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Mercoledì, 05 Ottobre 2022

Turino: «Basta annunci, ora servono i soldi»

Chi finanzia l’esercizio provvisorio? Ad una settimana dalla scadenza fissata dal giudice che, entro il 20 ottobre vuole già una proposta di continuità per l’esercizio provvisorio dell’aeroporto di Crotone, proposta chiaramente basata su finanze certe, chi sta predisponendo i versamenti alle casse della curatela?

Nei giorni scorsi abbiamo assistito a diversi annunci dei nostri amministratori locali e regionali, sulla volontà di salvare l’aeroporto di Crotone. Ok messaggio ricevuto, volete salvare l’aeroporto. Ottimo! Ma dove sono le risorse per dare seguito ai vostri proclami?

L’assessore regionale all’Ambiente, Antonella Rizzo, due settimane fa ha dichiarato che la Regione metterà a disposizione 3.000.000 di euro delle Royalties, ma che il primo versamento verrà fatto entro la fine di dicembre. E fino a quella data chi sosterrà l’aeroporto? I Comuni hanno già fatto il possibile, addirittura anticipando soldi che la Regione deve ancora mettere (anticipo dell’annualità 2011 delle royalties, eseguito dal Comune di Crotone e mai versato dalla Regione), dove si troveranno le ulteriori risorse per dare continuità all’esercizio provvisorio?

I Comuni, in questi giorni, sono impegnati a predisporre le carte per utilizzare le royalties come finanziamento dell’esercizio provvisorio, un giro di documenti tra Regione e amministrazioni locali che solo la burocrazia italiana può immaginare per far spendere ai Comuni soldi che appartengono ai Comuni. Completata la burocrazia, si farà in tempo ad avere moneta sonante? Perché è chiaro che il Tribunale non si fiderà più delle classiche pezze giustificative degli enti locali, ma vuole vedere i versamenti fatti.

È ingiustificabile essersi ridotti all’ultimo minuto per una vicenda che poteva tranquillamente essere pianificata e risolta mesi fa, correndo, nuovamente, il rischio di chiusura dello scalo. Che la Regione provveda immediatamente all’erogazione dei fondi royalties o a trovare, ad horas, altre risorse da mettere sul piatto.

Risolto questo problema e data continuità all’aeroporto per altri 10 mesi, si può tranquillamente programmare il futuro. Un futuro che non può essere la “new co”, così come detto più e più volte, ma non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire.

L’aeroporto di Crotone ha una speranza di sviluppo soltanto se la città e la politica tutta e tutta insieme, chiederanno con forza e immediatamente la pubblicazione da parte dell’Enac del bando europeo per affidare la gestione aeroportuale ad un nuovo soggetto. Solo questa è la strada per assicurare un futuro radioso ad uno scalo che, quotidianamente, sta dimostrando di avere le potenzialità per diventare un punto di eccellenza.

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