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Mercoledì, 29 Giugno 2022

Modigliani e l’École de Paris

Amedeo_Modigliani_Maternité

 

La mostra di Martigny “Modigliani e l’École de Paris” ci fa rivivere un grande momento della storia dell’arte dei primi vent’anni del Novecento, in una Parigi che accoglie artisti di tante nazionalità e di grande talento. L’evento è nato dalla collaborazione fra la Fondazione P. Gianadda e il Centro Pompidou di Parigi, la cui direttrice Catherine Grenier ha curato e valorizzato la mostra con tanti capolavori provenienti dalla collezione del Centro.

Ai primi del Novecento Parigi attira artisti da ogni paese del mondo, il movimento degli impressionisti ha aperto le porte alla rivoluzioni artistiche, i pittori non dipingono chiusi nei loro atelier, ma all’aperto, nei boschi, in riva ai fiumi alla ricerca della luce. La città è in fermento, vi si respira la gioia di vivere, molti artisti si concentrano nel quartiere di Montparnasse, confluiscono nei caffè come la Dôme e La Rotonda, ove scambiano idee, parlano della loro vita spesso lottando con la miseria e la fame ma ricchi di idee e di entusiasmo.

Una vita particolarmente travagliata e intensamente vissuta ebbe Amedeo Modigliani (Livorno 1884-Parigi1920). Giunto a Parigi nel 1906 fu influenzato all’inizio dall’espressionismo, dal fauvismo e dal cubismo.

Dopo un breve soggiorno a Livorno nel 1909, dove si dedica allo studio di teste (anche sculture) rientra a Parigi aiutato dal suo amico collezionista Paul Alexander.

Si lega a Costantine Brancusi con una solida amicizia e frequenta altri artisti.

Lo scrittore Max Jacob lo presenta a Paul Guillamme che diviene il suo mercante dal 1914 al 1916.

I suoi nudi presentati alla Galleria Berthe Weill hanno dato scandalo e sono stati ritirati. Malato e depresso nel ’18 lascia Parigi bombardata e si reca al Sud, dove nasce, dalla sua relazione con Jeanne Hébuterne la loro piccola Jeanne. La vita sregolata e la miseria hanno minato la salute dell’artista che muore a Parigi nel ‘20.

Jeanne, incinta di 8 mesi non resiste alla perdita dell’uomo tanto amato e si uccide.

Un breve cenno alla vita dell’artista aiuta nella lettura delle splendide opere presentate in mostra.

Nei due ritratti di Beatrice Hasting si nota l’influenza del cubismo. In particolare nel dipinto” Jenne Femme au pandantif” il collo e il viso allungato e gli occhi socchiusi contrastano con la bocca contratta. Modiglioni e Beatrice vissero insieme per due anni, lei Poetessa e giornalista corrispondente della rivista inglese New Age lo introdusse nel mondo degli artisti. Modiglioni le ha dedicato quattordici ritratti e molti disegni. Modigliani ha realizzato un gran numero di ritratti di amici e artisti, fra questi interessante quello di Pinchus Kremègne artista bielorusso e di Moise Kisling, Modigliani tende a sottolineare la sua appartenenza alla comunità giudaica.

Maurice_Utrillo_Le_lapin_agile_1910

 

Il nudo femminile è uno dei soggetti prediletti da Modigliani “Nudo sdraiato con le braccia dietro la testa” ha una tonalità calda e terrosa molto naturale. “Nudo di fronte” è un’altra opera ricca di sensibilità (in copertina nel bel catalogo). Delicatissimo è il ritratto di Jeanne con quegl’occhi di un azzurro trasparente già perduti in un mondo lontano, quasi a presagire un terribile futuro. Commovente “Maternità” realizzata qualche settimana prima della morte dove c’è un’esaltazione della materia e della struttura che danno profondità al dipinto. Un altro delizioso dipinto realizzato quando Modigliani era al Sud della Francia è “Fillette au tablier noire” una dolce figura di ragazza con l’espressione rilassata sullo sfondo di un armadio scuro con le linee del volto finemente disegnate.

Se le opere di Modigliani rappresentano il nucleo più importante della rassegna quelle dei pittori dell’École de Paris, alcuni suoi contemporanei, sono state realizzate da artisti altrettanto famosi.

Dopo un periodo di sbandamento dovuto allo scoppio della prima guerra mondiale (molti artisti italiani, francesi, tedeschi sono stati mobilitati) alla fine del conflitto Parigi torna ad essere una

calamita per gli artisti e gli uomini di mondo. Nel 1925 un giornalista del Figaro, Andrè Warnod, adopera per la prima volta l’espressione “École de Paris” in riferimento agli artisti di Montmartre e MontParnasse, non indica un movimento ma riunisce sotto questo termine pittori, scultori che con le loro opere hanno fatto di Parigi un centro di creatività artistica e di avanguardia internazionale.

Moltissimi sono gli autori rappresentati in mostra con dipinti e sculture notevoli.

Costantine Brancusi e Modigliani trassero conforto e beneficio dalla loro amicizia, entrambi trovarono la loro espressione artistica e segnarono un’epoca.

Molte le sculture di Brancusi esposte: fra queste “Madamoiselle Pagany III”, “Gran Coq IV”, questa scultura è situata nel parco della fondazione. Numerose le fotografie e i documenti.

Auguste Chabaud si distingue per i colpi di pennello indisciplinati, i colori intensi e la semplificazione delle forme “La casa dei cipressi”. Troviamo esposte opere di Marc Chagall del periodo russo, molto intriganti; di Verain uno splendido ritratto della moglie Alice, di Raul Dufy una enigmatica “Donna in rosa”. E dipinti di Jean Gris, Henri Laurens, Fernand Leger, e quadri celebri di Henri Matisse, Pablo Picasso (esposto il capolavoro la Guitarriste), Soutine, Severini, Braque, Zadkine, Susan Valadon, Van Donghen, Utrillo. Di quest’ultimo è in mostra anche il noto quadro “Le lapin agile” celebre locale di Montmartre dove si riunivano scrittori, poeti e pittori in una calda atmosfera bohemienne. L’esposizione di Martigny è affascinante per il gran numero di artisti rappresentati, la quantità di opere esposte magistralmente selezionate. Ambientata nei bellissimi spazi e nel parco della fondazione la mostra è una gioia per gli occhi e lo spirito.

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