato primo?

«Una grandissima emozione. Sono sensazioni indescrivibili accompagnate da una gioia che mi ha portato alle lacrime. Sì, ho pianto e non mi vergogno a dirlo. E poi non c’è stata solo la gara. Ho incontrato vecchi amici che non avrei mai più incontrato. Ho rivisto gente con cui nuotavo da bambino e con cui ho giocato a pallanuoto quando abbiamo vinto tutto quello che eravamo in grado di vincere».

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Professore, cosa rappresenta il nuoto per Lei?

«La mia vita è in simbiosi con l’acqua clorata. Non riesco a immaginarmi al di fuori di questo ambiente. Il giorno in cui lo lascerò temo che la mia vita sarà arrivata al capolinea».

Ha veramente un grande amore per questo sport, è riuscito a trasmetterlo agli altri?

«In parte l’ho trasmesso ai miei figli, ma credo di aver fatto di tutto per trasmetterlo a tutti coloro, giovani e meno giovani, che si sono avvicinati alla piscina. L’ambiente del nuoto è sano, pulito e senza interessi; è lo sport che più di tutti fa bene alla salute; come posso non amarlo?».

Finalmente abbiamo una piscina olimpionica, un impianto straordinario. Crede che riusciremo a tornare ai fasti di un tempo?

«Sono convinto che qualche talento riusciremo a coltivarlo e che i successi non tarderanno ad arrivare».

Congratulazioni dal profondo del cuore, caro prof. e in bocca al lupo per le prossime gare.

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