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Mercoledì, 18 Luglio 2018

Bibliocinescuola, una cerimonia all'insegna della gioia

Lo scorso giovedì 31 maggio, presso il Teatro Apollo, si è svolta la XV edizione della cerimonia di premiazione conclusiva del progetto Bibliocinescuola  organizzato dalla Fondazione D’Ettoris. Tra le scuole che hanno aderito alle attività culturali, gli Istituti comprensivi: M.G Cutuli; Giovanni XXIII; Don Milani; V. Alfieri; A. Rosmini e Ises. Per la prima volta, quest’anno ha partecipato all’iniziativa anche un Istituto Secondario Superiore: il Liceo Gravina.

Si tratta di un importante momento culturale per la nostra città, che gli studenti aspettano tanto. Ma il senso dell’iniziativa va ben al di là della semplice conclusione sul palco del teatro Apollo. Il significato di questo momento si ritrova proprio nel premio che i ragazzi ricevono: i libri. Chi legge  di più e realizza i migliori elaborati letterari e artistici riceve un numero maggiore di libri. La premiazione è anche un bellissimo spettacolo, un modo per offrire ai giovani la possibilità di incontrarsi e di sentirsi gratificati per i lavori svolti, però al centro della scena rimane l’importanza della lettura.

La lettura è fondamentale per lo sviluppo della persona. Chi legge acquisisce consapevolezza e sicurezza, impara a conoscersi e a conoscere gli altri; chi si avvicina al mondo del libro comprende come allargare i propri orizzonti e percepisce l’importanza del rispetto per le tradizioni, l’ambiente e la società. Leggere ci rende felici ed è proprio questo il senso di questa meravigliosa premiazione.

La serata è stata presentata da Maria Grazia D’Ettoris, responsabile della biblioteca Frassati.

Tra gli ospiti, gli artisti Pagos e Francesco Giordano che hanno messo in evidenza soprattutto la bellezza e la spontaneità dei lavori dei bambini; talvolta dietro un tratto colorato per loro c’è un intero mondo. Invitati al premio anche l’attore Francesco Pupa e gli studenti che hanno frequentato il laboratorio teatrale da lui diretto, Vivere un libro. Per la partecipazione al laboratorio, ai ragazzi è stato consegnato un attestato di merito.

Francesco Pupa ha sottolineato l’importanza dei corsi di teatro, non soltanto in vista della realizzazione di uno spettacolo finale, ma soprattutto per le emozioni che può regalare a chiunque vi partecipi.

Durante la serata, si sono esibiti i ballerini della scuola di danza Maria Taglioni Dance Project, con due coreografie: Paquita, di Giusy Grande, e La Cenerentola, di Pasquale Greco. Un altro momento è stato dedicato all’intervento musicale dell’Ottetto di fiati- classe di clarinetto, dell’I.C. Giovanni XXIII, guidato dal Prof. Francesco Lorenti.

Ad aprire il premio 2018, l’intervento del presidente della Fondazione D’Ettoris, che ha ricordato un dato sconfortante riguardo ai lettori calabresi. Siamo all’ultimo posto, in Italia, per la lettura. Tra le cause di questo dato principalmente vi è la mancanza di tempo, si preferisce dedicare ad altro il proprio tempo libero.

Il pessimismo deve però portare all’azione, deve condurci a crescere, soprattutto dal punto di vista culturale. L’invito è naturalmente a modificare queste statistiche, partendo dalle nuove generazioni. È stato citato il libro La casa Europa, D’Ettoris Editori, scritto dallo storico svizzero Gonzague de Reynold, per sottolineare l’importanza del passato e delle memorie, delle costruzioni storiche, come quella dell’Europa.

Oggi siamo legati invece all’istante, preferiamo la gratificazione di un like immediato sui social, piuttosto che la gratificazione a lungo termine che può regalarci la lettura di un libro. Durante il suo intervento, il presidente ha citato un altro testo, di Gustavo Pietropolli Charmet, L’insostenibile bisogno di ammirazione, per mettere in evidenza il bisogno che oggi abbiamo di trovare dei consensi. Ma poi questi consensi sono reali? Oppure tutto ciò fa parte della società dell’apparire? Siamo probabilmente passati da un’etica condivisa, a un’estetica condivisa, e i consensi che possiamo ritrovare su un social network appartengono a questo secondo tipo di condivisione, legata all’estetica e all’istante.

I valori da proporre, invece, alle nuove generazioni, dovrebbero essere significativi e destinati a perdurare. La bellezza della scrittura, l’importanza dell’arte e la necessità della lettura, certamente, sono insegnamenti legati a un’etica condivisa, insegnamenti che non si dimenticano, e che rientrano nel proprio bagaglio di vita e di memorie.

 

 

 

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