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Dibattito sulla fiducia, all'attacco M5S e Lega

Il governo Renzi aspetta l'ultimo via libera dalla Camera dei deputati per iniziare a lavorare, ma l'Europa è già in allerta.
"Il nuovo ministro dell'Economia italiano sa cosa deve essere fatto".
Il pizzino a Pier Carlo Padoan, in volo a dodicimila metri d'altezza per rientrare dall'Australia, arriva proprio dal G20 di Sydney.
Non dice altro il commissario agli Affari economici Olli Rehn ai microfoni di Bloomberg: si limita a una fredda dichiarazione che suona sinistra perché indirizzata al neo ministro che per conto del governo Renzi dovrà far quadrare i conti del Paese, decidere se e dove tagliare e, soprattutto, valutare come andare a racimolare nuovi introiti per le malconce casse pubbliche. Intanto...

Ok il Senato, adesso la Camera. Poi si inizia a lavorare sul serio. Domani scuole, lavoratori, imprenditori, sindaci a Treviso.
#lavoltabuona". Così su Twitter di buon mattino il presidente del Consiglio Matteo Renzi a poche ore dal voto di fiducia alla Camera.

In nottata si è chiusa la maratona del Senato, che dopo 11 ore ha votato la fiducia al nuovo governo con 169 sì. Quattro consensi in meno di quelli che ottenne Enrico Letta nel voto di fiducia dell'11 dicembre scorso, subito dopo la fuoriuscita di FI dalla maggioranza.
Assenti al voto i senatori a vita Carlo Azeglio Ciampi, Laura Cattaneo e Renzo Piano, mentre erano presenti e hanno votato sì Carlo Rubbia e
Mario Monti.

Il premier siede ai banchi del governo tra i ministri degli Interni e degli Esteri, Alfano e Mogherini. E se al Senato aveva solo le sue carte tutte sparse sul tavolo, alla Camera Renzi si è portato anche un computer portatile, che ha tenuto acceso davanti a sé sul banco del Governo, al fianco delle carte. È una delle prima volte che sul banco del Governo a Montecitorio si vede un pc. Sicuramente la prima al posto del presidente del Consiglio. Spesso distratto, il premier e' stato anche 'richiamato' da Laura Boldrini a prestare attenzione agli interventi dei deputati.

Renzi approfitti della sua replica alla Camera per chiarirci un punto fondante della futura azione di governo: come la pensa sull'Europa, cosa chiederà per il nostro Paese e come pensa di ottenerlo. Dopo un discorso d'esordio teso a un conciliante europeismo, è importante che ci spieghi con quali mezzi intende realizzare ciò che ha promesso e come farà a contrattare in Europa dei margini d'azione per il nostro rilancio economico. Ci dica come pensa di contrastare la visione rigorista della Cancelliera Merkel". Lo dichiara, in una nota, la responsabile comunicazione di Forza Italia, Deborah Bergamini.

Il rapporto deficit/pil dell'Italia nelle stime dell'Ue ''nel 2013 non supera la soglia del 3% prevista dai trattati europei, mentre per il 2014 è stimato a 2,6% - valore inferiore alle precedenti stime della stessa commissione (2,7%) e più vicino alle stime formulate dall'Italia (2,5%)''. E' il commento del ministero dell'Economia che sottolinea anche il calo del debito rispetto alle precedenti stime (da 134 a 133,7%) ''effetto anche della riduzione del rischio-Paese''

Tra gli interventi quello di Stefano Fassina che ha sottolineato come il suo voto non sia "il conferimento di una delega in bianco. Sul piano programmatico vi è la più ampia disponibilità possibile ma - ha detto - valuterò esclusivamente il merito dei provvedimenti".

Ciao Matteo, stai sbagliando" ma "ho deciso di votare la fiducia". Lo dice Pippo Civati parlando in Aula alla Camera durante il dibattito sulla fiducia. "Anche io ho sognato che la nostra generazione arrivasse fin qui - dice Civati - ma con le elezioni e non con una manovra di Palazzo. Ho deciso - prosegue - dopo un lungo travaglio di votare a favore della fiducia perché credo, come dice Bersani, che non si debba sfasciare tutto e non parlo solo del Pd ma anche del Paese.
Ho cercato di convincere tutti voi che la strada fosse sbagliata ma non ci sono riuscito. Lavorerò in questa Aula e fuori per ricostruire il centrosinistra, che rimane un'ossessione, la mia vera speranza per questo Paese".

Lei qui è un abusivo, entrato con una manovra di Palazzo dopo aver accoltellato il suo compagno di partito. Lei è ancora più bravo di Berlusconi, un vero venditore di pentole. Il Giorgio Mastrota" della politica: così il deputato M5S Andrea Colletti parlando in Aula durante il dibattito sulla fiducia al governo si rivolge al presidente del Consiglio Matteo Renzi. "Noi - aggiunge - abbiamo un vero rispetto delle Istituzioni, che voi non potete rappresentare invece".
"L'unico modo che abbiamo per dare futuro all'Italia è non votare la fiducia a lei ed ai suoi compagni di un viaggio che porterà questo Paese verso la fine", ha aggiunto Colletti che ha sfidato Renzi sulla legge sul conflitto di interesse e ha concluso. "Matteo stai sereno che alle europee vinciamo noi".

Intanto il Movimento 5 Stelle, che ha votato contro la fiducia, annuncia già per mercoledì due mozioni di sfiducia contro i ministri Guidi e Poletti. Secondo il capogruppo del Movimento la Senato, Vincenzo Santangelo, la titolare dello Sviluppo economico si trova "in un indegno e gigantesco conflitto di interessi"  perché si tratta di "una pedina di Berlusconi" che peraltro Renzi "ha piazzato in un ministero che controlla il dicastero delle Comunicazioni" mentre il ministro del Lavoro è "legato alle coop rosse".

Scambio di battute nell'Aula della Camera tra Carlo Sibilia di M5S e la presidente Laura Boldrini, durante il dibattito sulla fiducia alla Camera. Parlando del Fondo per le piccole e medie imprese a cui il presidente del Consiglio ha fatto cenno ieri, Sibilia ha incalzato Renzi dicendo: "il Fondo c'e' gia', ci devi solo mettere i soldi dentro. A Matte' sveglia!". Ma Boldrini non ci sta. E lo riprende duramente: "Usi un tono consono. Il suo tono è totalmente gratuito".
Se vuole attenzione sia in grado di esprimersi in modo adeguato.
Parli, forza!". Ma il giovane pentastellato replica: "Presidente che fa? Mi vuole ghigliottinare come ha già fatto il 29 gennaio?". E Sibilia se la prende anche con il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan. "Lei e Padoan siete due figli di Troika", dice prima che Boldrini gli tolga la parola dicendogli che ha finito il tempo a sua disposizione. Sibilia replica con un gestaccio, mentre Alessando Di Battista avverte: "Ora cronometriamo gli interventi di tutti gli altri".

Schioccano le dita i grillini in Aula a Montecitorio per "uscire dall'ipnosi collettiva creata da Renzi", come spiega il deputato M5S Mirko Busto parlando durante il dibattito sulla fiducia al governo.
Busto dice che il premier possiede raffinate tecniche manipolative" che finora ha mostrato "solo Berlusconi" e "io - aggiunge - ieri le avevo creduto. Le ho creduto fino a quando qualcuno non ha schioccato le dita. Questo infatti è il vero compito del movimento: schioccare le dita per uscire dall'ipnosi collettiva".

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