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Martedì, 06 Dicembre 2022

Primi segnali di distensione nella crisi tra Russia e Ucraina

Il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Luigi Di Maio, sarà stasera in missione a Mosca per un incontro con il suo omologo russo, Serghei Lavrov, che avrà luogo domattina. Lo rende noto la Farnesina. La missione di Di Maio, che si svolge all'indomani di quella a Kiev, "si inserisce nel quadro dell'azione a tutto campo condotta dall'Italia con gli omologhi europei e con i principali partner internazionali per favorire una soluzione diplomatica alla crisi ai confini fra Russia e Ucraina", si legge ancora nella nota del dicastero degli Esteri.

Primi segnali di distensione nella crisi tra Russia e Ucraina. Mosca ha annunciato il ritorno di unità militari dopo manovre in Crimea. "Unità del distretto militare meridionale, conclusa la partecipazione a esercitazioni tattiche nella penisola di Crimea, si spostano verso i loro punti di stanza permanenti", ha annunciato il ministero della Difesa russo.

Da parte sua, l'inviato russo presso l'Ue, Vladimir Chizhov, ha assicurato "che non ci sarà alcun attacco all'Ucraina questo mercoledì. Né ci sarà un'escalation nella prossima settimana, né nella settimana successiva, né nel prossimo mese". "Le guerre in Europa raramente iniziano di mercoledì", ha affermato in dichiarazioni pubblicate da Die Welt. "Quando si fanno accuse, in particolare accuse molto gravi contro la Russia, si ha anche la responsabilità di produrre prove - ha aggiunto, con un riferimento all'allerta Usa sull'Ucraina - Al contrario, è calunnia". Quindi, ha proseguito, "dove sono le prove?".

E ha aggiunto: "Quando i nostri partner ascolteranno le nostre legittime preoccupazioni non tarderà un processo di distensione. Sarebbe nell'interesse di tutti gli europei, da Lisbona a Vladivostok e di tutti gli altri Paesi del mondo".

Gli Stati Uniti non intendono fare pressioni sull'Ucraina affinché aderisca alla Nato. Lo ha assicurato la portavoce della Casa Bianca, Jen Psaki. "Non faremo pressioni sull'Ucraina o su qualsiasi altro Paese per un'adesione o una non adesione a una alleanza", ha affermato Psaki sottolineando che "i Paesi hanno il diritto alla sovranità e all'integrità territoriale e a loro spettano le decisioni".

"È positivo il fatto che il presidente degli Stati Uniti abbia anche detto di essere disponibile a svolgere negoziati seri" per una de-escalation della crisi ucraina: lo ha detto il portavoce della presidenza russa, Dmitry Peskov.
 
In generale, si può dire che Putin – almeno per il momento – la sua prima vittoria tattica l’ha ottenuta, come spiega Lucio Caracciolo su La Stampa. E il disgelo segnalato in queste ore ne è una prima certificazione che serviva anche al Cremlino per far capire di essere un interlocutore credibile e non animato da velleità irrazionali. Tutti vogliono andare a Mosca, discutere con il suo padrone di casa e provare a trovare una soluzione alle “garanzie di sicurezza” richieste. Il presidente russo è tornato al centro della politica europea e incide sulla sicurezza del Vecchio Continente senza passare per leader secondario rispetto a quelli di altre superpotenze. E per quanto riguarda il blocco occidentale, l’ordine sparso in cui si è mossa la diplomazia di Washington e delle capitale dell’Ue conferma una divisione ben più profonda rispetto alle apparenti unità di vedute sul fronte Nato.

L’Alleanza ha tenuto, ma solo come un’appartenenza formale più che sostanziale. E le poche garanzie offerte da Joe Biden all’omologo ucraino lasciano il sospetto che l’Occidente non avrebbe potuto fare molto per fermare qualsiasi ambizione di Mosca.

La Cina accusa gli Stati Uniti di avere agitato la minaccia della guerra in Ucraina con "un "grave impatto" sulla stabilità economica e sociale del Paese, e di avere diffuso, assieme all'Occidente, "false informazioni" sulla crisi. "Alcune persone in Usa e in Occidente continuano a diffondere false informazioni", esacerbando "sfiducia e divisioni" sulla crisi in Ucraina, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Wang Wenbin, in risposta a un commento sull'annuncio del ministero della Difesa russo del ritiro di parte dei soldati russi dal confine con l'Ucraina. La Cina, ha aggiunto il portavoce, "si augura che le parti interessate mettano fine a tali offensive di false informazioni e facciano di piu' per favorire la pace, la fiducia reciproca e la cooperazione".

 

Fonti il giornale Agi Adn Kronos e varie agenzie 

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