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Mercoledì, 02 Dicembre 2020

Il valore etico delle parole, intervista allo scrittore Vittorio Scatizza

VITTORIO SCATIZZA 2016

In questi giorni, nell’ambito di un evento letterario, ho incontrato lo scrittore e poeta Vittorio Scatizza, autore dei romanzi “Il monile indiano” e “Un meraviglioso colpo di fortuna”, per i quali ha riscosso lusinghieri consensi di pubblico e critica e del racconto “La Baita” risultato finalista nel 2011 al Concorso “Giallo italiano”.

E’ stato un piacere confrontarci su tematiche riguardanti l’universo letterario e con l’occasione mi ha parlato del Premio letterario “Scriviamo insieme”, di cui è il Presidente, istituito nel 2011 dall’omonima Associazione Culturale.

Quest’anno, sempre sotto il Patrocinio gratuito di Roma Capitale – Municipio XIII Roma Aurelio, si terrà la VI Edizione di questo atteso ed ampiamente accreditato appuntamento con la Cultura.

Vittorio Scatizza nutre un’incontenibile passione per le Arti Letterarie e ciò si intuisce dall’entusiasmo con il quale argomento circa questo evento, che ogni anno condivide con i membri dell’Associazione, Giurie di alto livello ed un numero sempre crescente di partecipanti, fra aspiranti poeti e scrittori ed artisti di consolidata fama.

Un momento di aggregazione, che costituisce anche una valida opportunità di confronto tra persone che, accomunate dal forte interesse verso la scrittura e molto spesso da affinità elettivi, sono fermamente convinti dell’aulico valore delle parole, che diventano romanzo, racconto, saggio storico e poesia, intesa come messaggio sociale, cura dei travagli interiori e carezza dell’anima.

Anche quest’anno è ormai iniziato il conto alla rovescia della VI edizione del Premio Letterario Nazionale “Scriviamo insieme”, un concorso che si articola in otto sezioni a tema libero, da lei ideato diversi anni fa. Vorrebbe spiegare ai nostri lettori gli aspetti salienti di questa importante iniziativa socio-culturale?

Il concorso è nato da una mia passione per i premi letterari, ai quali da anni partecipo, sia pur con alterne fortune. Sin dalla prima edizione di “Scriviamo Insieme”, con il conforto fondamentale della Presidenza di Giuria, ho coltivato il desiderio che il progetto si spingesse più avanti, che la casa di “Scriviamo Insieme” costituisse un punto di incontro, un riferimento per noi organizzatori e per gli autori, un’opportunità di reciproca crescita. Certamente premiare fa parte del gioco, ricevere un meritato riconoscimento è giusto, ma non deve limitarsi soltanto a questo. Un premio letterario deve costituire un incentivo a promuovere lo speciale rapporto che esiste tra persone che condividono passioni comuni. Un rapporto che andrebbe consolidato, se possibile, anche al di fuori del concorso.

Ho notato con piacere la particolare attenzione che puntualmente rivolgete alle tematiche afferenti l’impegno civile, attraverso la poesia e la prosa degli elaborati premiati nel vostro concorso. Qual è il messaggio, come Associazione Culturale, che vorreste lanciare in questo particolare momento storico?

Nella vita di tutti i giorni siamo spesso circondati da arroganza e da cinismo, al punto che il nostro vivere sembra una quotidiana sfida per non soccombere all’inciviltà. Noto che i nostri bisogni si moltiplicano a dismisura, mentre sarebbe opportuno contenerli. Anziché aspirare ad una effimera abbondanza, ci si dovrebbe concentrare su taluni aspetti fondanti e veramente umani, capaci come null’altro di conferire alla vita un sapore unico. E’ tempo che rinasca dentro di noi e intorno a noi il piacere di una riconversione morale, che ci aiuti a riscoprire valori perduti, ricchi di intima gioia.

Questa iniziativa non ha la presunzione di cambiare lo stato delle cose, tuttavia, ci offre il modo di fare la nostra sia pur piccola parte. Vogliamo renderci conto di poter reagire e vogliamo pensare di saperlo fare, traendo spunti interessanti e motivazioni verso nuove iniziative.

Il registro artistico e culturale di “Scriviamo Insieme” si distingue per l’alto livello delle opere premiate. Nella scorsa edizione, conclusasi nell’ottobre 2015, quante opere sono state esaminate dalla vostra Giuria?

La quinta edizione del premio ha visto in concorso più di novecento opere tra poesia, narrativa e saggistica ed ha annoverato tra gli iscritti in gara nomi noti del panorama letterario italiano e, nello stesso tempo, autori esordienti o semplici appassionati di “scrittura”. Fatta esclusione per le opere edite, tutti gli elaborati, come da tradizione del premio, sono stati esaminati dalla Giuria in forma rigorosamente anonima, per garantire a tutti uniformità di valutazione secondo parametri precisi, che abbiamo voluto rendere noti agli autori stessi sin dal momento della pubblicazione del bando.

La novità di questa edizione è l’introduzione di un Comitato d’Onore, costituito da personaggi noti nel mondo letterario e dell’informazione. Vorrebbe parlarmene?

L’idea di creare un Comitato d’Onore ci è stata indirettamente suggerita dall’apprezzamento crescente che l’ambiente letterario e giornalistico ha riservato al concorso. E’ stato un interesse che si è manifestato in forma spontanea, non indotta né sollecitata. Da lì è nato questo progetto nuovo voluto dalla Presidenza del Premio che, riteniamo, si possa considerare la naturale evoluzione del concorso. Per noi è un grande privilegio e costituirà per il premio un valore aggiunto di grande spessore ed interesse. Sarà l’opportunità per conoscere meglio personaggi noti attraverso la loro presenza, i loro lavori e le loro novità già in sede di cerimonia di premiazione, ma anche in seguito,attraverso la visibilità che ne conseguirà sulla stampa e sul web.

Potrebbe illustrare le sezioni che compongono il Premio?

Sono previste tre sezioni di poesia che si distinguono in liriche singole, raccolte di poesia edite e raccolte inedite. Per la narrativa sono contemplate tre sezioni articolate in narrativa breve, libri di narrativa editi e romanzi inediti. La saggistica è suddivisa in due sezioni, una di libri editi e una di libri inediti.

La vostra iniziativa riscuote da sempre un certo successo anche all’Estero. Un modo per contrastare la crisi della cultura?

Senz’altro è una opportunità. L’interesse e il confronto con altre realtà culturali è sempre un’ottima cosa. Nel nostro Paese l’attenzione nei riguardi della cultura è ed è stata spesso ai minimi storici. Pur con la consapevolezza dei nostri limiti, cosa può fare ognuno di noi? Secondo me è importante creare idee, coltivarle come un bene primario ed aprire nostri orizzonti, relazionandoci con situazioni diverse. Un esempio su tutti: negli ultimi anni abbiamo avuto in concorso opere provenienti da quattro continenti e nella maggior parte dei casi è stato l’inizio di un rapporto con autori lontani, che non si è esaurito al termine del concorso, ma è via via cresciuto al di fuori del concorso stesso. Le affinità culturali e la condivisione di una passione comune hanno superato le distanze geografiche, determinando nel tempo il consolidamento di un contatto basato sulla reciprocità di intenti. Il confronto interculturale si rivela pertanto una preziosa fonte dalla quale attingere risorse al fine di migliorarci a vicenda.

Oggigiorno i più giovani tendono a disinteressarsi alla ricerca delle nostri radici storiche e culturali. A chi vanno le responsabilità di questo fenomeno?

Secondo me è una responsabilità che coinvolge sia noi come singoli individui, sia le moderne forme di comunicazione e di socializzazione. La vita, con le sue indotte sollecitazioni, ci invita a guardare tanto, ma con troppa superficialità; il risultato è che alla fine si vede poco. I più giovani non possono sfuggire a questa regola. Tuttavia, sono convinto che una riscoperta dei nostri valori culturali non tarderà ad arrivare. Non sarà un nuovo “rinascimento culturale” ma sicuramente rappresenterà un significativo passo in avanti. Ho un’età che molto toglie ma, nello stesso tempo, sa regalarmi aspetti positivi che non si limitano a un biglietto a prezzo speciale per il cinema, o allo sconto il mercoledì al supermercato. L’età mi concede la possibilità di “esortare”… e la mia esortazione è rivolta ai giovani che amano la scrittura: coltivate il vostro talento, studiate per affinarlo, tenete viva la vostra ispirazione nel rispetto di chi si avvicinerà alle vostre opere e nel rispetto della vostra passione.

Lo scorso anno ho assistito alla vostra Cerimonia di Premiazione, dove sono stati premiati alcuni giovani autori. Qual è l’approccio delle nuove generazioni nei riguardi di un premio letterario?

Secondo me è un approccio carico di interesse e, direi, anche di coinvolgimento. Vorrei approfittare di questa domanda per soffermarmi su una particolarità di “Scriviamo Insieme” che in questi ultimi anni è stata molto apprezzata da giovani scrittori e poeti. Al termine del concorso, agli autori che non hanno visto classificate le loro opere viene offerta la possibilità di richiedere alla segreteria del premio l’estratto delle schede valutative del loro elaborato, stilate dalla commissione giudicante. Si tratta di una iniziativa non comune nel panorama dei premi letterari, ma l’abbiamo istituita nel rispetto, che riteniamo doveroso, per tutte le opere che con passione ci vengono affidate. Il giudizio della giuria di un concorso non è ovviamente un valore assoluto, tuttavia, il fatto di conoscere in che modo il proprio testo sia stato valutato ci sembra un’opportunità interessante per gli autori, al fine di portare avanti quel processo di crescita artistica, che non dovrebbe mai venire meno.

Rimanendo in tema, quale sarà la location dove si svolgerà la Premiazione dell’Edizione 2016?

Quest’anno la Cerimonia di Proclamazione dei Vincitori si svolgerà a Roma presso la “Sala Maggiore del Centro Congressi Carla Lonzi” all’interno della seicentesca struttura monumentale del Buon Pastore in Trastevere.

Qual è il termine ultimo per poter partecipare al vostro ormai consueto appuntamento con la cultura, che costituisce da sempre una preziosa occasione di condivisione e confronto dialettico ed interculturale?

Il 15 giugno prossimo è il termine ultimo per l’invio delle opere.

In termini di tempo, quanto impegno richiede l’organizzazione di un premio letterario?

E’ un “tempo pieno” nel periodo che va dai due mesi precedenti all’inizio del concorso, fino ai due mesi successivi alla cerimonia di premiazione. E’ un impegno che coinvolge in media cinque responsabili della segreteria, sia nei contatti con gli autori per informazioni, registrazioni e iscrizioni in concorso, sia nei rapporti con i membri della Commissione Giudicante per la consegna delle opere e lo smistamento delle stesse. Come nelle precedenti edizioni dobbiamo tenere presente che ogni testo viene esaminato da un minimo di quattro a un massimo di sette giurati, al fine di assicurare il più possibile una corretta valutazione.

VITTORIO SCATIZZA 2016 DUE

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