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Venerdì, 03 Febbraio 2023

Elezioni midterm, mondo appeso al voto negli Usa

Aperti i primi seggi sulla East Coast. Saranno rinnovati tutti i 435 seggi della Camera dei rappresentanti e un terzo dei 100 seggi del Senato (35 nel 2022).Gli elettori di 39 Stati andranno alle urne anche per eleggere i propri governatori. I sondaggi rimangono incerti. Biden attacca l'ala trumpiana Maga dei repubblicani. Maratona elettorale su Sky TG24: un lungo speciale con ospiti e inviati in onda dalle 23 di oggi 8 novembre alle 7 del mattino del 9

Il risultato delle elezioni di oggi per il rinnovo del Congresso degli Stati Uniti determinerà le sorti del mondo, non solo degli Usa o di Joe Biden e del partito democratico americano. La Camera dei Rappresentanti è data quasi certamente a maggioranza repubblicana mentre il Senato è ancora contendibile, sebbene anche quest' ultimo paia destinato ad essere guidato dal partito di opposizione.

Election Day in America mentre il tasso di approvazione di Joe Biden scivola al 39%, un punto in meno rispetto al mese scorso. Lo rileva l'ultimo sondaggio Reuters-Ipsos mentre gli elettori votano per il Midterm. In gioco c'è il controllo del Congresso. Tradizionalmente il partito del presidente in carica viene penalizzato al voto di metà mandato e l'entità della sconfitta è inversamente proporzionale alla popolarità del capo della Casa Bianca. I dem potrebbero perdere la maggioranza sia alla Camera e sia al
Senato. Solo nel 1998 (quando Bill Clinton aveva un tasso di approvazione al 66%) e nel 2002 (con George W. Bush al 63%), il partito del presidente mantenne il controllo di Capitol Hill, anche conquistando un maggior numero di seggi. Un terzo del campione del sondaggio segnala che il problema principale per l'America è l'economia mentre per un elettore su dieci la vera questione è l'escalation del crimine e per uno su
quindici è il diritto all'aborto messo in discussione dalla Corte Suprema

La posta maggiore in gioco per tutti, anche per noi, è la posizione che da domani gli Stati Uniti prenderanno sull'invasione russa dell'Ucraina. Continueranno a finanziare lautamente la resistenza del popolo aggredito oppure ridurranno il sostegno, spingendo magari Zelensky a sedersi a un tavolo di trattative con Putin ridimensionando le sue pretese?
E se così fosse, quali sarebbero gli effetti a cascata sull'alleanza atlantica e sui Paesi che fanno parte della Nato, Italia inclusa?

Il Midterm pare abbia stimolato le indiscrezioni. L'ultimo segno viene dal Wall Street Journal, secondo il quotidiano di Wall Street, Jake Sullivan, il consigliere di Biden per la sicurezza nazionale, negli ultimi mesi ha avuto una serie di conversazioni riservate con i principali consiglieri di Putin nel tentativo di ridurre i rischi.

Sullivan sarebbe stato in contatto con Yuri Ushakov, consigliere di Putin per la politica estera, e con Nikolai Patrushev, il suo omologo russo. Quella di Sullivan è una strategia corretta: la Russia è una potenza nucleare, è fondamentale mantenere aperti i canali di comunicazione, evitare l'escalation e ridurre ogni 'disturbo' che possa provocare un 'incidente' letale.

Non c'è nessuna conferma ufficiale alle notizie pubblicate dal Wall Street Journal. Ma gli indizi sul lento cambio di scenario crescono. Sul New York Times il 1 agosto scorso Thomas L. Friedman raccontava di una crescente diffidenza all'interno della Casa Bianca nei confronti di Zelensky

Pero che qualcosa tra Washington e Kiev sia cambiato, non è detto che sia in peggio, ma dall'estate rovente al troppo mite autunno succede che emerge puntualmente una differenza tra Stati Uniti e Ucraina.

La linea di Zelensky che dice no a qualsiasi negoziato di pace con Mosca è una forte limitazione alle opzioni politiche di cui invece l'amministrazione Biden ha bisogno per sostenere la guerra con la Russia, in casa (con il Congresso che potrebbe passare ai repubblicani) e con gli alleati. Più la guerra siallunga, più la recessione avanza, più le difficoltà di mantenere il consenso cresceranno.

I segnali sono molteplici e - visto lo scenario interno, focalizzato sull'inflazione e i sondaggi sulle elezioni di Midterm sfavorevoli ai democratici - il messaggio di una Casa Bianca più vicina al negoziato, più attenta alla scuola del realismo kissingeriano, non è casuale.

L'amministrazione Biden è ferma nell'opposizione alla guerra d'aggressione di Vladimir Putin, ma altrettanto convinta che si debba trovare un modo per non allargare il conflitto e provare a tessere il cessate il fuoco e poi intavolare la pace.

Urne aperte in Usa per le elezioni di Midterm, con cui ogni quattro anni si rinnova l'intera Camera dei Rappresentanti (435 deputati) e un terzo del Senato (35 senatori su 100). Oltre 41 milioni di americani hanno già usato il voto anticipato per corrispondenza, un record assoluto. Questa modalità di votazione tradizionalmente favorisce i dem ed è motivo di contestazione da parte dei repubblicani. Altro primato di questa tornata alle urne i soldi spesi nella campagna elettorale: 17 miliardi di dollari. Le elezioni di metà mandato di solito penalizzano il partito che occupa la Casa Bianca: dal 1934 solo due presidenti, Roosevelt e Bush figlio (nel 2002), hanno guadagnato seggi. I sondaggi prevedono che i repubblicani riconquistino la Camera, con una probabile onda rossa, il loro colore: attualmente i dem hanno 222 seggi (4 in più del quorum) contro i 212 del Grand Old Party. Il destino del Senato (ora 50 a 50 ma il voto della vicepresidente Kamala Harris spezza la parità a favore dei dem) è appeso ad alcune sfide testa a testa in Stati 'battleground': Pennsylvania, Georgia, Arizona e Nevada, ma appaiono duelli incerti anche quelli in Wisconsin, 

New Hampshire e North Carolina. I primi risultati sono attesi dopo le 18 orario Est Coast (l'una di notte in Italia) ma per i risultati finali complessivi saranno necessari forse diversi giorni, soprattutto in alcuni Stati. Joe Biden, ai minimi di popolarità (poco sopra il 40%), ha giocato la campagna lanciando il messaggio che sono in gioco la democrazia e i diritti (a partire da quello d'aborto) e vantando i successi della sua agenda sul fronte del welfare, dell'ambiente, dell'educazione. Se perde anche una camera rischia di diventare un'anatra zoppa per il resto del mandato. I repubblicani invece hanno cavalcato l'inflazione alle stelle, i timori di una recessione e l'allarme criminalità, con Donald Trump king maker di molti candidati negazionisti delle elezioni del 2020 e pronto a ricandidarsi alla Casa Bianca per la terza volta

Fonti Agi Tempo tg24 e varie agenzie

 

 

 

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