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L’Ekipe Orizzonte inizia la seconda fase della Champions League di pallanuoto femminile con un pareggio, chiudendo sull’11-11 la prima partita del girone A, in corso di svolgimento a Padova, contro le ungheresi del Dunaujvaros.

È stato un match dai due volti, con le magiare avanti 4-1 nel primo tempo e le catanesi brave a reagire nel secondo parziale, conquistato dalla squadra allenata da Martina Miceli per 5-3. Terza frazione ancora a vantaggio delle rossazzurre, avanti 3-2, e quarto tempo chiuso sul 2-2 a decretare la perfetta parità nel punteggio finale.

Alice Williams è stata la miglior marcatrice della formazione etnea con quattro reti, mentre Claudia Marletta è andata a segno tre volte. Due gol per Bronte Halligan, uno a testa per Dafne Bettini e Gaia Gagliardi.

Al fischio finale ha preso la parola la numero 4 delle catanesi, facendo il punto dopo la partita appena disputata e in vista delle prossime da giocare: “Sicuramente – ha detto – quello di oggi era un match da vincere, ma sia nel primo tempo che in parte del secondo abbiamo commesso alcune ingenuità. Non abbiamo fatto ciò che avevamo preparato per questa partita, di positivo c’è il fatto di essere riuscite a recuperare lo svantaggio di tre gol della frazione iniziale. Ci sono mancate la cinicità e la tranquillità in difesa che ci hanno sempre contraddistinto. Le prossime sfide sono fondamentali e noi vogliamo assolutamente superare il turno. Domani incontreremo le olandesi, contro le quali vogliamo scendere in campo per imporre il nostro gioco e far vedere chi siamo veramente, senza prendere nulla sottogamba. Poi ci sarà il derby tutto italiano contro il Padova, nel quale sappiamo bene che dovremo riscattarci a tutti i costi. Queste partite ci servono per mettere in acqua tutto ciò che abbiamo e dimostrare quel che valiamo”.

Domani, sabato 10 dicembre, alle ore 19:00 l’Ekipe Orizzonte affronterà lo ZVL, mentre la sfida contro il Plebiscito Padova si giocherà domenica 11 alle ore 12:00.

IL TABELLINO DEL MATCH:

Dunaujvaros-Ekipe Orizzonte 11-11

Parziali 4-1; 3-5; 2-3; 2-2

Dunaujvaros: Maczko, Jonkl, Sajben, Dobi 5, Horvath 4, Mahieu, Szabo 1, Garda 1, Mucsy, Kardos, Pal, Sumegi, Aarts.

Ekipe Orizzonte: Celona, Halligan 2, Grasso, Viacava, Gant, Bettini 1, Palmieri, Marletta 3, Gagliardi 1, Williams 4, Longo, Leone, Condorelli. All. Miceli

Continua il momento nero della Copral Muri Antichi che contro Sori esce sconfitta senza mai realmente stare in partita. Troppi passaggi a vuoti dei ragazzi di Kovacic (assente oggi causa seconda e ultima giornata di squalifica). I ragazzi pagano un brutto approccio alla partita come diverse volte già accaduto nelle ultime apparizioni. L’unico vantaggio della formazione etnea è l’1-0 di capitan Muscuso. Mugnaini e Viacava (10 gol in due sui 12 totali di squadra), si fanno carico della squadra e portano i locali sul 4-1 al termine del primo parziale. Nel secondo parziale l’attacco prova a girare un po’ meglio grazie alle reti di Nicolosi, Camilleri e Schilirò, ma Sori mantiene sempre in controllo il match ribattendo colpo su colpo. Il vantaggio dei liguri rimane sempre intorno alle 4 lunghezze. Segna Fiorito, Camilleri realizza un rigore al termine del terzo parziale. Nell’ultimo parziale serviva una rimonta che non è avvenuta con il punteggio finale di 12-8 che condanna la Copral alla seconda sconfitta consecutiva.

“Prestazione deludente e incomprensibile – le parole di Spinnicchia -. Speravamo in una ripresa e invece arriva ancora un passo indietro. Analizzeremo tutti insieme questo difficile momento con la speranza di ricompattarci al più presto e tornare prima possibile ad essere squadra”.

“Abbiamo avuto mancanza di concentrazione fin dall' inizio – ammette Cassone - sulle varie situazioni di gioco che avevamo preparato, ci sono stati tanti errori di sufficienza che si sono ripetuti nelle ultime partite. Abbiamo cercato di stravolgere in corso anche determinate situazioni facendo giocare tutti per dare intensità ma senza un vero mordente. Era un campo ostico, ma non dobbiamo cercare alcun alibi”

FUTURENERGY RINNOVABILE R.N. SORI-COPRAL MURI ANTICHI 12-8

FUTURENERGY RINNOVABILE R.N. SORI: A. Benvenuto, G. Congiu, M. Giordano, M. Mugnaini 4, A. Viacava 6, E. Cocchiere 1, M. Cappelli, F. Mauceri, G. Cocchiere, G. Penco 1, M. Morotti, M. Olcese, S. Benvenuto. All. Ferreccio.

COPRAL MURI ANTICHI: G. Spampinato, A. Scebba, V. Nicolosi 1, D. Zovko 1, P. Impellizzeri, M. Marangolo, S. Camilleri 3, S. Longo, A. Fiorito 1, V. Belfiore, L. Muscuso 1, A. Schilirò 1, P. Lazzara. All. Cassone.

Arbitri: Fusco e Scappini.

Note. Parziali: 4-1 3-3 4-3 1-1 Nessuno uscito per limite di falli. Superiorità numeriche: Rn Sori 5/8 + 1 rigore, Muri Antichi 2/8 + 1 rigore.

Dichiarazione del presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa

“Le indiscrezioni sulla prossima manovra di bilancio sono particolarmente negative per un settore immobiliare già duramente colpito dall’annuncio della revisione del catasto, a proposito della quale torniamo ad invitare al rispetto della decisione parlamentare del 30 giugno scorso.

In particolare, destano forti preoccupazioni l’eliminazione del bonus facciate al 90 per cento e la mancata proroga del superbonus al 110 per cento per le case unifamiliari e le unità immobiliari funzionalmente indipendenti.

Il primo è un incentivo utilissimo, essendo finalizzato a riqualificare le nostre città, e molto utilizzato da famiglie e imprese. Il secondo è fondamentale per rendere più sicure e più efficienti tante abitazioni frequentemente di proprietà di famiglie a basso reddito (non sono le ‘villette’ di cui si favoleggia in queste ore) e in molti casi collocate in aree a rischio sismico.

Auspichiamo che le forze politiche di maggioranza inducano il Governo a rivedere le proprie scelte, che paiono finalizzate a far venir meno proprio gli incentivi più applicati. La limitazione del superbonus, peraltro, si pone in netto contrasto con le aspettative del comparto alimentate dallo stesso Esecutivo e creerà ulteriore tensione su un mercato già fortemente stressato dalla mancanza di materiali e di imprese disponibili nonché dagli aumenti spropositati dei costi degli interventi”.

Si è svolta mercoledì scorso a Cosenza la terza tappa del roadshow degli incontri territoriali di presentazione del nuovo Accordo tra Confindustria e Intesa Sanpaolo per la crescita delle imprese. Emanuele Orsini, Vice Presidente per Credito, Finanza e Fisco di Confindustria, e Stefano Barrese, responsabile Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo, hanno presentato l’Accordo basato sul percorso congiunto “Competitività, Innovazione, Sostenibilità” che mette a disposizione 1,5 miliardi di euro per le imprese calabresi, nell’ambito dei 150 miliardi di euro del plafond nazionale, per promuovere l’evoluzione del sistema produttivo su questi tre driver fondamentali per la crescita e in coerenza con il PNRR.
Dopo i saluti del presidente di Confindustria Cosenza, Fortunato Amarelli, e del presidente di Unindustria Calabria, Aldo Ferrara, nel corso dell’incontro sono intervenuti: Anna Roscio, responsabile Sales & Marketing Imprese di Intesa Sanpaolo, che ha illustrato gli assi strategici dell’accordo, Natale Mazzuca, Vice Presidente di Confindustria per l’Economia del Mare, e Giovan Battista Perciaccante, presidente di Ance Calabria.
L’Accordo presentato oggi alle imprese calabresi – di durata triennale e firmato lo scorso ottobre da Carlo Bonomi, presidente di Confindustria, e Carlo Messina, consigliere delegato e Ceo di Intesa Sanpaolo - pone al centro iniziative a supporto delle aziende in ambito di digitalizzazione e innovazione, rafforzamento della struttura finanziaria e patrimoniale, potenziamento delle filiere e sostenibilità.
“Due anni di pandemia hanno messo a dura prova le nostre imprese, affermandone al tempo stesso la resilienza. Oggi stanno attraversando una nuova fase critica legata ai rincari delle materie prime e all’aumento esponenziale dei prezzi energetici, accentuati dalla drammatica crisi russo-ucraina – ha detto Emanuele Orsini, Vice Presidente di Confindustria per il Credito, la Finanza e il Fisco –. In questo quadro, nel quale occorre fornire alle imprese anche la liquidità necessaria per affrontare le tensioni finanziarie legate allo shock energetico, la partnership con Intesa Sanpaolo rappresenta un eccezionale volano per accompagnare il sistema produttivo verso l’uscita dalla crisi e cogliere appieno l’opportunità del PNRR. Bisogna accelerare la ripresa promuovendo investimenti in innovazione e ricerca, favorendo lo sviluppo delle filiere produttive, la patrimonializzazione e il riequilibrio della struttura finanziaria delle aziende. Senza
dimenticare l’importanza di assicurare il massimo sostegno, finanziario e di servizio, nella doppia transizione digitale e sostenibile”.
“Le imprese del Mezzogiorno hanno mostrato un’elevata capacità di reazione durante i periodi più duri della pandemia e oggi si trovano a dover affrontare la svolta verso la transizione ambientale e digitale che noi sosteniamo finanziando investimenti orientati ai criteri ESG e ai principi dell’economia circolare – ha dichiarato Stefano Barrese, responsabile Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo –. Il nostro Gruppo conferma e rafforza l’attenzione nei confronti del tessuto produttivo meridionale mettendo in campo importanti risorse per le aziende calabresi, nell’ambito del plafond nazionale di 150 miliardi di euro, rinnovando l’azione congiunta con Confindustria. E’ necessario valorizzare ulteriormente le potenzialità del Sud Italia che rappresenta l’ottava area europea nel comparto manifatturiero e ospita un quarto delle filiere del Paese. Gli elementi alla base di questo accordo rientrano nell’ambito del nostro impegno complessivo ad attivare, nell’arco del PNRR, erogazioni a medio-lungo termine per oltre 410 miliardi di euro, di cui 120 destinati alle PMI”.
“Il nuovo Accordo tra Intesa Sanpaolo e Confindustria rappresenta un passo nella giusta direzione di dotare le imprese di strumenti e soluzioni finanziarie per rafforzarne la competitività e per aiutarle a crescere in coerenza con gli obiettivi di sostenibilità ambientale, sociale e di governance – ha aggiunto Natale Mazzuca, Vice Presidente di Confindustria per l’Economia del Mare –. Obiettivi coraggiosi e necessari per tutto il sistema imprenditoriale italiano che, però, nel Mezzogiorno assumono un significato particolare. È evidente, infatti, che nelle aree in cui alcune criticità strutturali delle imprese appaiono più profonde, come in Calabria, gli effetti positivi dell’Accordo auspichiamo che siano ancora più rilevanti. Il rilancio del sistema produttivo ha bisogno di azioni come questa, in grado di rispondere alle reali esigenze delle imprese, in una logica di superamento delle misure straordinarie adottate nel recente passato”.
“Siamo convinti che l’innovazione, uno dei temi centrali del nuovo Accordo siglato con Confindustria, sia una leva strategica di sviluppo dell’economia meridionale e per questo confermiamo ancora una volta il nostro impegno a sostenere gli investimenti in progetti all’avanguardia nel Sud Italia – ha sottolineato Giuseppe Nargi, Direttore Regionale Campania, Calabria e Sicilia di Intesa Sanpaolo –. Nelle regioni che coordino abbiamo già erogato finanziamenti per oltre 22 milioni di euro a startup e PMI innovative, di cui deteniamo rispettivamente il 25% e il 52% delle quote di mercato. Il nostro Gruppo ha costruito, grazie anche alle attività svolte dai nostri due Innovation Hub meridionali, una rete di relazioni territoriali con imprese, incubatori, centri di ricerca e università che ha consolidato il nostro ruolo di principale banca del Mezzogiorno”.
L’intesa consolida e rinnova la collaborazione ultradecennale tra Intesa Sanpaolo e Confindustria che, grazie a un’interpretazione sinergica e condivisa del rapporto tra banca e impresa, si è rafforzata nel corso degli ultimi anni. A partire dal 2009 sono stati sottoscritti diversi accordi improntati a una visione di politica industriale di ampio respiro, finalizzati a rendere la finanza e il credito componenti strategiche al servizio della competitività del mondo imprenditoriale. Iniziative congiunte hanno consentito di supportare decine di migliaia di imprese con credito per oltre 200 miliardi di euro, affiancandole nelle fasi più critiche di uno scenario economico in continua evoluzione.
IL RUOLO DELLA CALABRIA NEL PROCESSO DI RIPRESA ECONOMICA
La Calabria può cogliere l’opportunità di attivare un rilancio strutturale, sostenibile e durevole della propria economia, accelerando i ritmi di ripresa che al momento si prevedono più lenti rispetto al Mezzogiorno e all’Italia. L’analisi di Srm – Centro Studi collegato a Intesa Sanpaolo spiega che il successo sarà strettamente legato al ruolo dei pilastri portanti dell’economia regionale.
Un primo pilastro strategico è rappresentato dalla rilevante specializzazione produttiva della Calabria nell’agroalimentare: con un valore aggiunto al 2019 di 2 miliardi di euro, tale filiera realizza il 7% dell’economia della regione. Ancor più evidente è in termini di export, esprimendo quasi la metà del valore regionale (49,2%). L’agroalimentare rappresenta un punto imprescindibile per la competitività dell’intera regione, non solo per l’impatto economico e l’attrattività internazionale, ma anche per l’impulso che può dare alla transizione green.
Un secondo pilastro è costituito dai settori turismo, natura ed enogastronomia. La filiera turistica pesa per il 6% sul valore aggiunto della regione, percentuale che sale all’11% se consideriamo anche l’indotto che essa genera. La Calabria si caratterizza per una permanenza media di 5 giorni, la più alta di quanto rilevato per le altre regioni italiane (valore medio nazionale 3,3 notti). La valorizzazione del potenziale turistico consentirebbe di accrescere l’attrattività regionale ed extraregionale del territorio, alimentando la domanda anche nella stagione non estiva.
Terzo pilastro strategico è il valore del porto di Gioia Tauro. Lo scalo calabrese ha un peso rilevante nella portualità italiana: incide per l’8% sulla movimentazione delle merci complessive del nostro Paese e nel segmento del traffico dei container addirittura ne concentra un terzo (dati 2021). Incline al traffico di transhipment, potrebbe avere uno sviluppo importante grazie all’entrata in vigore della Zona Economica Speciale calabrese, per la quale il PNRR ha stanziato 111,7 milioni di euro. Lo scalo avrebbe a sua volta l’opportunità di diversificare la propria vocazione, diventando anche un porto “gateway”, in grado cioè di servire il proprio territorio.
Quarto pilastro è l’energia. La Calabria è seconda tra le regioni del Mezzogiorno per produzione di energia elettrica: 16,7 miliardi sui 100,7 miliardi di Kwh complessivi della macroarea sono stati generati in questa regione (pari a circa il 6% del totale nazionale). Nel complesso della generazione da fonti rinnovabili è quarta tra le regioni del Sud, con un mix di produzione elettrica in cui è forte il peso dell’eolico e delle biomasse.

Dichiarazione del presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa

“Secondo le anticipazioni di stampa, oggi il Governo includerà nel disegno di legge delega sulla riforma fiscale anche un intervento sul catasto.

La prima considerazione da fare è che questa scelta si pone in palese contraddizione con un documento approvato solo la settimana scorsa dal Consiglio dei ministri, la Nadef. In esso, infatti, si legge che la riforma fiscale deve avere come base la relazione di indirizzo approvata dalle Commissioni Finanze del Senato e della Camera lo scorso 30 giugno. Ma in tale testo le forze di maggioranza convennero – dopo un lungo ciclo di audizioni e un ampio confronto fra i partiti – di non inserire un invito ad intervenire sul catasto; era infatti risultata minoritaria la posizione favorevole a includere tale indicazione. La decisione del Parlamento, pertanto, risulterebbe clamorosamente calpestata.

La seconda osservazione è anch’essa di natura politica. Ben due partiti di maggioranza – Lega e Forza Italia – si sono dichiarati fino a ieri sera contrari a qualsiasi ipotesi di intervento sul catasto. Logica vorrebbe, dunque, che queste forze agissero in modo conseguente in seno all’Esecutivo, impedendo tale esito (che vede la netta contrarietà, oltre che di Confedilizia, di Confcommercio e di tutte le associazioni degli agenti immobiliari).

Nel merito, in assenza di testi o di indicazioni precise, poco può essere detto, se non commentare le dichiarazioni rilasciate dal Presidente del Consiglio in conferenza stampa qualche giorno fa. Due, in particolare.

La prima è quella secondo la quale «nessuno pagherà di più e nessuno pagherà di meno». Che cosa vuol dire? Rivedere gli estimi catastali e ottenere quel risultato è, evidentemente, impossibile, anche considerati i diversi tributi interessati (Imu, Irpef, imposta di registro, imposta di successione), oltre ai parametri Isee per le prestazioni sociali. Significa, allora, che il nuovo catasto non si applicherà subito? Se il senso dell’affermazione è questo, è evidente che l’appuntamento con i rialzi – prima casa inclusa – è solo rinviato.

L’altra affermazione è quella che si tratterà di «una delega molto generale, che prepara il contesto per i futuri decreti delegati, che sono quelli dove si farà la riforma del fisco». Nulla di più preoccupante. Come è evidente a chiunque, infatti, più la delega è «generale», maggiore è la libertà che il Governo (leggasi Agenzia delle entrate) potrà avere in sede di predisposizione dei decreti delegati. E il Parlamento che ci sta a fare?

Le misure di cui il settore immobiliare ha urgente bisogno sono ben altre, in primis una riduzione dell’imposizione patrimoniale, triplicata dal 2012, e adeguati sgravi per gli affitti commerciali. Ma da un mese a questa parte si parla solo di catasto e della necessità di dare seguito alle richieste della Commissione europea. La quale – è bene evidenziarlo – nei suoi documenti indica espressamente l’aumento della tassazione sugli immobili quale obiettivo dell’aggiornamento degli estimi catastali da essa richiesto. È chiaro il finale del film?”.

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