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Sabato, 18 Agosto 2018

Nuovo monito dell'Ue in vista della formazione del governo

"Noi - dice il vicepresidente della commissione Ue Valdis Dombrovskis, in un'intervista all'Handelsblatt - riteniamo molto importante che il nuovo governo mantenga la rotta e porti avanti in modo responsabile la politica di bilancio". Questo è necessario dal momento che "l'Italia ha il secondo debito pubblico più alto dopo la Grecia".

"Non abbiamo visto ancora tutte le questioni, ascolteremo e parleremo con loro, ma sì, ci sono alcuni elementi preoccupanti" nelle idee di politica commerciale del nuovo governo italiano, dice la commissaria Ue al commercio Cecilia Malmstroem. "Il nuovo governo - aggiunge - non è ancora stato confermato quindi non abbiamo ipoteticamente discusso" con nessun interlocutore dell'esecutivo che sarà formato a breve, ha aggiunto la commissaria a chi le chiedeva se avesse avuto contatti con qualche rappresentante di M5S o Lega sulle questioni commerciali.

"Spero che il presidente" della Repubblica Sergio Mattarella "non permetta" al nuovo governo italiano "di distruggere tutto il lavoro fatto negli ultimi anni" in Ue "dalla crisi finanziaria a oggi, lo auspico per l'Italia e per noi": così il ministro degli Esteri del Lussemburgo Jean Asselborn al suo arrivo al Consiglio Ue commercio, esprimendo il timore che possa "succedere qualcosa che ci farà male". Ma "vediamo cosa succederà, dobbiamo aspettare che sia formato il nuovo governo", ha aggiunto.

"Il processo costruzionale in Italia è in corso e noi aspettiamo che si concluda": così il portavoce della Commissione europea Margaritis Schinas rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano di commentare la situazione politica in Italia. "Il presidente Juncker ha già detto che l'Italia è un paese importante per l'Europa e l'Europa non è completa senza l'Italia", ha aggiunto Schinas.

Di Maio-Salvini, storia di una improbabile alleanza": questo il titolo di un articolo con richiamo in prima pagina che il quotidiano francese Le Monde consacra alla situazione politica italiana. Secondo il giornale parigino, i leader di Lega e M5S "presentano dei profili molto diversi" e cercano di "nascondere le loro divergenze". A "riunirli c'è solo il loro progetto di governo", sottolinea ancora Le Monde. "Il contratto di coalizione - si sintetizza nel giornale del pomeriggio - costituisce più una compilazione delle misure volute da ognuno che un progetto articolato". Con "un nemico comune: l'Europa di Bruxelles".

"Dobbiamo giudicare" il nuovo governo italiano "sui fatti e non sulle parole, e vedere cosa farà", ha detto ancora la ministra dell'economia austriaca Margarete Schramboeck al suo arrivo al Consiglio Ue commercio. Per l'Austria "l'Italia è un partner importante, in particolare un partner economico molto importante", ha sottolineato.

Subito arriva la risposta di Matteo Salvini: "Proseguono le invasioni di campo. Dopo francesi e tedeschi, oggi è il turno del ministro degli Esteri del Lussemburgo Jean Asselborn: "Spero che Mattarella non permetta al nuovo governo italiano di distruggere tutto il lavoro fatto negli ultimi anni in Europa". Confermo: all'estero stiano sereni, agli italiani ci pensiamo noi", ha scritto Salvini su Facebook.  

E' in corso fuori da Montecitorio un incontro tra i leader di Lega e M5S Matteo Salvini e Luigi Di Maio. All'incontro, riferiscono fonti politiche, dovrebbe essere presente anche il premier designato dai due partiti, Giuseppe Conte. All'esame dei due leader la composizione della squadra di governo che, a quanto risulta, sarebbe comunque completata mantenendo, allo stato, l'indicazione di Paolo Savona all'Economia. Sul'assetto della squadra il candidato premier e i due leader starebbero comunque facendo gli approfondimenti. Fonti del Carroccio smentiscono la presenza anche del giurista all'incontro.

Nuovo giro di colloqui per il capo dello Stato in vista della formazione del governo. Il presidente della Camera, Roberto Fico, è stato ricevuto dal capo dello Stato Sergio Mattarella per un colloquio di circa mezz'ora. Alle 12 è arrivata la presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati. Ieri il presidente ha ricevuto le delegazioni di Lega ed M5s.

Paolo Savona che, stando ai desiderata di Matteo Salvini, dovrebbe andare al ministero dell'Economia. Una scelta che darebbe al nuovo esecutivo una marcata impronta anti europea. La filosofia dell' economia gia Ministro dell'industria con Carlo Azeglio Ciampi, è racchiusa in un libro che sarà nelle librerie nei prossimi giorni. "L'euro è una gabbia tedesca, adesso serve un piano B", si legge in uno degli stralci pubblicati oggi dalla Stampa a sostegno dei dubbi avanzati da Mattarella.

Gli anni Novanta, quando Ciampi era a Palazzo Chigi, sono lontani. Era un tempo in cui anche Savona, che al tempo sedeva al dicastero dell'Economia, aveva dato credito all'Unione europea. Adesso è tutto cambiato. La sua posizione si è fatta sempre più critica e l'avversione per i tedeschi è diventata via via sempre pià radicata. "La Germania non ha cambiato la visione del suo ruolo in Europa dopo la fine del nazismo, pur avendo abbandonato l'idea di imporla militarmente - si legge in uno stralcio della sua autobiografia - per tre volte l'Italia ha subito il fascino della cultura tedesca che ha condizionato la sua storia, non solo economica, con la Triplice alleanza del 1882, il Patto d'acciaio del 1939 e l'Unione europea del 1992. È pur vero che ogni volta fu una nostra scelta. Possibile che non impariamo mai dagli errori?".

A preoccupare il Colle non sono le competenze di Savona ma, come fa notare anche Huffington post le sue posizioni sulla monetica unica, "una creatura biogiuridica costruita male". A suo dire l'euro avrebbe creato fragilità strutturali che sarebbero state aggravate, durante gli anni Novanta, dalla scelta di entrare nella "gabbia europea" dove "le élite illudono i popoli". Pur sapendo che l'Italia non era ancora pronta, l'allora premier Ciampi avrebbe preferito andare fino in fondo per non rimanere fuori dal tavolo europeo. "Invece (la situazione, ndr) è peggiorata - si legge ancora - e (l'Italia, ndr) è scivolata in una nuova condizione coloniale, la stessa sperimentata dalla Grecia". "L'euro - continua - ha dimezzato il potere d'acquisto degli italiani, anche se le autorità lo negano".

Nell'autobiografia Savona arriva anche a teorizzare l'Italexit, la fuoriuscita dell'Italia dalla moneta unica. "Il divieto costituzionale di referendum sull'Unione europea e sull'euro - fa notare - è la più chiara violazione dei principi democratici". "Dietro il paravento della liberaldemocrazia, c'è una concezione sovietica. La conseguenza è un fascismo senza dittatura e, in economia, un nazismo senza militarismo", continua Savona secondo cui "battere i pugni sul tavolo non serve a niente". "Bisogna preparare un piano B per uscire dall'euro se fossimo costretti, volenti o nolenti, a farlo". Una posizione che a Mattarella, appunto, non piace. Da qui l'idea di mettere un veto sul suo nome. Anche se Salvini è già stato sin troppo chiaro: "Non temiamo i veti del Quirinale".

 

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