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Colletta Alimentare, in Sicilia raccolte 436 tonnellate di alimenti

La XX Giornata Nazionale della Colletta Alimentare si è conclusa con una raccolta di 8.500 tonnellate di alimenti - ottenute grazie all'impegno di 145.000 volontari - che verranno distribuiti alle 8.100 strutture caritative convenzionate con Banco Alimentare per sostenere 1 milione e mezzo di persone bisognose. Il dato nazionale registra una flessione del 5% causata soprattutto dai recenti, e drammatici, eventi del sisma e delle alluvioni che hanno reso impraticabili molti supermercati.

Una piccola flessione si è registrata anche in Sicilia con un -2,2%, ma l'Isola fa da tempo i conti con una crisi che, dal 2007, non sembra voler lasciare il passo a una ripresa dell'economia. Eppure, a fronte di questa flessione, espressa in tonnellate, va sottolineato un cambiamento di rotta da parte dei donatori che, quest'anno, hanno scelto di donare premiando il cuore e dimenticando il costo. Alla fine dentro gli scatoli scaricati nei magazzini c'era meno pasta e più tonno, giusto per fare un esempio, e questo è un valore aggiunto che deve essere premiato.

In Sicilia durante la #colletta2016 sono state raccolte 436 tonnellate di alimenti (contro 446 del 2015) grazie all'impegno di 17.000 volontari impegnati in 1.000 punti vendita. I numeri per singola provincia sono: Catania 101, Palermo 87, Messina 62, Trapani 47, Ragusa 34, Siracusa 34, Agrigento 35, Caltanissetta 21, Enna 13. Sono oltre 222mila le persone che verranno aiutate tramite le 785 strutture convenzionate, nell'isola, con il Banco Alimentare.

Eppure la Colletta Alimentare non è il risultato di un numero ma l'emozione di una gioia che si riceve nello stesso momento in cui si dona e quest'anno i motivi di gioia non sono mancati. Il sorriso ha accompagnato i volontari dentro le carceri ed è esploso quando un ex detenuto ha chiamato per continuare, da volontario, ciò che dentro il carcere aveva fatto da donatore. Abbiamo avuto la gioia di abbattere le barriere mentali dell'integrazione dimostrando che a Catania, chi si spende per aiutare gli altri non lo fa perché appartiene a un credo religioso, ma perché crede che chi ha fame ha bisogno di mangiare e null'altro. In questo senso l'Arcivescovo Gristina e l'imam Kheit ci hanno regalato una commozione vera e profonda che è incisa nel nostro cuore. E abbiamo visto anche di più negli occhi dei bambini e degli studenti che hanno partecipato alla Colletta con il desiderio incontenibile di rendersi utili.

«A fronte della crisi che continua a essere presente in Sicilia mi sarei aspettato un dato più basso - ha commentato Santo Giordano, presidente del Banco Alimentare Sicilia Occidentale -, invece i donatori e i volontari (ormai ventennali) partecipano a questo progetto con un entusiasmo che mi sorprende sempre. Sono sorpreso da questo spettacolo di carità che va oltre la fatica: i volontari si impegnano tutto il giorno nei punti vendita e poi proseguono la loro opera, senza sosta, nei magazzini e hanno sempre un sorriso che commuove il cuore. La Colletta si conferma sempre un'emozione».

Soddisfatto anche Fabio Prestia, presidente del Banco Alimentare della Sicilia onlus: «Dico sempre che la raccolta del cibo è il secondo motivo per cui facciamo la Colletta, perché il primo si riscontra davvero nella gioia di ogni singola persona, volontario o donatore che sia. Ogni anno aumentano le persone ed è lo spirito di questa condivisione l'aspetto più importante e commovente. Abbiamo avuto una flessione è vero, ma è davvero una piccola cosa alla luce del dato più importante: in alcune province abbiamo diminuito i kg di pasta raccolti e aumentato quelli degli omogeneizzati e del tonno. Un aspetto non da poco conto che ci consente di offrire un pacco più utile e proteico a chi ha bisogno. Personalmente sono rimasto folgorato dalla testimonianza che ci hanno regalato l'arcivescovo e l'imam di Catania dimostrando che quando si dona “non sto attento a quanto sei diverso da me, ma che il tuo bisogno e il mio siano uguali e soddisfatti”. E questa è una consapevolezza che riempie il cuore al di là dell'emozione del momento».

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