
Un uomo, una Border Collie e un legame destinato a cambiare per sempre il modo di guardare alla vita, alla natura e agli altri. È questa, in sintesi, la storia raccontata da Mirko Banco nel libro “IO & LADY: il coraggio nel cuore”, pubblicato nell’estate 2026 da Book Editors Group e presentato il 7 ottobre a Polignano a Mare, nell’ambito della 25ª edizione de “Il Libro Possibile”.
Non è soltanto il racconto del rapporto tra un uomo e il proprio cane, ma un viaggio autobiografico e introspettivo attraverso le difficoltà, le perdite, la solidarietà e la capacità di ricominciare. Al centro dell'opera c’è il rapporto profondo tra l’autore e Lady Marian, una cucciola di Border Collie adottata nel gennaio 2014 dopo un viaggio dalla Puglia alla Maremma. Da quell’incontro prende avvio una storia che porterà entrambi a diventare una vera unità cinofila operativa della Croce Rossa Italiana, specializzata nella ricerca di persone disperse, sia in superficie sia sotto le macerie.
L’addestramento rappresenta però soltanto una parte del percorso. Dietro la formazione dell’unità cinofila si sviluppa infatti un processo di trasformazione personale che coinvolge profondamente Mirko. Abituato alle certezze, alla precisione e alle regole della meccanica di alta precisione, il mondo professionale nel quale è cresciuto e ha lavorato per decenni nell’azienda di famiglia, l’autore deve imparare a confrontarsi con un linguaggio completamente diverso.
Con Lady non servono parole. Occorre imparare a interpretare uno sguardo, una postura, un movimento, una variazione quasi impercettibile. Il cane diventa così una guida verso una dimensione nella quale l’istinto, la sensibilità e l’empatia assumono un valore fondamentale. Lady, descritta come una vera “spugna emotiva”, insegna a Mirko anche a leggere il vento, a comprendere il cosiddetto “cono di odore” e, soprattutto, a ristabilire un rapporto più autentico con la natura.
Il libro attraversa così le esperienze del soccorso cinofilo, ma contemporaneamente entra nella dimensione più intima dell’autore, restituendo il ritratto di un uomo che, proprio attraverso le difficoltà, è riuscito a dare un nuovo significato alla propria esistenza.
Il padre Alessio e il “cuore di bambino”
Una figura centrale nella storia è quella del padre Alessio, cresciuto nell’orfanotrofio milanese dei Martinitt. Da lui Mirko ha ricevuto un patrimonio di valori che nel libro diventano una vera bussola esistenziale: la dignità, il rispetto per gli altri, la capacità di non lasciare indietro nessuno e l’invito a conservare sempre un “cuore di bambino”, anche quando la vita impone le prove più difficili.
È un’eredità che l’autore considera tra le più importanti ricevute dal padre e che ha voluto trasformare in uno dei fili conduttori della propria storia.
Un altro passaggio decisivo arriva con la pandemia di Covid-19. La chiusura dell’officina meccanica di famiglia, nella quale Mirko aveva lavorato per decenni al fianco del padre, rappresenta una frattura profonda e improvvisa. Vengono meno certezze professionali e personali costruite nel corso degli anni e nasce la necessità di reinventarsi.
In quel periodo difficile, il sostegno della compagna Patrizia e la presenza di Lady diventano fondamentali. Mirko racconta anche con ironia e autoironia la sua improvvisata esperienza da “tuttofare”, trasformando una fase di smarrimento in un’occasione per riscoprire la capacità di adattarsi e ripartire.
Il volontariato senza retorica
Nel libro il soccorso non viene presentato attraverso la retorica dell’eroe. Al contrario, l’attività svolta con la Croce Rossa Italiana viene raccontata come una scelta quotidiana di responsabilità, solidarietà e amore verso il prossimo.
Non ci sono ricerca di gloria, riconoscimenti o gratificazioni economiche. C’è invece la consapevolezza che, davanti a una persona in difficoltà, la prima cosa da offrire è la propria presenza.
Da qui nasce una delle frasi che meglio sintetizzano il significato dell’intera opera: “Non sei solo”. Un messaggio rivolto a chi viene soccorso, ma anche una riflessione più ampia sulla possibilità di ritrovare sé stessi attraverso l’aiuto agli altri.
«Ho scritto questo libro per un profondo senso di gratitudine – spiega Mirko Banco –. Non volevo semplicemente redigere un manuale o raccontare le missioni di soccorso fatte insieme alla Croce Rossa, ma sentivo l'urgenza di rendere omaggio a due anime che, di fatto, hanno salvato la mia vita: la mia Border Collie, Lady, e mio padre Alessio».
La pandemia, prosegue l’autore, «ha azzerato le mie certezze» e la chiusura dell’azienda di famiglia lo ha costretto a reinventarsi. «Lady mi ha insegnato a reinventarmi, a leggere il mondo con occhi nuovi e a capire che il vero successo non è solo una questione di carriera, ma di relazioni autentiche».
Dal padre, invece, Mirko dice di aver voluto tramandare «l’eredità più grande: il valore della dignità e l’importanza di conservare sempre il “cuore di un bambino”».
La Puglia e il rapporto con la natura
Nel racconto trova spazio anche una riflessione sul rapporto tra uomo, città e ambiente. La critica alla cementificazione nasce dalla convinzione che sia necessario restituire spazio al verde e alla natura. In questo contesto la Puglia assume un valore che va oltre quello geografico: diventa il luogo simbolico di una riscoperta di un modo più autentico di vivere.
Paesaggi, tradizioni, comunità e bellezza diventano elementi di una terra capace di accogliere e, in qualche modo, di aiutare a guarire. È anche attraverso il rapporto con l’ambiente che Mirko riscopre una dimensione più semplice dell’esistenza, lontana dalle sole logiche del lavoro e della produttività.
La storia di Lady arriva quindi al suo naturale epilogo con il pensionamento della cagnolina, all’età di undici anni, dopo circa dieci anni di attività nel volontariato cinofilo. Ma la fine di quel percorso non coincide con la fine del sogno.
Nel cassetto Mirko conserva infatti un progetto: creare un campo cinofilo olistico e inclusivo, immerso nel verde, privo di competizione e lontano dalla figura del “guru”. Un luogo nel quale persone e cani possano rifugiarsi nella natura, imparare ad ascoltarsi reciprocamente e ritrovare una felicità semplice e genuina, «come una fetta di crostata».
Dalla meccanica al soccorso, una vita da reinventare
Nato a Milano il 13 ottobre 1974, Mirko Banco è cresciuto e vive in Puglia. A soli tre anni si trasferì nella regione insieme al padre Alessio e alla madre Maria. Il padre, cresciuto nell’orfanotrofio milanese dei Martinitt, trasmise al figlio quei valori di riscatto e solidarietà che oggi rappresentano una parte fondamentale della sua identità.
Con il suo abituale senso dell’ironia, Mirko ama definire scherzosamente il proprio nucleo familiare una sorta di “famiglia di Betlemme”: una battuta dietro la quale, tuttavia, si nasconde una concezione precisa della vita, fondata sulla capacità di guardare agli altri e di attingere alla parte più profonda, empatica e umana di sé.
Per decenni ha lavorato nell’azienda di famiglia, un’officina meccanica specializzata in lavorazioni di alta precisione, affiancando il padre. La pandemia ha però imposto la chiusura definitiva dell’attività. Dopo aver attraversato quella fase difficile reinventandosi temporaneamente come “tuttofare”, oggi Banco lavora come consulente fiscale presso un patronato.
Nel gennaio 2014 l’incontro con Lady Marian ha aperto un nuovo capitolo della sua vita. L’adozione della Border Collie, arrivata dalla Maremma, ha dato origine a un lungo e rigoroso percorso di addestramento che li ha portati a diventare un’unità cinofila di soccorso della Croce Rossa Italiana, nel nucleo regionale della Puglia, specializzata nella ricerca di persone disperse.
Per circa dieci anni Mirko ha dedicato parte della propria vita al volontariato, vivendo concretamente quel principio che oggi rappresenta uno dei messaggi centrali del suo libro: aiutare gli altri significa assumersi una responsabilità, ma anche riconoscere nell’altro una parte di sé.
Al suo fianco c’è Patrizia, la compagna che lo ha sostenuto nei momenti più difficili e che ha accolto Lady come una figlia. Con loro vive anche Ilaria, figlia di Patrizia.
“IO & LADY”, dunque, non è soltanto la storia di un uomo e del suo cane. È il racconto di una crescita reciproca, di paure trasformate in forza e di due anime che, nel corso degli anni, imparano a muoversi nella stessa direzione.
Un viaggio che attraversa la Puglia, la natura e il mondo del soccorso cinofilo, ma che soprattutto entra nei sentimenti, nelle fragilità e nelle risorse interiori che un animale può riuscire a risvegliare nell’essere umano.
Per chi ama i cani, per chi crede nella famiglia, nella lealtà e nelle seconde possibilità. E per chi pensa che il coraggio più autentico non nasca necessariamente dalla forza, ma dalla capacità di amare.
Perché, come suggerisce la storia di Mirko e Lady, non sempre siamo noi a scegliere chi ci accompagnerà nel cammino. A volte è l’altro a riconoscerci per primo.








































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