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Giovedì, 21 Marzo 2019

Intervista alla bellissima Maria Cristina Fioretti

cristinafioretti 2

Sono in compagnia di Maria Cristina Fioretti che ringrazio infinitamente per l’intervista concessa in esclusiva a Il Corriere del Sud, nella quale parleremo della sua carriera dei suoi sogni  della sua magnifica carriera fatta di Teatro, Televisione, Fiction, Cinema.. e pubblicità.

Lei elegantissima come sempre e molto più bella del solito, ci siamo incontrati nel mio ufficio dell’Associazione Stampa Estera di Roma.

Maria Cristina hai un curriculum rilevante come hai iniziato la tua carriera?

«Tanti anni fa mi sono diplomata alla scuola del teatro la Scaletta, avevo preso questa decisione anche se mia madre contrastava questa mia decisione per tanti anni di essere un attrice, e non ho potuto fare l accademia d’arte drammatica perché all’epoca esistevano i limiti di età».

Ma come hai iniziato la tua carriera? Leggo che hai lavorato con Mariangela Melato nella Medea di Euripide.

«Uno dei i miei primi lavori è stata una mega turné come si faceva allora di nove mesi con Mariangela Melato; sono stati nove mesi meravigliosi nei teatri più importanti d Italia, è stata un’esperienza clamorosa per me che ero all’inizio della mia carriera, un testo come quello di Euripide la tragedia Greca che ho recitato magistralmente e il coro era ridotto in tre personaggi, in tre attrici una delle quali ero io. Avevamo diviso le battute del coro per cui il ruolo era piuttosto consistente. Durante questi nove mesi c’è stato un episodio che ha segnato la mia vita, un episodio bello, perché Mariangela – una delle più grandi attrici Italiane che abbiamo avuto nel nostro teatro – mi avvicina e mi dice: Sono sicura che ci riuscirai...

Dopo questa esperienza con la Melato ho un’altra bellissima esperienza fondamentale della mia vita, ho lavorato come aiuto regista alla trasmissione televisiva di successo Samarcanda di M. Santoro, un altro pezzo da novanta ed è stata un esperienza clamorosa».


Il 26 settembre 1973 moriva a Roma, nella clinica Mater Dei, ai Parioli, Anna Magnani. La famosa Nannarella è stata sicuramente la  più grande attrice italiana. Non è un caso: fu proprio lei, la prima artista del cinema italiano, a vincere il Premio Oscar come miglior attrice protagonista, per l’interpretazione di Serafina Delle Rose, nel film La rosa tatuata. Era il 21 marzo 1956. Una simile attrice – e donna – è inimitabile. Ogni regista ci penserebbe un milione di volte, prima di andare a toccare una simile leggenda...

Però tu Maria Cristina vanti un invidiabile primato: hai interpretato per ben tre occasioni diverse, Anna Magnani.

 

«L’ho fatta al Teatro dell’Angelo e alla Sala Umberto – racconta la Fioretti – E ho interpretato proprio lei, la Magnani. L’ultima volta nella fiction Volare, con Beppe Fiorello. Lì fu un cameo, ma molto significativo».

Raccontaci queste tre occasioni che ti hanno dato l’opportunità di far rivivere Nannarella.

«La prima volta fu nel 2004. Avevo lavorato in diversi spettacoli con Antonello Avallone. Adesso lui è direttore artistico del Teatro dell’Angelo. Un giorno mi disse: “Perché non fai la Magnani? Secondo me, tu la ricordi”. “No! Ma figurati” – risposi io – “Il giorno dopo i critici mi massacrano”. “Dai, la facciamo con umiltà. Tu hai la stessa romanità”, insistette lui. Io non ci credevo. Invece, grazie a lui ho scoperto che in realtà c’era una grande vicinanza. Da quel momento ho cominciato a documentarmi. Ho letto tanto e ho visto tutti i suoi film. Quando l’ho interpretata, per la prima volta, in teatro, non solo non mi hanno ammazzato, ma sono arrivate recensioni clamorose. Io sentivo la parte che mi univa alla Magnani. L’avevo introiettata dentro di me. A detta dei critici, io non la imitavo: la facevo rivivere. La mia Magnani, sembrava davvero la Magnani. La cosa più emozionante, di quello spettacolo, era “la fioraia del Pincio”, la canzone. Non avevo idea di come farla, perché non trovammo registrazioni. Comunque, andai in sala incisione e la cantai. Quando un anno dopo sono riuscita a trovare nelle teche Rai, la registrazione della canzone cantata dalla Magnani, ho cominciato a piangere: l’avevo fatta molto, ma molto simile. Per questo anche la gente che veniva allo spettacolo mi diceva: “Mamma mia! Me l’hai fatta rivivere”».

Lo spettacolo era: Totò e Anna Magnani, al Teatro Sala Umberto, a Roma. Poi nel 2010: Io, Totò e la Magnani, al Teatro dell’Angelo. La regia sempre di Antonello Avallone. Infine, storia di oggi, la fiction andata in onda su Rai 1: Volare (Domenico Modugno).

«Esatto! Quando Riccardo Milani, il regista di Volare, cercava la Magnani, si diceva: “E adesso, chi la fa la Magnani?”. Veramente vai a toccare una leggenda. E invece, anche lui, quando ho fatto il provino, mi disse: “È incredibile! Una somiglianza. Un modo. Anche la camminata, con le gambe leggermente larghe. Ma come hai fatto a beccare la camminata?”. Io, naturalmente, non l’avevo fatto di proposito. Veramente c’è qualcosa che ci lega da dentro. In quell’occasione, con il trucco, sono riusciti a farmi molto somigliante. Narra la leggenda che Domenico Modugno, ancora non famosissimo, seduto con la sua chitarra, al suo fianco c’era la futura moglie, Franca Gandolfi, stava provando Vecchio frac, facendo ascoltare questa sua meravigliosa canzone alla fidanzata. Passa la Magnani, che era già Nannarella, e ascolta Vecchio frac: “Mamma mia – gli fa – quanto sei bravo”. Poi rivolta alla fidanzata: “Ma quello è il fidanzato tuo? Tiettelo stretto. Sai dove arriva” Lo stesso Modugno raccontò che quello fu il momento in cui ebbe la certezza che ce l’avrebbe fatta, perché una leggenda come la Magnani, l’aveva riconosciuto e consacrato».

Come è stato girare questa scena con Fiorello, che ha interpretato nella fiction, Modugno?

«Io con lui avevo già fatto Salvo D’Acquisto, per la regia di Alberto Sironi. L’abbiamo girato al Campidoglio, sotto la statua equestre di Marco Aurelio. È stato bellissimo: stavamo al centro del mondo. Sono scesa da una mercedes degli anni Cinquanta e ho fatto le mie battute. Alla fine Beppe Fiorello si è alzato, ha posato la chitarra, è venuto verso di me e mi ha abbracciata dicendomi: “Mi hai fatto venire i brividi. Sei uguale. Ma come fai?”. È stata veramente una serata magica: girarla lì, al Campidoglio; interpretare la Magnani; e avere un riconoscimento simile da un attore come Fiorello, in una fiction così importante. Una serata che porterò sempre nel mio cuore».

E dopo la leggenda Magnani, cosa riserva il futuro a Maria Cristina Fioretti?

«Nel frattempo porto avanti un capolavoro di Erri De Luca, In nome della madre…  testo di grande poesia regia coinvolgente e ogni tanto lo ripropongo in genere vicino a Natale a dicembre. L’ho fatto già diverse volte al Teatro dell’Angelo, poi al Tor Bella Monaca e al Teatro Biblioteca Quarticciolo, dove credo tornerò, sempre il prossimo anno. Poi devo firmare ma ancora non te lo posso dire perche non ho firmato ancora con una grande fiction con la Lux … ho il programma  di fare teatro un spettacolo comico che si chiama Due volte Natale una commedia dove io interpreto una cantante lirica che è un argomento che non avevo affrontato ma è un personaggio comico, questo è il mio progetto per questo inverno, ma oltre questo vorrei riprendere a scrivere; mi piace ed è un altro dono che ho. È una piantina che ho annaffiato poco la scrittura. Ho scritto delle favole d amore e con una di quelle ho vinto il primo premio Nazionale in materia. “Parole per comunicare” si chiamava il premio che ho vinto. Appunto scrivo favole d amore, favole che hanno a che fare con gli adulti e poi un altro testo comico ha vinto un premio nazionale sono arrivata seconda a questo premio a Napoli. La prossima commedia si intitola “Metti il destino a cena”; è una sorta di sliding doors. Apro e chiudo la porta e secondo quello che vedo cambia la storia di tutto il racconto...».

Ti auguro di poter essere ancora Anna Magnani. Grazie Maria Cristina per questo bellissimo incontro.

foto sito iellini

 

Maria Cristina Fioretti è nata e vive a Roma, è alta 1,65 mt. Ecco il suocurriculum:

Cinema e fiction

2012: “Volare (Domenico Modugno)” Fiction in 2 puntate in onda nel 2013 su Rai Uno. Regia Riccardo Milani. Ruolo: Anna Magnani.

2011: “Angel” Regia Maria Luisa Putti. Fotografia Blasco Giurato. (Protag) (corto)

2011:”Uno studente di nome Alessandro” Regia Enzo De Camillis. (corto) Roma Fiction Festival. Nastro d’Argento 2012. RIFF 2012.

2007: “Fidati su di me” Film Tv in 4 puntate per Rai 1. Regia Gianni Lepre.

2007: “Pinocchio” Regia Alberto Sironi. Rai 1.

2007: “Stanza 242” Regia M.Conte (corto)

2006: “Midnight ramblers” Regia F. Gibellini (corto)

2005: “La buona battaglia (Don Pappagallo).Regia di Gianfranco Albano. Rai Uno.

2002: “Unconventional Toys” di Rovere/Muccino. Cortometraggio .(Kubla Kaan)

2002: “Salvo D’Acquisto” Regia di A. Sironi. Rai

2000: “ Il furto del tesoro” con L. Zingaretti. Regia di A. Sironi. Rai Uno

1999: “Storie romane” di Carola Spadoni.

1997: “L’albero dei destini sospesi” di R. Benhadji. Prodotto da Rai Due. Mostra del Cinema di Venezia.

1992: “Touchia (Il cantico delle donne di Algeri)” di R. Benhadji.Coproduzione franco-algerina. Mostra del Cinema di Venezia 93

 

Televisione

2004: “16 ottobre 1943” di De Benedetti, in memoria della deportazione degli ebrei. Con Luca Zingaretti. RAITRE

1999: “Laboratorio cinque” Canale 5

1997: “Fantastico più” giornaliero abbinato alla lotteria Italia. RAI UNO

1994: “Avanti un altro!” Canale 5

1994: “Utile e Futile” su Rai Uno.

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