Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

Create an account

Fields marked with an asterisk (*) are required.
Name *
Username *
Password *
Verify password *
Email *
Verify email *
Captcha *
Reload Captcha
Giovedì, 15 Ottobre 2026

Enzo Foglia ancora una vo…

Ago 31, 2026 Hits:1039 Crotone

Il Dialogo dei Due Pianof…

Giu 30, 2026 Hits:1191 Crotone

Santa Severina aderisce a…

Giu 18, 2026 Hits:1153 Crotone

Vincenzo Grandinetti stre…

Giu 16, 2026 Hits:1447 Crotone

Ok alla mozione riguardo …

Giu 09, 2026 Hits:1063 Crotone

Il docufilm “Sacro Cuore:…

Giu 08, 2026 Hits:1080 Crotone

La “Pier Giorgio Frassati…

Giu 03, 2026 Hits:1174 Crotone

Corso BLSD al Filolao di …

Mag 29, 2026 Hits:1082 Crotone

Mar Morto (6)

Il Mar Morto, il punto più basso della Terra, è un luogo da non perdere non solo per il suo significato storico nel Vecchio Testamento, ma anche per le meraviglie naturali dei suoi paesaggi. La moglie di Lot, una formazione di sale erosa dal tempo in cima al Monte Sodoma, è un ricordo del racconto biblico di Sodoma e Gomorra. La Locanda del Buon Samaritano, con il suo museo dei mosaici, è vicino al luogo leggendario della Parabola del Buon Samaritano. I rotoli del Mar Morto sono stati scoperti nelle grotte di Qumran, un sito ricco di rovine di 2000 anni fa. Massada, la fortezza e palazzo di Erode ubicato in cima alla montagna, fu il sito dell’ultima postazione Ebraica contro i Romani. Le iniziative turistiche abbondano in questo tesoro naturale inestimabile, con hotel, spiagge, ristoranti e centri commerciali, turismo attivo (gite in jeep e bicicletta, gite su cammello e ospitalità beduina, discese in corda doppia e altro), accanto ad attività artistiche e culturali e le tante riserve naturali uniche.

In questa estate calda perché non rilassarsi andando a scoprire il Mar Morto, situato in Oriente, nel cuore della valle della Grande Fossa Siro - Africana, al confine tra Israele, la Cisgiordania e la Giordania, nella regione storico-geografica della Palestina. Il bacino fu chiamato dagli antichi Greci e dai Romani “Mar Asphaltitus”, cioè “mare di creta”, per la creta galleggiante sulla sua superficie. Una delle cose più speciali di un viaggio in Israele è che dopo solo un’ora di macchina ci si potrà ritrovare in un ambiente naturale completamente diverso da Gerusalemme, ed è la sensazione che si prova quando si arriva al Mar Morto e a Massada, la fortezza romana costruita su un altopiano più di 2000 anni fa dagli Zeloti nei domini di Re Erode. Interessante sarà anche effettuare un tour più lungo di dieci ore come quello del Masada National Park, che inizia con un viaggio passando da Gerusalemme, attraversando l'arido deserto della Giudea. Si prosegue poi per Ein Gedi, dove sono da visitare le terme e la riserva naturale, caratterizzata da una vegetazione rigogliosa e dalla presenza di due fonti d’acqua dolce. All'arrivo poi a Masada è possibile salire in funivia o a piedi per visitare la fortezza sulla montagna che il Re Erode costruì durante la grande ribellione degli Ebrei nei pressi delle città di Sodoma e Gomorra. Una volta in cima a quella che fu l'ultima roccaforte dei ribelli contro le legioni romane, si potranno scoprire le imponenti rovine delle mura della fortezza, della Sinagoga, delle cisterne d'acqua, dei pavimenti musivi e delle terme private di Erode. Nell’acqua terapeutica del Mar Morto si proverà personalmente la sensazione di galleggiare nelle acque ricche di sali minerali, in media 10 volte superiore alle acque del Mediterraneo. Il bacino del mare, la cui superficie è di 1.020 kmq, si trova a 400 metri sotto il livello del mare, è lungo circa 80 chilometri ed occupa la più bassa depressione della Terra. L’occasione di parlare del Mar Morto ci è stata data anche dalle ricerche scientifiche che hanno dimostrato che i fattori climatici combinati insieme hanno un notevole effetto terapeutico ed inoltre i dannosi raggi ultra-violetti del sole in questo caso vengono filtrati rendendo possibile fare i bagni di sole senza rischiare scottature.

Mar Morto (8)

Non c'è da meravigliarsi se questo mare chiuso è diventato un luogo di villeggiatura internazionale. Questo territorio è l'unico posto al mondo che combina tutto in uno, clima caldo durante tutto l'anno, un'atmosfera ricca di ossigeno, radiazioni solari terapeutiche UVB, un mare salato ricco di minerali e fango di fama mondiale, sorgenti termominerali calde e lussuose stazioni termali. Le sue acque, conosciute fin dai tempi dei Romani, sono sfruttate ancora oggi, per le loro qualità curative, per le malattie della pelle e per i disturbi reumatici. Secondo alcuni studiosi il Mar Morto è destinato pian piano a scomparire dal momento che la notevole evaporazione non è sufficientemente compensata dall'afflusso delle acque del Giordano e degli altri più aridi corsi d'acqua. Un "tocco personale" del Mar Morto è il fango nero, una miscela omogenea di minerali, elementi organici e terra. Spalmando sul corpo il fango nero si ottengono sia benefici cosmetici che terapeutici, conosciuti per pulire e stimolare la cute, liberare da tensione muscolare, migliorare la circolazione del sangue. I trattamenti possono essere effettuati anche a casa propria con la linea cosmetica Dsm - Mon Platin del Dott. Mosè Isawi (www.drisawi.it) che, dopo essersi laureato a Ferrara in Scienze Farmaceutiche, ha costituito a Rovigo una piccola azienda di prodotti dermocosmetici. «La nostra filosofia aziendale, che gode dell’ approvazione del Ministero della Salute e delle autorità competenti - egli ci dice - è l' introduzione nel mercato italiano di prodotti naturali, efficaci e sicuri per la salute, la bellezza ed il benessere. È dalla natura con la sua saggezza senza tempo, che ha saputo produrre sostanze benefiche, che la linea cosmetica prende l’avvio selezionando nel luogo di origine con tecniche antiche i principi attivi naturali, creando così una fito-cosmesi di qualità che produce benessere psico-fisico.

Ma come si possono raggiungere più facilmente queste bellezze mozzafiato?

Oggi è più facile con il volo diretto El Al Israel Airlines della Sun D’Or che parte dall’aeroporto di Capodichino per Tel Aviv. El Al effettua due voli settimanali, il lunedì e venerdì, con aeromobili Boeing 737/800. Il volo parte dall’aeroporto di Ben Gurion di Tel Aviv alle ore 8 locali ed arriva a Napoli alle ore 10.25, ripartendo poi dall’aeroporto di Capodichino alle ore 11.30 per arrivare a Tel Aviv alle ore 15.45. Non a caso all’interno di Expo 2015, l’Ufficio Nazionale Israeliano del Turismo ha presentato in modo inedito Tel Aviv, la città che non dorme mai. Accanto all’Ufficio Nazionale Israeliano del Turismo hanno partecipato all’evento La Municipalità di Tel Aviv, la EL AL e la Tel Aviv Hotel Association. «Siamo qui - ha detto Avital Kotzer Adari, direttore dell’Ufficio Nazionale israeliano del Turismo (www.goisrael.it e www.visit-tel-aviv.com) per raccontare l’atmosfera, i colori, i profumi, i molteplici aspetti di una città che sa sempre sorprendere ed incuriosire, una città che negli ultimi anni ha ottenuto moltissimi riconoscimenti e che comincia ad essere inserita tra le mete di vacanze degli italiani che però ne conoscono ancora …. solo alcuni aspetti». Tel Aviv: città posta sotto la tutela dell’Unesco definita “città bianca” con oltre 4.000 edifici Bauhaus; Tel Aviv, una delle città al mondo con la più giovane popolazione in rapporto al numero degli abitanti, culla delle Start up (oltre 1.000), una città con 1741 tra locali notturni e ristoranti ( uno ogni 231 abitanti). Una città verde, dove ogni due ore viene piantato un nuovo albero. E soprattutto: una città facile da raggiungere.

Mar Morto

convegno_persecuzioni

Sabato scorso Alleanza Cattolica insieme a Integra onlus ha organizzato a Milano un convegno, con la partecipazione di un attento e numeroso pubblico,per denunciare la persecuzione dei cristiani nel mondo e nello stesso tempo per mostrare i legami che esistono fra le guerre in corso e quindi la presenza problematica in Italia dei rifugiati proveniente da quei Paesi in guerra in numero sempre maggiore. “Il 60% dei profughi che entrano in Italia, è stato ricordato, sono rifugiati che scappano da una situazione di insostenibile violazione dei diritti umani, cioè non emigrano per motivi economici”. Hanno aperto i lavori del Convegno denominato, “…perseguiteranno anche voi” (Gv, 15,20), Marco Invernizzi, responsabile regionale della Lombardia di Alleanza Cattolica e KlodianaCuka, fondatrice di Integra onlus che opera in Puglia per integrare veramente ed efficacemente i rifugiati.

Dopo gli interventi dell’onorevole Stefano Dambruoso, questore della Camera dei Deputati e dell’Assessore alla Cultura della Regione Lombardia, Cristina Cappellini, sono iniziati i vari interventi del Convegno, diviso in due sessioni.

Nella prima sono intervenuti, Paul Batthi, fratello e continuatore dell’opera di Shabbaz, ministro in Pakistan per le minoranze, assassinato da terroristi islamisti nel 2011. Accolto in sala da un commosso applauso, Paul Bhatti ci ha raccontato come sia tremenda la situazione dei cristiani in Pakistan, il 2,5% della popolazione, e tuttavia come sia coraggiosa la loro testimonianza. Poi è intervenuto Alfredo Mantici, attuale Direttore della “Divisione Analisi della G-Risk Security and Intelligence services”, dirige un importante magazine online, “Lookoutnews”. Mantici ha descritto gli aspetti storici, culturali e religiosi che hanno portato allo scatenarsi delle cosiddette “Primavere arabe”. In particolare ha denunciato gli artificiali confini di quasi tutti i Paesi del Medio Oriente, tracciati con il righello dalle potenze occidentali all’inizio del Novecento. Quindi è intervenuto Aldo Morrone, direttore dell’Istituto Nazionale per la promozione della salute delle popolazioni Migranti ed il contrato delle malattie della Povertà (INMP). Dirigente medico , specialista in Dermatologia e Venereologia, Docente presso le università di Roma e autore di oltre 500 pubblicazioni scientifiche. L’intervento di Morrone è stato toccante, perché nel poco tempo a sua disposizione, è riuscito attraverso alcune immagini, a commentato il suo intenso e grande lavoro a favore dei più poveri del pianeta.

Nella seconda sessione è intervenuta la giornalista Costanza Miriano, che ha evidenziato il motivo perché all’interno delle redazioni giornalistiche, dei mezzi di comunicazione, i cristiani perseguitati sono ignorati. In pratica esiste un pregiudizio ideologico, che relega nelle pagine interne, quando non li condanna al silenzio, le notizie sui cristiani perseguitatati e uccisi. Eppure la violenza esiste ed è grave come ha dimostrato Paul Batthi, che ha ricordato il recente assassinio di una coppia di genitori cristiani buttati e arsi vivi nella fornace, dove lavoravano.

Il convegno inoltre, ha voluto anche affrontare il tema della libertà religiosa, mirabilmente ha relazionatomons. Agostino Marchetto, definito da papa Francesco il miglior ermeneuta del Concilio Vaticano II. E in effetti, - scrive Marco Invernizzi su comunitambrosiana.org - questo tema è centrale sia per quanto riguarda la persecuzione sia per quanto riguarda l’integrazione dei rifugiati, perché alla base del principio della libertà religiosa, come insegna il Magistero della Chiesa, vi è la dignità di ogni persona, che deve essere rispettata nell’atto di scegliere e professare la religione, così come deve essere accolta e aiutata a integrarsi, pur nel rispetto delle prerogative anche dei popoli che ospitano i profughi e i rifugiati. Questo principio, ribadito da Benedetto XVI nella Caritas in veritate, fa parte della dottrina sociale della Chiesa, che mons. Marchetto ha ripetutamente evocato nel suo intervento sulla libertà religiosa”.

convegno 28 marzo 1

Prima dell’intervento finale di Introvigne, è intervenuto il viceprefetto, Maurizio Falco, del Ministero dell’Interno, Dipartimento per le libertà civili e immigrazione. Forse questo è stato l’intervento più difficile da svolgere, perché ha dovuto “difendere” per certi versi, le politiche che i nostri governi hanno attuato per affrontare i numerosi sbarchi di clandestini che si riversano quasi giornalmente sulle nostre coste. Falco ha sottolineato l’impegno quasi eroico dei nostri marinai, dei nostri militari, che operano nel Mare Mediterraneo.

Certo non è facile per noi italiani, padri di famiglia, con figli disoccupati, “digerire”gli argomenti pur condivisibili del vicequestore, peraltro poi gliel’ho personalmente fatto presente. A questo proposito chiudo il mio servizio con le parole di Invernizzi che meglio di me riesce a centrare il problema. “Cari amici, non fate fatica a comprendere come sia difficile nel mondo contemporaneo dominato dal relativismo riuscire a non imboccare la strada della contrapposizione ideologica, tipica di quelle forze politiche che vogliono esaltare sempre e soltanto un aspetto della realtà. Il nostro convegno ha voluto essere un tentativo di tenere insieme due aspetti che sono entrambi presenti in maniera drammatica nella nostra vita. Abbiamo voluto celebrare i martiri senza dimenticare di nominare coloro che li uccidono, come ha ricordato Massimo Introvigne chiudendo i lavori, perchè i martiri non muoiono da soli ma vengono assassinati da comunisti in Corea del Nord e in Cina, da islamisti in Pakistan, in Nigeria, in Siria e in Iraq, da forze nazionaliste altrove, per esempio nello Stato dell’Orissa. E anche da noi in Occidente la libertà religiosa non se la passa bene, minacciata e spesso impedita da un laicismo aggressivo che sta arrivando a mettere in discussione l’obiezione di coscienza in molte categorie professionali dove i cristiani vogliono potersi rifiutare di dare esecuzione a leggi contrarie al diritto naturale.
Ma abbiamo voluto anche mostrare al nostro pubblico che esistono donne e uomini che si impegnano veramente per dare un futuro concreto a chi fugge dalle guerre e dalla violenza, spesso perché cristiano e comunque perché offeso nella sua libertà.

I lavori del convegno si sono conclusi, ma i temi sollevati vorremmo che continuassero a essere presenti nelle nostre giornate, nel lavoro dei gruppi di Alleanza Cattolica sparsi in tutta la penisola, organizzando conferenze, seminari, scrivendo articoli, parlando nelle radio e nelle televisioni sia della persecuzione dei cristiani, sia indicando chi si fa carico di insegnare e spesso di trovare un lavoro ai rifugiati.
E comunque, vorremmo che in questa settimana santa e nel tempo pasquale si sollevasse una preghiera costante per tutti questi uomini che subiscono ingiustizie e violenze, in ogni comunità di Alleanza Cattolica, in ogni parrocchia e in tutte le famiglie che conosciamo
.

Grazie e Santa Pasqua”

Pubblicità laterale

  1. Più visti
  2. Rilevanti
  3. Commenti

Per favorire una maggiore navigabilità del sito si fa uso di cookie, anche di terze parti. Scrollando, cliccando e navigando il sito si accettano tali cookie. LEGGI