
La visita ad Atene del segretario di Stato americano Marco Rubio viene letta dalla parte greca come un ulteriore segnale del rafforzamento delle relazioni tra Grecia e Stati Uniti, sia sul piano bilaterale sia nel più ampio scenario regionale. Una fonte diplomatica di alto livello ha sottolineato come il livello raggiunto dai rapporti tra i due Paesi sia testimoniato anche dai ripetuti riferimenti alla Grecia come «alleato affidabile ed esemplare» degli Stati Uniti.
Particolare rilievo è stato attribuito anche alle modalità della visita. Secondo la valutazione di Atene, la tappa greca di Rubio ha avuto un carattere autonomo rispetto al resto del suo viaggio europeo. Mentre nelle precedenti e successive tappe, in Islanda e Portogallo, non era previsto il pernottamento, in Grecia il segretario di Stato americano si è fermato per due notti. Un elemento che, secondo la fonte diplomatica, viene considerato indicativo dell'importanza attribuita da Washington al rapporto con Atene.
A questo si aggiunge il peso istituzionale del ruolo ricoperto da Rubio, non soltanto come segretario di Stato, ma anche come consigliere per la Sicurezza nazionale del presidente Donald Trump e dell'amministrazione americana. La sua conoscenza diretta e approfondita delle questioni che riguardano il Mediterraneo orientale e l'intera regione viene considerata un ulteriore elemento di particolare importanza nei rapporti con la Grecia.
Durante l'incontro individuale di circa 45 minuti con il ministro degli Esteri greco Giorgos Gerapetritis, è emersa, secondo la stessa fonte, una sostanziale convergenza sulle principali questioni internazionali. Grecia e Stati Uniti condividono inoltre la necessità di procedere verso una maggiore diversificazione delle fonti e delle rotte energetiche, con l'obiettivo di garantire maggiore resilienza soprattutto nei periodi di crisi e di forte pressione sui mercati.
Rapporti bilaterali e ruolo regionale
La prima valutazione greca della visita parla dunque di un miglioramento delle relazioni su due livelli. Da una parte quello bilaterale, attraverso gli accordi sottoscritti; dall'altra quello internazionale e regionale, con il rafforzamento del ruolo della Grecia come pilastro di stabilità e sicurezza nell'area più ampia.
Atene e Washington avrebbero inoltre concordato di intensificare ulteriormente i contatti. Nei prossimi giorni è attesa in Grecia una delegazione del Congresso americano, mentre sono previste ulteriori visite bilaterali che, al momento, non sono ancora state calendarizzate.
Tra gli accordi di maggiore rilievo figura quello del valore di circa quattro miliardi di dollari, inserito in una pianificazione di lungo periodo, della durata di vent'anni, relativa agli F-16 e agli F-35. Da parte greca è stato assicurato che il nuovo programma sarà collegato alle apparecchiature già esistenti e sarà in grado di interagire con esse. Non sono però stati forniti ulteriori dettagli, poiché alcuni aspetti tecnici dell'intesa sono coperti da clausole di riservatezza.
Nel corso dei colloqui con Rubio, la Grecia ha inoltre illustrato all'amministrazione americana l'insieme delle questioni aperte nella regione. Il segretario di Stato statunitense, secondo la fonte diplomatica, ha già espresso le proprie valutazioni sui diversi dossier, mentre ad Atene sono state fornite anche informazioni relative alle questioni riguardanti la Turchia.
Energia, ExxonMobil, Chevron e GSI
Particolare attenzione è stata dedicata alla posizione espressa da Rubio durante la conferenza stampa del Dipartimento di Stato, quando ha dichiarato che gli Stati Uniti avrebbero sostenuto gli sforzi della Grecia per la realizzazione di progetti energetici come ExxonMobil, Chevron, Gregy e GSI.
La lettura di Atene è netta. Secondo la fonte diplomatica, il segretario di Stato americano ha espresso chiaramente il proprio sostegno a questi progetti, confermando l'impegno di Washington a favorire il ruolo della Grecia nella nuova mappa energetica del Mediterraneo orientale.
Atene respinge inoltre qualsiasi interpretazione secondo cui Rubio, riferendosi al GSI, avrebbe invitato la Grecia a «trovarli». La posizione greca è esattamente opposta: Rubio avrebbe ribadito in più occasioni l'impegno degli Stati Uniti a favore dei progetti energetici greci. Anche il successivo riferimento all'amicizia tra Washington e Atene, secondo la lettura diplomatica greca, contribuisce a definire il quadro politico nel quale tale sostegno viene espresso.
Quanto al riferimento di Rubio a questioni sensibili riguardanti altri Paesi, la fonte diplomatica ha precisato che la presenza di una «sensibilità» da parte di uno Stato su una determinata questione non equivale automaticamente all'esistenza di un «diritto».
Indagini e dossier regionali
Sul tema della ripresa delle indagini, Atene ha chiarito che la questione non dipende più dal governo greco né da altri organismi ellenici, ma dalla società francese interessata. Qualora quest'ultima presenti una richiesta formale, la Grecia sarebbe pronta a procedere con le azioni necessarie. È stato inoltre ribadito che su questo specifico dossier non vi è stata alcuna discussione con la parte turca.
La questione cipriota
La questione di Cipro è stata uno degli argomenti affrontati durante i colloqui tra Gerapetritis e Rubio. Secondo la fonte diplomatica, Grecia e Stati Uniti condividono la volontà di compiere passi avanti sulla questione cipriota.
Per quanto riguarda un eventuale incontro allargato, al momento non vi sarebbero indicazioni concrete sulla sua convocazione. L'attenzione di Atene è rivolta anche al prossimo incontro previsto il 13 ottobre tra il presidente cipriota Nikos Christodoulidis e Erhurman, dal quale potrebbero emergere elementi utili per creare le condizioni necessarie alla ripresa di un dialogo sostanziale.
F-35 e Turchia
Sul tema della possibile vendita degli F-35 alla Turchia, da Atene viene ricordato che lo stesso Rubio ha già precisato come la questione non riguardi il prossimo futuro. La situazione attuale rimane quindi quella di un divieto legale sulla vendita degli F-35 ad Ankara.
La parte greca sottolinea inoltre che Rubio conosce bene gli equilibri strategici e militari del Mediterraneo orientale e che la sua valutazione delle questioni regionali tiene conto anche di tali equilibri.
Infine, è stato affrontato anche il tema di una possibile futura missione navale nello Stretto di Hormuz. Secondo la fonte diplomatica, la Grecia non ha ricevuto alcuna richiesta da parte degli Stati Uniti per partecipare a una simile operazione. Atene ribadisce che un'eventuale decisione in tal senso richiederebbe, da una parte, il consenso tra le parti interessate e, dall'altra, il ripristino di condizioni di pace nella regione.
Nel complesso, la lettura greca della visita di Rubio è quindi quella di un rapporto con Washington che si muove verso una fase di maggiore collaborazione, con la Grecia chiamata ad assumere un ruolo sempre più rilevante sul piano energetico, della sicurezza e della stabilità del Mediterraneo orientale.








































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