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Grecia e Turchia: rapporti sempre più tesi

Non solo Russia e Ucraina, a preoccupare, in queste ultime ore, sono anche i rapporti sempre più tesi tra Grecia e Turchia.

Alla base degli attriti, anche la giurisdizione su alcune isole del Mediterraneo orientale. Ci sono poi rivendicazioni sulla piattaforma continentale, i confini marittimi, lo spazio aereo, i diritti allo sfruttamento delle risorse energetiche del largo di Cipro.

La Grecia avverte di essere pronta a usare tutte le sue forze diplomatiche e militari per difendere la propria sovranità da quelli che chiama piani ostili del suo nemico storico, la Turchia. L’avvertimento diretto segue un controverso accordo energetico recentemente firmato dalla Turchia con un elemento del governo diviso della Libia. Ma le tensioni che si sono accumulate di recente tra i due alleati della NATO stanno suscitando i timori di una crisi che potrebbe sfuggire al controllo e destabilizzare l’alleanza militare.
Parlando al parlamento greco, un po di tempo fa,  il primo ministro Kyriakos Mitsotakis ha consigliato alla Turchia di tornare, nelle sue parole, a un regno della logica. In caso contrario, ha avvertito la crescente aggressività di Ankara e i piani per rivendicare il controllo delle aree che la Grecia considera il suo territorio sarà fermato.
Il leader greco ha affermato che la geografia non cambia per volere della propria decisione di cambiarla o distorcerla. Ha detto che i confini della Grecia sono i suoi e, ha detto Mitsotakis, sono pronti per essere difesi dalle sue forze armate così come da quelli che ha detto sono i suoi potenti alleati diplomatici.
I legislatori hanno risposto con un applauso ruggente e una standing ovation prima che Mitsotakis si trasferisse rapidamente per incontrare l’ambasciatore degli Stati Uniti in Grecia e una delegazione del Congresso degli Stati Uniti in visita alla Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti.
Grecia e Turchia sono nemici di lunga data, ma anche alleati della NATO. Le relazioni si sono raffreddate e riscaldate nel corso dei decenni, spesso sui diritti aerei e marittimi.
La minaccia della Grecia arriva dopo che la Turchia ha recentemente firmato un accordo con una delle due amministrazioni rivali della Libia, che garantisce i diritti a una già controversa collaborazione energetica nelle acque che rivendicano anche la Grecia e altri paesi, tra cui Egitto e Cipro.
L’accordo arriva anche quando la Grecia aumenta il dispiegamento di truppe e attrezzature militari statunitensi su due isole più vicine ai confini della Turchia nel Mar Egeo, azioni che hanno recentemente portato a una denuncia da Ankara a Washington. Funzionari turchi hanno definito il dispiegamento una mossa ostile da parte di un membro della NATO e hanno avvertito che anche la Turchia avrebbe mobilitato i suoi militari in risposta.
Ankara vede il potenziamento militare sulle isole di Lesbo e Samo come una violazione di un accordo decennale che segna i confini dei due paesi.
Il presidente della Turchia, Recep Tayyip Erdogan, si è spinto oltre negli ultimi giorni, denunciando la proprietà greca di diverse isole dell’Egeo, osservazioni che hanno spinto Atene a intensificare i discorsi sulla sua volontà di difendersi di fronte a quella che chiama l’aggressione turca.
L’Unione Europea ha rimproverato la Turchia per la sua posizione e Washington è già in contrasto con la Turchia per l’acquisto di un sistema di difesa missilistica dalla Russia, una mossa che secondo i paesi della NATO mette a rischio l’alleanza.
L’analista George Tzogopoulos spiega le più ampie ripercussioni che questa crescente crisi potrebbe portare all’alleanza NATO e come la Russia, il suo più grande avversario, potrebbe sfruttarla.
“E’ chiarissimo a Washington che la Turchia non è considerata un partner affidabile e in quel contesto la Grecia lo è. Quindi, questa situazione sta creando una nuova dinamica all’interno del Mediterraneo orientale e della stessa NATO, ma soprattutto, all’indomani dell’invasione russa dell’Ucraina, gli Stati Uniti stanno lavorando a stretto contatto con partner affidabili, e questo sta alimentando la retorica aggressiva dall’altra parte [Turkey],” Egli ha detto.
Ci sono speranze in Europa, dice, che la situazione possa essere contenuta. Ma Tzogopoulos avverte che l’alternativa potrebbe rivelarsi pericolosa.
“Se la Turchia continua, la coesione del fianco sud-est della NATO sarà messa a repentaglio, notizia che sarà accolta con favore a Mosca”, ha affermato.

 Intanto  Inquietano le recenti dichiarazioni del presidente turco Recep Tayyip Erdogan, che ha inviato l'ennesimo ammonimento al governo greco, accusato di aver schierato alcune armi ricevute dagli Stati Uniti sulle isole di Lesbo e Samo. Isole che, secondo gli accordi, dovrebbero restare smilitarizzate.
Secondo Erdogan, la motivazione della Grecia “per armare le isole è inconsistente con la ragione e con l’alleanza. La politica della provocazione e della tensione non è, e non sarà, un vantaggio per nessuno”. Atene è preoccupata che lo “schema Ucraina” innescato da Mosca sull’annessione delle repubbliche separatiste possa replicarsi in qualche modo anche nell’Egeo e ha investito Bruxelles e la Nato della questione. 

 Infatti il vicepresidente della Commissione Europea, Margaritis Schinas, ha ribadito la sua certezza che l’Europa riuscirà a muoversi in modo coordinato e collettivo nel settore energetico, tema strettamente connesso alle tensioni con la Turchia. 

 Si è detto particolarmente preoccupato per “l’incontrollabile retorica incendiaria dei vicini” spiegando che lui stesso la interpreta come “un segno della loro stessa insicurezza sulla loro posizione nel mondo e nell’attuale contesto geopolitico”. Tradotto: se da un lato Ankara sta giocando un ruolo nella partita del grano e in quella diplomatica post-guerra in Ucraina, Atene può contare sull’appoggio incondizionato di Washington e Parigi alla voce gas e difesa.

 Pero gli analisti concordano sul fatto che il leader turco utilizzi l’esortazione patriottica per corteggiare gli elettori nazionalisti in vista delle elezioni del prossimo anno, che coincidono con il centenario della Repubblica Turca. Nei sondaggi Erdogan non parte favorito e sulla sua rielezione pesano le difficoltà dell’economia e i crescenti malumori interni per il deterioramento degli standard di vita, causato da un’inflazione devastante al 78%. “Già da tempo – osserva Valeria Talbot – i sondaggi dicono che difficilmente Erdogan riuscirà a ottenere una vittoria al primo turno, considerato che il gradimento per il suo operato si attesterebbe al 41,5% a meno che nei prossimi mesi non vi siano significativi cambiamenti che facciano alzare l’asticella dei consensi in suo favore. Inoltre, a prescindere da chi sarà lo sfidante, nel caso di un secondo turno, l’attuale presidente non avrebbe chance di vittoria contro nessuno dei potenziali candidati dell’opposizione”.

 Sulla questione, il governo di Atene ha incassato il sostegno immediato di Stati Uniti ed Unione Europea. Josep Borrell ha parlato di ‘minacce’ e di una retorica “inaccettabile” da parte turca, mentre il portavoce del Dipartimento di Stato Ned Price ha ribadito che la sovranità greca sulle isole dell’Egeo “non è in discussione”. Ma in questo momento in Europa è chiaro a tutti che non è il caso di aprire contenziosi con Ankara. E non solo perché in virtù dei buoni rapporti sia con Mosca che con Kiev, Erdogan è finora riuscito a ritagliarsi un ruolo da mediatore tra Russia e Ucraina, ma anche perché nell’attuale guerra energetica in corso con il presidente russo Vladimir Putin la Turchia diventa un alleato chiave, nonché paese di transito nell’approvvigionamento di gas dal Qatar e da Israele verso l’Europa. Dopo anni di tensioni con i paesi del vicinato, infatti, Ankara ha ripreso le relazioni diplomatiche ed economiche con lo stato ebraico, con l’Arabia Saudita e con tutti i paesi del Golfo. Una ventata di normalizzazione che non sembra però riguardare il Mediterraneo Orientale, dove Ankara non ha modificato la sua politica aggressiva e destabilizzante, in ragione dell’interesse per lo sfruttamento degli enormi e nuovi giacimenti sottomarini di metano.

  Fonti : Il giornale / ColorNews/ Ispi

 




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