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La mostra che ricorda “Nitti”: omaggio all’artista Stefano Risso e ai suoi calendari della Cannon

La Presidente Monica Corte della Lega Navale Italiana Chiavari-Lavagna, con il significativo contributo di Claudia Sanguineti giornalista addetta stampa della Lega Navale Italiana, in collaborazione con l’azienda Cannon e il patrocinio del Comune di Chiavari, in provincia di Genova, ha organizzato la mostra, con ampio successo di pubblico, sull’artista “Nitti” presso il nuovo magazzino culturale della Lega Navale di Chiavari, dalla stessa ideato, al porto turistico di Chiavari. 

Stefano Risso, “Nitti”, è nato il 22 agosto 1934 a Taranto, dove il padre Luigi, ufficiale di Marina, era stato destinato. La carriera militare del padre lo portò a vivere gli anni dell’infanzia a Venezia per poi tornare a Chiavari, città d’origine della famiglia. Durante il secondo conflitto mondiale il piccolo Stefano, insieme alla mamma, sulla banchina a Trieste salutò il papà che partiva con la nave da lui comandata e che fu affondata al largo di Otranto da un siluro inglese. Per Luigi Risso, poi decorato con medaglia d’argento al valor militare, non ci fu mai una tomba su cui piangere. La tragedia influì profondamente sulla vita del giovane Stefano, a cui la madre proibì di seguire la carriera paterna. In età adulta e sul lavoro veniva chiamato “Nitti”, così come lo aveva soprannominato una volta l’attendente del padre. Stefano conseguì nel 1959 la Laurea con lode in Ingegneria Meccanica all’Università di Genova, con specializzazione in Macchine Navali che lo avrebbe abilitato alla carriera di ufficiale di macchina. Tutta la sua carriera scolastica, per la sua bravura, fu finanziata con borse di studio, mancando in famiglia il sostegno economico del padre. Nel 1962 entrò nel gruppo Grace, gigante americano di film e processi di imballaggio per packaging alimentari a Passirana di Rho. La sua naturale propensione alla comunicazione e la passione per la meccanica lo portarono a progettare e vendere negli anni ’70 questi impianti nell’Europa dell’Est e nel Medio Oriente. Nel 1971 si sposò con Andreina Varani e formarono insieme una coppia inseparabile per tutta la vita. Nell’ottobre 1973, interessato alle prime applicazioni della schiuma poliuretanica, Stefano trovò impiego presso la Cannon Afros dove per i primi tempi ricoprì un incarico tecnico, ma successivamente si dedicò alla vendita e allo sviluppo dei mercati nei Paesi dell’Est. Tramite la Società Coeclerici di Genova, Risso aprì il mercato russo, dove ancora oggi Cannon è presente con una filiale diretta ed è leader nel suo settore. La sua facilità ad imparare le lingue straniere e a comunicare concetti di tecnologia tramite il disegno lo portarono ad occuparsi di altri mercati multilingue dell’Est Europeo, nonché a dedicarsi all’introduzione della tecnologia Cannon nel mercato cinese fin dal 1983; anche in questo mondo in grande crescita Nitti ha assicurato a Cannon la leadership sul mercato nei decenni successivi.  Egli fu in grado così spesso di proporre un sistema completo di ingegneria, comprendente non solo i macchinari espressamente sviluppati dal gruppo per cui lavorava, ma tutto quanto serviva per le prime produzioni in quei mercati emergenti. Dopo il pensionamento nel 2004, mantenne un rapporto di consulenza ed amicizia con Cannon, ma si dedicò sempre più ai suoi hobby: la vela e la storia della navigazione. Oltre alla fotografia e al disegno, una delle sue passioni era il modellismo navale, che esercitava costruendo, in legno, sezioni di antichi galeoni riprodotti in ogni minimo dettaglio.

Nitti è mancato il 28 dicembre 2014 all’ospedale di Sestri Levante (GE) dopo una lotta coraggiosa contro la malattia che si era manifestata esattamente un anno prima. E’ stato una delle pietre miliari della storia del Gruppo Cannon, al quale ha lasciato tanti ricordi, tanti successi e tanto affetto. Alla fine degli anni ‘80 nacque in Cannon l’idea di produrre un calendario poster “di lavoro”, dove i clienti potessero segnare gli appuntamenti più importanti. Risso si mise con passione al lavoro per realizzarlo. Per l’anno 1992 (quinto centenario della scoperta dell’America) realizzò un poster con le tre caravelle di Colombo. Per il 1993 seguì un calendario molto “grafico” realizzato con un’atmosfera cromatica piuttosto cupa, a significare la preoccupazione per la crisi economica in corso. Il primo calendario della serie “L’Evoluzione Continua!” fu realizzato per il 1994. Illustrava come le varie tecnologie Cannon per la plastica venivano praticate nella Preistoria. Puro Fantasy, ovviamente… Il poster ebbe successo e si decise di continuare. Ha rappresentato ogni anno un flash nella Storia, inserendo scherzosamente prodotti e personaggi del Gruppo Cannon, e immancabilmente lui stesso, Andreina e i loro cani. Divenne ben presto un oggetto di culto presso clienti e dipendenti del Gruppo, che ha persino differenziato l’attività promozionale della Cannon da quella dei concorrenti. Stampato in migliaia di copie, per molti anni raggiunse clienti in tutti i Paesi del mondo che così spesso volevano averne ulteriori copie da esporre nelle loro sedi; ebbe anche una grossa diffusione nelle scuole, nelle università e persino in negozi di pregio, che richiedevano regolarmente l’edizione dell’anno successivo. Risso iniziava ogni calendario partendo da un foglio di cartoncino (rigorosamente Fabriano!) da 70x100 cm, quindi in rapporto 1:1 con il poster finale. Ad una prima fase di abbozzo, eseguita a matita per posizionare le varie scene del poster, seguiva una lunga fase di ripasso ad inchiostro di china, realizzata con una penna Rapidograph con pennino da 0,1 mm. Ogni dettaglio del disegno, compresa la riproduzione di tutte le zone in ombra, ottenute con una trama fittissima di righe perfettamente parallele, veniva definito in questo modo. Questa fase del progetto poteva durare anche due mesi, generalmente i più caldi dell’estate. Risso lavorava in un laboratorio nel piano interrato della sua abitazione, i cui locali erano decorati dalle sue riproduzioni di splendide carte geografiche antiche e di bandiere navali dei porti di tutto il mondo. Al termine del disegno a china il progetto veniva valutato per qualche giorno. Se si accorgeva di qualche evidente errore, Nitti ritagliava la parte interessata del cartoncino e la sostituiva con una “toppa” in uguale materiale, incollata dal retro, su cui ridisegnava a china la scena corretta. A questo punto iniziava la fase di colorazione, realizzata con acquerello e tecnica mista, utilizzando pennelli di incredibile finezza per riuscire a delineare i dettagli di ogni singolo personaggio, anche quelli più microscopici che riempivano di gente le scene di massa, piene di figure umoristiche, bandiere -rigorosamente riferite all’epoca del soggetto trattato in quel calendario- e soluzioni tecnologiche realizzate con i materiali disponibili in quel periodo. Effettuata una scrupolosa verifica per controllare che ogni minimo dettaglio fosse colorato correttamente – ed apportate le ultime microscopiche correzioni – il poster veniva firmato a china e consegnato allo studio grafico per la digitalizzazione e la stampa. Una paginetta di commento, tradotta in varie lingue, ha sempre facilitato la lettura del calendario, guidando il lettore alla scoperta di tutti i dettagli umoristici o tecnologici nascosti nel disegno.

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