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Domenica, 20 Ottobre 2019

Migranti, tornano le navi Ue davanti alla Libia?

L’Unione europea potrebbe sbloccare gli assetti navali di Eu Navfor Med, l’operazione lanciata nel maggio 2015 e recentemente estesa fino al marzo 2020, aumentando il numero di migranti e rifugiati che sbarcheranno in Italia e a Malta in attesa di essere ridistribuiti negli altri Stati membri su base volontaria. La missione guidata dall’ammiraglio italiano Enrico Credendino dovrebbe svolgere due ruoli, entrambi importanti per il Mediterraneo centrale e in particolare per l’Italia: contrastare il traffico di esseri umani e far rispettare l’embargo sulle armi imposto dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite in Libia.C’è un piccolo problema: la missione navale non ha le navi

Intanto caos nel centro di identificazione di Moria, nell’isola di Lesbo, in Grecia, scrive Francesco De Palo al Fatto Quotidiano dopo che una mamma col suo figlioletto sono rimasti carbonizzati ieri pomeriggio in seguito a due incendi divampati in alcuni container. Le fiamme sarebbero state appiccate da alcuni migranti come segno di protesta per l’affollamento della struttura. Altre sei persone sono rimaste ferite, intossicate dai fumi e con traumi agli arti per via del fuggi fuggi generale e ricoverati nell’ospedale dell’isola. La situazione, nella mattinata di lunedì, è drammatica: rifugiati e immigrati si sono radunati fuori dai container bruciati impedendo alla polizia di avvicinarsi per recuperare materiali e prove. Si segnalano scontri con la polizia e due camion dei pompieri bruciati. Al momento, il centro accoglie 12mila persone, sebbene la struttura abbia una capienza di 3mila.

Il primo ministro Kyriakos Mitsotakis ha convocato un consiglio straordinario per discutere delle misure di emergenza, come i nuovi hotspot che saranno realizzati entro un mese nella parte continentale del Paese. Nella struttura delle Termopili, che ospita 500 siriani, ieri sono giunti altri cento migranti. Duecento dovrebbero essere dirottati in un centro a Stylida, dove il sindaco ha animato una manifestazione di protesta in piazza con alcuni cittadini.  

Considerata l’emergenza, il Ministero dell’Interno ellenico ha inviato altri uomini sull’isola, distaccandoli dagli stadi di calcio dove ieri si disputavano le partite di campionato maggiormente attenzionate dalla polizia. Due quadre di agenti sono state trasportate d’urgenza a Lesbo con un C130 militare.

Secondo Francesco De Palo chiede aiuto anche all’Europa il sindaco di Mitilini, Stratis Kytelis, secondo cui la situazione è sfuggita di mano: “Adesso siamo tutti in pericolo”. Il governatore dell’Egeo, Costas Moutzouris, ha parlato di scene apocalittiche: “È stata una grande rivolta, come in un film”. Aggiungendo di aver lanciato l’allarme al governo: “Abbiamo qui persone provenienti da 72 Paesi diversi. Tutti hanno paura e temono che ci saranno ancora momenti di panico”, sottolineando che negli ultimi giorni le autorità greche hanno impedito a 25 imbarcazioni con rifugiati e migranti di raggiungere Mitilene.
Secondo i dati della polizia dell’Egeo settentrionale, in meno di 48 ore 832 nuovi richiedenti asilo sono stati registrati nelle tre isole.

Scrive il Quotidiano il Giornale che peccato che l’accordo, nonostante sia stato definito “storico” dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte, sia ancora un progetto embrionale e non è ancora chiaro quanti Paesi comunitari vi aderiranno. Qualche indicazione in tal senso la fornirà il Consiglio Giustizia e Affari interni previsto il 7 e 8 ottobre a Lussemburgo, primo vero “esame” per la neoministra Lamorgese, già capo di gabinetto al Viminale sia con Angelino Alfano che con Marco Minniti. L’intesa ha però suscitato diverse perplessità, anche da parte delle organizzazioni non governative che operano in mare, contrarie al coinvolgimento della Guardia costiera libica (l’intesa firmata a Malta invita a “non ostacolare” le sue attività) e preoccupate dall’eventualità di dover percorrere circa 3.500 miglia nautiche per sbarcare a Helsinki i migranti salvati davanti alle coste nordafricane. 

Dallo scorso aprile, infatti, gli Stati membri hanno deciso di sospendere le attività di pattugliamento dell’operazione militare in conseguenza della cosiddetta “politica dei porti chiusi” dell’allora ministro dell’Interno, Matteo Salvini. In teoria le navi ci sono, ma sono ormeggiate nei porti in attesa di una decisione politica. 

E questa decisione potrebbe arrivare a breve dopo l’intesa raggiunta al mini-summit di Vittoriosa, presso La Valletta, dai ministri degli Interni di cinque dei 28 Stati membri: la nuova titolare del Viminale, Luciana Lamorgese, alla sua prima uscita internazionale; l’omologo francese Christophe Castaner; il ministro dell’Interno della Finlandia, Paese che ha la presidenza di turno del Consiglio Ue, Maria Ohisalo; il collega di Malta, Michael Farrugia; il ministero dell’Interno della Germania, Horst Seehofer; più il greco Dimitris Avramopoulos, che è il commissario Ue per gli Affari interni.

Rapida redistribuzione dei migranti e richiedenti asilo entro quattro settimane dallo sbarco I porti saranno messi a disposizione a rotazione, ma su base volontaria
L’intesa riguarda soltanto i migranti salvati in mare dalle unità militari che pattugliano il Mediterraneo o dalle navi delle Ong, escludendo quindi gli sbarchi autonomi

Intanto dietro le quinte l'esecutivo si prepara ad innalzare l'Iva per chi paga in contanti certi beni (il caso esempio di questi giorni sono le cene al ristorante). Gli sconti arriveranno solo per chi paga con carta che potrà recuperare l'1 per cento dell'Iva nell'estratto conto dello stesso mese o in quello successivo alle spese. Ma in questo nuovo corso che sta preparando l'esecutivo giallorosso va tenuto conto dei costi che si abbattono su chi usa le carte. Secondo le ultime stime, il canone annuo sulle carte di credito è cresciuto del 76%.


Non poco.secondo il Giornale le banche negli ultimi anni hanno aumentato anche i costi per la gestione di questi flussi di denaro. Per chiarirci le idee, la gestione di una carta di credito costa circa l'86,9 per cento euro. E in questo scenario, come ricorda Libero, è anche intervenuta Bankitalia che ha parlato di una accelerazione rispetto al biennio precedente. In passato queste spese erano lievitate di 2,9 euro, una quota più bassa rispetto a quella degli ultimi tempi. 

Va detto che nel 2013 e nel 2015 queste spese avevano subito un rincaro tra i 5 e i 7 euro di media. Le spese sono lievitate contestualmente al canone annuo delle carte. E i dayti in questo senso sono molto chiari. Il canone delle carte di credito degli istituti tradizionali è lievitato del 19,44 per cento, quello delle banche online del 76 per cento. Una vera impennata che dimostra, secondo i dati di Sostariffe, una vera e propria inversione di tendenza sui costi che riguardano da vicino i correntisti e tra poco tutti i contribuenti che vorranno seguire le indicazioni del governo sui presunti sconti Iva. Ma il salasso riguarda anche i bonifici. La commissione allo sportello è arrivata in media a 4,66 euro. L'uso delle carte in Italia è cresciuto del 6,8 per cento portando negli ultimi tempi la quota di denaro usato con strumenti elettronici a 80 miliardi di euro. Una cifra nettamente più bassa rispetto al flusso di soldi usati in contanti. E con i costi di gestione della carte probabilmente il cash resterà il metodo di pagamento preferito dagli italiani.  

 

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