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Venerdì, 27 Novembre 2020

Premio Andrenalina 3.0 : il mio paradiso

Negli spazi di factory Pelanda si e svolto il premio Andrenalina 3.0, concorso internazionale con artisti e performer aderiti di ogni nazionalita e residenza dalla Russia alla Svezia caricando le loro opere sul tema : il mio paradiso...direttamente dal sito del Premio senza filtri.
il risultato del operazione e stato svelato con un vernissage che ha richiamato centinaia di ospiti,corriere del sud presente, negli spazi del ex mattatoio.
Il progetto nato nell 2009 e patron del evento il creativo Ferdinardo Colloca concepito l evento come biennale di arte contemporanea che punta a scoprire nuovi talenti...solo un mese fa mr.Ferdy brindava al successo del premio a  un bellissimo hotel d Ibiza...ma ieri a tutti i suoi invitati giornalisti presenti e i suoi visitatori gli ha invitato a posare davanti alla sua opera con una mela in mano per vedere che effetto fa...un azione performativa pensando dal peccato originale ma anche Warhol, ci ha spiegato Colloca..mi piace essere fuori dagli schemi ci aggiunge...
Una bella impresa per il direttore artistico Federico Bonesi..e non sara facile per assegnare i trenta premi per la giuria composta dalla poetessa Mulas Giovanna dal DJ Joan Ribas  dal archeologo Roberto Libera dal presidente Ceis Roberto Minneo  e da Federico Mollicone.
Colloca presidente della giuria direttore artistico e curatore del andrenalina 3.0 ha pensato pure al risvolto charity del premio : aste di beneficienza e promozione ceis fondazione don Mario Picchi e del ass.amici alzeimer onlus oltre a una raccolta di fondi pensata per la premiere con la vendita del suo cd di musica electroclassica sunset symphony.
Tra gli artisti presenti in sala si nota Sara Borsarini cantante e vocalist storica del indimenticabile Lucio Battisti ma si vede anche la svedese Stina Ekelund.
Ricordi, speranze, rimpianti anche nella lettura poetica di Daniela Cecchini. Il componimento presentato coniuga con attenzione i modi della migliore poesia contemporanea con l'andamento ampio della tradizione classica
Daniela Cecchini con la sua poesia proiezioni interiori  ,ha iniziato la rassegna e ha continuato con  Sipario strappato poesia sul tema del disaggio mentale che ha ricevuto la menzione d onore al premio internazionale di Montefiore mentre in Andrenalina 3.0 e finalista al premio e alla premiazione che averra a novembre nel corso del secondo step
Incubatore di idee, votato alla multidisciplinarieta' e ai nuovi linguaggi contemporanei il Premio  Adrenalina ha presentato anche quest'anno idee e lavori innovativi. Un'ottima atmosfera, un notevole afflusso di pubblico, non solo delle grandi occasioni ma di reali appassionati d'arte di ogni età. Tra gli artisti, tutti interessanti e di valore, una sorpresa e' sicuramente Aidan che ha destato enorme curiosità con la sua opera interattiva in realtà aumentata: puntando lo smartphone il quadro si mette in movimento, regalando figure ed effetti evanescenti, raccontando tutta la sua storia e permettendo allo spettatore di passare dalla realtà bidimensionale alla terza dimensione. È come se  grazie all'interazione con la tecnologia l'artista permettesse  finalmente alla sua opera di spiegarsi, raccontando quello che è il momento ideativo... Significato e significante insieme come raramente nelle opere d'arte avviene. Il titolo "No sin" l'accomuna al ricco ed ironico lavoro di Angelo Cortese "La porta del Paradiso". Eclettico, già anacronista e valente scenografo,  si cimenta con un assemblage fatto di intrecci di ferro e rami, cosi' come la vita terrena costringe a durezze e prigioni mentali. Ambedue gli artisti -ognuno con il proprio linguaggio- paiono raccontare la necessità del peccato originale come forza vivificante e generatrice di nuova vita. Cortese aggiunge il divertimento performativo della richiesta di indulgenze per l'arte. In pratica il visitatore facendo l'offerta di   pochi centesimi lo spettatore può portare via a mo' di santino una piccola opera...   Ricca di suggestione anche l'installazione fotografica di Maurizio Gabbana: abile nel cogliere segnali dati da oggetti comuni, riesce a stravolgere il senso dei paesaggi più "classici" trasformando il suo "Motus" nel paradigma del ciclo dell'esistenza terrena e ultra- terrena. Con la forza segnica che lo contraddistingue è incredibilmente forte e al contempo lirico "Ricordi. Unico paradiso mai sottratto" di Antonio Ciarallo. Erede della stagione informale, riesce a coniugare la potenza del gesto con una sorta di decor contettuale che tanto lo avvicina ai lavori di Stingel dei quali è stato deciso precursore. Mai lo avevamo visto confrontarsi con il rosso, un colore che dona al rimpianto di cui l'opera si ammanta ancora la speranza dell'oro e la forza del futuro. Tutto da vivere qui.
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