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Giovedì, 15 Aprile 2021

Oggi 8 marzo si celebra la Giornata internazionale della donna

Oggi 8 marzo si celebra la Giornata internazionale della donna. Cerimonia al Palazzo del Quirinale quest'anno dedicata al tema "Con Rispetto.

Il capo dello Stato ricorda come la Costituzione, varata 75 anni fa, preveda la tutela dell'uguaglianza e della parità senza condizioni, ma — sottolinea — «la legge non basta» e i principi devono sempre essere ribaditi e difesi, nonché messi in pratica, perché come dimostrano i casi di violenza e le discriminazioni nella vita di tutti i giorni la strada da percorrere verso una parità effettiva è ancora lunga. Nel campo del lavoro questo è particolarmente evidente. «Oggi in alcuni ambiti del pubblico impiego la percentuale di donne che vi lavorano è maggiore rispetto a quella degli uomini — evidenzia Mattarella, ricordando la sentenza della Corte Costituzionale che solo nel 1960 cancellò una legge del 1919 che fino a quel momento aveva escluso le donne dagli incarichi pubblici —. Ma se si guarda ai livelli apicali, la predominanza resta maschile. Così come avviene ai vertici dei consigli di amministrazione di tante aziende pubbliche e private».

Quello dei tanti, troppi, femminicidi che si verificano in Italia è «un fenomeno impressionante, che scuote e interroga la coscienza del nostro Paese». Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, parte da qui, dai nomi delle 12 donne uccise dall'inizio dell'anno (il capo dello Stato li pronuncia tutti, all’inizio del suo intervento: Sharon, Victoria, Roberta, Teodora, Sonia, Piera, Luljeta, Lidia, Clara, Deborah, Rossella, Ilenia), dai numeri che dicono che lo scorso anno le vittime furono 73, per celebrare la giornata dedicata alle donne. Una giornata che deve essere simbolo ma che deve essere replicata nei restanti 364 giorni dell'anno. In tutti i campi.

Ed e questo i discorso del Capo dell Stato  :

"E' l'8 marzo. Sharon, Victoria, Roberta, Teodora, Sonia, Piera, Luljeta, Lidia, Clara, Deborah, Rossella Sono state uccise undici donne, in Italia, nei primi due mesi del nuovo anno. Sono state uccise per mano di chi aveva fatto loro credere, di amarle. Per mano di chi, semmai, avrebbe dovuto dedicarsi alla reciproca protezione. Ora siamo di fronte a una dodicesima uccisione: quella di Ilenia. L'anno passato le donne assassinate sono state settantatre. E' un fenomeno impressionante, che scuote e interroga la coscienza del nostro Paese", ha detto il presidente della Repubblica.

"Un distorto concetto del rapporto affettivo - che, non a caso, si trasforma in odio mortale - è alla base dei gravi e inaccettabili casi di femminicidio - ha aggiunto il capo dello Stato -. Una mentalità che, al dunque, è solo possesso, bramosia, dominio e, in fin dei conti, disprezzo. L'amore, quello autentico, si basa sul rispetto e la condivisione. Se si giunge a uccidere una donna è perché non si rispettano il suo desiderio di libertà e la sua autonomia. Perché ci si arroga il potere di non consentirne le scelte, i progetti, le aspirazioni. A distanza di settantaquattro anni dall'approvazione della Costituzione - che ha sancito, in via definitiva, l'eguaglianza e la parità tra tutte le persone, senza distinzioni - gli orribili casi di femminicidio - che reclamano giustizia - ci dicono che la legge, da sola, non basta. Che un principio va affermato, ma va anche difeso, promosso e concretamente attuato".

"Questo 8 marzo, purtroppo, si svolge ancora sotto il segno della pandemia, che ha appesantito la nostra esistenza, causando un numero senza precedenti di vittime e immani problemi economici, sociali e di relazioni umane. Un fenomeno planetario imprevisto che ha messo a dura prova la capacità di resistenza dei cittadini e la stessa convivenza civile". "La diffusione del Covid-19, come sempre accade nei periodi difficili, ha colpito maggiormente le componenti più deboli ed esposte. Le donne tra queste. Dal punto di vista occupazionale anzitutto. Secondo l'Istat abbiamo 440 mila lavoratrici in meno rispetto a dicembre 2020. Mentre sono a rischio un milione 300 mila posti di lavoro di donne che lavorano in settori particolarmente colpiti dalla crisi".  

"L'occupazione femminile è tornata indietro. Ai livelli del 2016, ben al di sotto del 50% raggiunto per la prima volta nel 2019 - ha detto ancora Mattarella -. La causa principale è stata la crisi del settore dei servizi, nel quale lavora l'85% delle donne. Non preoccupano soltanto i dati quantitativi. Peggiora la qualità del lavoro delle donne, con un picco di contratti part-time non volontari, con l'aumento dei lavori a tempo determinato e con una riduzione delle condizioni di conciliazione vita/lavoro. La situazione femminile si fa critica anche dal punto di vista sanitario. L'Inail ha messo in luce, in un recente studio, che quasi il 70 per cento dei contagi denunciati sui posti di lavoro riguarda le donne. Le categorie professionali delle contagiate riguardano soprattutto il settore sanitario".

"Va acceso un faro sulle forme - meno brutali, ma non per questo meno insidiose - della cosiddetta violenza economica, che esclude le donne dalla gestione del patrimonio comune o che obbliga la donna ad abbandonare il lavoro in coincidenza di gravidanze. Pensiamo alle odioso ma diffuso fenomeno della firma delle dimissioni in bianco. Questioni gravi, che incidono profondamente sulla vita delle donne. Questioni che richiedono il coinvolgimento attivo di tutti: uomini e donne, uniti, contro ogni forma di sopraffazione e di violenza, anche se larvata".

"Il rispetto verso le donne conosce molte declinazioni. Sul piano del linguaggio, innanzitutto. Dobbiamo respingere le parole di supponenza, quando non di odio o di disprezzo verso le donne. Parole che generano e alimentano stereotipi e pregiudizi ottusi e selvaggi, determinando atteggiamenti e comportamenti inaccettabili", ha sottolineato il presidente della Repubblica in occasione della cerimonia al Quirinale.

"Compromettere l'autonomia, l'autodeterminazione, la realizzazione di una donna esprime una fondamentale mancanza di rispetto verso il genere umano - ha spiegato Mattarella -. Il rispetto è alla base della democrazia e della civiltà del diritto, interno e internazionale. Per questo il rispetto le donne è questione che attiene strettamente alla politica. Rispettare s'impara, o si dovrebbe apprendere, fin da piccoli. Sui banchi di scuola. In famiglia. Nei luoghi di lavoro e di svago". "La parità di genere non è solo una grave questione economica e sociale. Ma è una grande questione culturale ed educativa. Negli ultimi due secoli le donne sono state protagoniste di importanti rivoluzioni sociali e culturali, sono state - spesso e in diversi ambiti - i motori del cambiamento. Le donne hanno sempre aiutato a cogliere il valore universale e positivo della diversità, della solidarietà, della pace. Rispettare e ascoltare le donne vuol dire lavorare per rendere migliore la nostra società".

"Vogliamo che le nostre politiche, tutte le politiche, siano valutate trasversalmente secondo l'impatto di genere: è, questa, la scelta di un metodo che percorriamo pienamente inseriti nel comune cammino europeo e che caratterizza come asse fondamentale la proposta italiana per il Next Generation Eu - ha detto la ministra per le Pari opportunità e la Famiglia Elena Bonetti parlando dal Quirinale -. La transizione ecologica è certamente uno dei punti cardine dello sviluppo. Lo è altrettanto la transizione digitale, in una visione sinergica all'interno della quale il pieno accesso delle donne al mondo del lavoro è e sarà cruciale". "Vogliamo che le donne siano libere di realizzarsi senza dover scegliere tra l'esperienza della maternità e quella lavorativa - ha aggiunto -Scegliamo infrastrutture sociali, fiscalità, politiche attive di investimento nel lavoro femminile in ogni settore, che davvero portino le lavoratrici al centro dello sviluppo dell'Italia per i prossimi anni. L'imprenditoria delle donne e la formazione nelle materie scientifiche sono due vettori strategici in questa direzione. C'è bisogno di donne nella scienza perché la scienza contribuirà a scrivere il futuro di tutti. Ogni donna, ogni bambina, deve potervi accedere da protagonista, senza preclusioni o timori".

fonti le agenzie / ansa / corriere della sera

 

 

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