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Addio a Sandra Milo

"Oggi alle 8:25 del mattino nostra madre è venuta a mancare. Ci ha lasciato serenamente, addormentandosi nel suo letto, nel modo in cui ci aveva espressamente richiesto, circondata dal nostro amore e da quello dei suoi amati cani Jim e Lady". Lo annunciano in un post su Facebook Debora, Ciro e Azzurra, i figli di Sandra Milo.

Sandra Milo, all'anagrafe  Salvatrice Elena Greco, era nata a Tunisi l'11 marzo 1933.

Globo d'oro alla carriera nel 2020, premiata dai giornalisti della Stampa Estera, e David di Donatello alla carriera nel 2021

"Vi chiediamo di rispettare il nostro immenso dolore e di pregare per la sua anima, rivolgendole un pensiero di luce. Ringraziamo sentitamente nostro padre Ottavio de Lolllis, l'avvocato Bruno della Ragione, Maurizio Pennesi, Alberto Matano, Cristina Morea, Maria Grazia Cucinotta, Claudio e Pino Insegno, Franco Brel, Angelo Genovese, Franco Lattanzi e sua moglie Rita, Enrico Pola, Luigi Alesi, Angelo De Biasio, Carlotta e Gabriele Malaguti, Marina e Tullio, Simona Ballarino. E se abbiamo dimenticato qualcuno ce ne scusiamo sentitamente".

Sandra Milo è entrata nella storia della tv italiana per un celebre scherzo ai suoi danni nel 1990, durante la trasmissione pomeridiana 'L'amore è una cosa meravigliosa'.  Una telefonata anonima in diretta informa che suo figlio Ciro è ricoverato in ospedale in gravi condizioni in seguito ad un incidente stradale. La Milo non riesce a trattenere le lacrime e scappa dallo studio urlando 'Ciro, Ciro'. La notizia dell'incidente risultò falsa, ma le sue urla divennero sui media un tormentone.

Tra i suoi ultimi impegni, Pupi Avati la volle nel 2003 nel suo film 'Il cuore altrove' e nel 2010 Salvatores nel suo 'Happy Family'. A teatro erano invece arrivati '8 donne e un mistero', 'Il letto ovale', 'Fiori d'acciaio', 'Il club delle vedove e 'Una fidanzata per papà'. Nel 2023 l'ultimo programma tv, 'Quelle brave ragazze' su Sky.

Una settantina i film all'attivo: si va da Roberto Rossellini ad Antonio Pietrangeli, da Sergio Corbucci a Federico Fellini, da Luigi Zampa a Dino Risi, da Luciano Salce a Duccio Tessari, da Pupi Avati a Gabriele Salvatores fino a Gabriele Muccino, solo per citarne alcuni.

La sua carriera, il primo ruolo importante arriva nel 1959 con 'Il generale Della Rovere', per la regia di Roberto Rossellini, in cui interpretava il ruolo di una prostituta al fianco di Vittorio De Sica. Un ruolo analogo fu quello ricoperto poi l'anno dopo in 'Adua e le compagne' di Antonio Pietrangeli. È poi protagonista con Eduardo De Filippo, Vittorio Gassman e Marcello Mastroianni nel film 'Fantasmi a Roma' ancora di Pietrangeli.

Nel 1962 torna al cinema con 'Il giorno più corto' di Sergio Corbucci, dove recita con Totò , Eduardo e Peppino De Filippo, Jean-Paul Belmondo, Ugo Tognazzi e Aldo Fabrizi. Cruciale poi l'incontro con Fellini che la chiamava affettuosamente 'Sandrocchia' e la rese protagonista di  due capolavori: 8½ del 1963 e Giulietta degli spiriti del 1965. È stata anche diretta, fra i tanti, da Luigi Zampa in 'Frenesia dell'estate' del 1963, da Dino Risi in 'L'ombrellone' del 1965, a fianco di Enrico Maria Salerno.

Sempre nel segno di "una svanita piena di saggezza", nel 2007 la Milo, durante un'intervista tv, raccontò di aver aiutato la madre in fin di vita a morire. "Mia madre si stava consumando - disse allora l'attrice tra le lacrime -. Così, mi chiese di aiutarla a morire. Mi ha fatto uscire dalla stanza, ed è morta, sola, come lei voleva. So che c'è molta gente a favore dell'eutanasia e molta contro, ma come si fa a dire 'no' se sai che quella persona non avrà scampo a causa del male che l'ha colpita? La gente deve poter morire con dignità".

Socialista ai tempi di Bettino Craxi che frequentò per due anni, per diciassette anni amante di Federico Fellini (una cosa confessata per la prima volta a Porta a porta nel 2009), si può dire che abbia fatto della sua vita affettiva un vero e proprio film. E questo già  dalle nozze nel 1948, a quindici anni, con il marchese Cesare Rodighiero (matrimonio durato 21 giorni), fino alla relazione di undici anni con Moris Ergas (da cui nacque Deborah) per arrivare, infine, all'unione con Ottavio De Lollis (da cui ha avuto Ciro e Azzurra).

Molte vite le ha vissute anche dal punto di vista professionale, segno di un'intelligenza brillante e una grande autoironia e caparbietà. La sua vicenda professionale è stata caratterizzata dall'abbandono del cinema alla fine del decennio d'oro degli anni '60, per un ritorno sulle scene al termine del decennio successivo, in un contesto politico-culturale profondamente mutato. Prima in radio poi in televisione, è riuscita a riaffermarsi  e a radicalizzare la sua presenza in maniera efficace e permanente. In realtà nel 1973 avrebbe avuto l'occasione di legare il suo nome a un altro film (e un altro personaggio) di culto: Fellini l'avrebbe voluta in 'Amarcord' nel ruolo della Gradisca (poi interpretato da Valentina Cortese), ma se avesse accettato l'ex compagno De Lollis le avrebbe tolto l'affidamento dei due figli avuti insieme. Rinuncio' al film di Fellini, ma torno' comunque a lavorare, prima in radio ('Il mattiniere' nel 1975) e poi, nel 1977 con l'aiuto dell'amico Maurizio Costanzo, in televisione, ove approdò come ospite nel primo talk show italiano 'Bontà loro' in una delle serate che lei defini tra le più importanti della sua vita.

Arrivarono poi gli anni in cui collaborò con 'Mixer' con Gianni Minoli e condusse 'Piccoli Fans' su Rai 2, la rete socialista della televisione pubblica. Sandra Milo è entrata involontariamente nella storia della televisione italiana anche per uno scherzo telefonico (decisamente di cattivo gusto) messo in pratica ai suoi danni: l'8 gennaio 1990, durante la trasmissione pomeridiana 'L'amore è una cosa meravigliosa' che condusse su Rai 2 nella stagione 1989-90, una voce femminile in diretta la informò che suo figlio Ciro era ricoverato in ospedale in gravi condizioni in seguito a un incidente stradale. Milo non riuscì a trattenere le lacrime e scappò disperata dallo studio urlando il nome del figlio. Le urla di una sconvolta Sandra Milo vennero riprese da trasmissioni come 'Blob', 'Striscia la notizia' e 'Target', rendendole tanto popolari da essere citata nella canzone 'La strana famiglia' di Giorgio Gaber ed Enzo Jannacci, incisa nel 1991.

Il film che ha fatto la storia del cinema, '8 1/2', rimane indelebile nella memoria collettiva per quell'immagine di donna svampita, bellissima, dalla risata un po' querula e penetrante che si aggira sul tappeto di fotogrammi di celluloide del più importante, premiato e forse amato film di Federico Fellini. Forse i più giovani - della generazione over 35-40, ahime' - non collegano immediatamente il nome di Sandra Milo alla femme fatale di '8 1/2'. Ma lei è stata (e sarà per sempre) Carla, l'amante del regista Guido Anselmi, alias Marcello Mastroianni (sullo schermo), alias Federico Fellini (nella realta') che è diventata, alla stregua di Mary Pickford, 'fidanzata d'America' degli anni '30 a Hollywood, emblema e simbolo vivente dell'amante italiana degli anni Sessanta.

 

Fonte varie agenzie / ansa / agi

 

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