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Giovedì, 12 Dicembre 2019

Caltagirone - Consegnata la piastrina del tenente Domenico Milazzo

Sbagliarono strada durante un viaggio in camper in Russia, nella regione di Tambov, e furono fermati da un contadino che cercò di vendere loro le piastrine di riconoscimento di alcuni soldati italiani morti durante la Campagna di Russia. Ma loro – i coniugi lombardi Maria Giovanna e Antonio Respighi – gli spiegarono l’importanza di quei cimeli e lo convinsero a non venderli, ma ad affidarglieli. Da allora – 10 anni fa – è cominciata la “mission” della coppia, che ha restituito allo Stato italiano e alle famiglie oltre 350 piastrine di soldati mai tornati. Fra questi anche il tenente Domenico Milazzo, caduto sul fronte russo il 20 dicembre 1942 durante la II Guerra mondiale e, dopo che le sue spoglie avevano dimorato in una fossa comune del cimitero militare campale di Selenij Yar, oggi sepolto nella cappella di famiglia, all’interno del cimitero monumentale di Caltagirone, dove i suoi resti furono traslati nel 1993 a seguito dell’esumazione e della richiesta della sorella Cristina. Milazzo nacque a Roma il 22 ottobre 1916, ma la sua famiglia (il papà Vincenzo era ingegnere) era originaria di Caltagirone. Domenico, chiamato familiarmente Mimmo, aveva due sorelle più grandi di lui, Cristina, nata nel 1911, e Nicoletta nel 1912. Era un giovane sportivo e, oltre a essere socio della sezione Canottaggio dell’A.S. Lazio, amava la montagna e lo sci. Era celibe e, quando fu richiamato alle armi per partire per il fronte russo nella III Divisione Alpina “Julia” – 9° Reggimento Alpini, si era appena laureato in legge. Partecipò alle operazioni di guerra e fu colpito a morte durante un combattimento.  Fu decorato, nel 1948, della medaglia d’argento al valor militare alla memoria. La consegna a un parente (Luigi Montemagno) della piastrina del tenente Milazzo è avvenuta stamani, al Monumento ai Caduti in via Roma, durante la celebrazione del Giorno dell’Unità nazionale e della Festa delle forze armate, caratterizzata dalla Santa Messa in Cattedrale, officiata dal vicario foraneo, don Davide Paglia, con la partecipazione delle autorità civili, delle rappresentanze delle forze dell'ordine, delle associazioni d’arma e di volontariato,  il corteo e la cerimonia, curata dal Comune col prezioso contributo del presidente dell’Unuci (Unione nazionale ufficiali in congedo d’Italia) di Caltagirone, capitano Francesco Rapisarda. Presenti, col sindaco Gino Ioppolo, gli assessori Sergio Gruttadauria (vicesindaco), Concetta Mancuso e Francesco Caristia e il presidente del Consiglio comunale Massimo Alparone. Il comandante della Compagnia dei carabinieri, capitano Sergio Vaira, ha letto il messaggio del ministro della Difesa Lorenzo Guerini, mentre il primo cittadino, dopo avere dato lettura del messaggio del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha svolto alcune considerazioni sull’importanza dell’unità nazionale e dei valori pregnanti su cui si fonda il Paese. Infine, la consegna della piastrina, con la lettura delle note biografiche di Milazzo, di una poesia e di una preghiera da parte del tenente medico Calogero Scebba e del tenente Gaetano Boscarelli.  Il definitivo “ritorno a casa” del tenente Domenico Milazzo è stato definito dal sindaco Ioppolo “il giusto tributo a un soldato eroico e un contributo alla memoria delle giovani generazioni”.

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