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Sabato, 19 Agosto 2017

A colloquio con Dario Coriale, cantautore crotonese

La Citta' di Pitagora continua a sfornare talenti musicali.

E' il caso di Dario Coriale che figura fra i 20 finalisti del Festival BMA - Bologna Musica D'Autore organizzato da Fonoprint, storico studio di registrazione bolognese, che punta a selezionare giovani cantautori ed a presentarli sulla scena musicale nazionale.

E che si fa strada, anzi Strade, titolo del suo album, nella Bologna Citta' Creativa della Musica Unesco e Citta' di Cantautori.

Proprio cosi'. Sotto le due torri si e' consolidato un luogo privilegiato dove poter pensare produrre scoprire la musica degli autori di domani.

E un pitagorico, amante della conoscenza, con interessi che vanno dal pensiero creativo alla musica, da quelle parti non puo' che insediarsi felicemente, se ha i ...numeri, e scusate il teorema! Prova ne sia il fatto che Coriale si e' classificato nella rosa dei venti (finalisti) da cui usciranno i nomi degli 8 che, al termine delle audizioni, si esibiranno nella finale del 7 ottobre al Teatro II Celebrazioni cittadino.

 BMA appare una sfida autentica, in un paese come l'Italia che non premia sempre i migliori nei vari settori ed attivita'. Quella musicale, cantautorale, non fa eccezione poiche', dopo i mostri sacri delle ultime due generazioni, stentano ad emergere "nuovi mostri". Che pure ci sono! E allora ben vengano queste iniziative.

Ne discutiamo  con Coriale.

D. La gara a cui ti sei sottoposto con coraggio superando la "scrematura" di oltre un centinaio di artisti italiani (144) provenienti anche da altri paesi europei che emozioni ti sta dando?

R. La prima fase e' stata la selezione di brani incisi, inviati su mp3. Penso che la vera emozione la provero' nell'esibizione dal vivo in semifinale.

 

D. Come ti poni di fronte ai cantautori storici come, per restare all'area emiliana, Dalla, Guccini, Ligabue, Zucchero, Bertoli? Eppoi soprattutto De Gregori, da cui riprendi egregiamente La donna cannone...

R. Credo di avere due anime musicali. Nasco come chitarrista elettrico. E suono tuttora. Ma la mia propensione va verso la scrittura dei brani. Vedo ai vertici del cantautorato De Gregori Fossati De Andre', oltre a Rino Gaetano e Paolo Conte. Dalla e' l'emblema della categoria. Ma anche Samuele Bersani che e' bolognese d'adozione. E Pino Daniele per l'innovazione. Tutti un po' mi hanno influenzato e in trio con le nostre cose omaggiamo spesso la musica d' autore italiana.

 

D. Dalla tua terra d'origine, la Calabria, c'e' anche Il parto delle nuvole pesanti, che si e' trapiantato a Bologna...

R. Li conosco bene, a partire dal frontman Salvatore De Siena, arrivato dopo Voltarelli. C'e' un rapporto di amicizia. Una volta vennero a suonare alla presentazione di un mio libro.

 

D. Parlaci del tuo disco Strade.

R. Come stile in qualche modo e' variegato perche' contiene brani scritti anni a Scandale, vicino Crotone, dove ho vissuto con la mia famiglia prima di trasferirmi.

Questi sono radicati alla tradizione del cantautore, con attenzione al testo, evitando in genere il linguaggio del parlato comune. Gli arrangiamenti erano pop rock. Mentre i brani scritti in seguito sono piu intimisti. Le strade a cui faccio riferimento ovviamente sono metaforiche.

 

D. Tu sei a Bologna dal 1999 dove hai conseguito una laurea in DAMS con una tesi sulla storia della chitarra elettrica. Qual'e' il tuo nume?

R. Mark Knopfler. Dio sceso in terra con una chitarra in mano. La mia prima mail era Dire Straits. Poi Gilmour dei Pink Floyd.

 

D. Al tuo attivo hai i racconti di "eroismo quotidiano' del volume Ne' santi ne' eroi (Palomar, Bari, 2008). Insomma il tuo e' un percorso artistico letterario e musicale in tutti i sensi, con diramazioni teatrali, come con lo spettacolo Le strade del ritorno, coautore Simone Arminio.

R. Il libro raccontava storie. Ricordo che in occasione della morte di Falcone,  Borsellino disse che Il giudice suo amico aveva agito secondo la propria coerenza di uomo e magistrato. Anche le persone normali possono essere "eroiche" nel quotidiano. Altro filo logico del volume le fasce d'eta, il feto, il bimbo, adolescente, l'ottantenne, il tramonto della vita, insomma le fasi dell'esistenza di  una persona. Per lo spettacolo ho creato anche le musiche. E' stato molto coinvolgente e divertente.

 

D. Oltre allo Stradario Trio hai anche con i Pig Muff un' esperienza di chitarrista in una tribute band dei Pink Floyd. Ma ricalchi o metti del tuo?

R. Le cose conoscibili si fanno con precisione filologica. Il primo assolo di The Wall, per esempio. Dove e' possibile personalizzo la mia chitarra.

 

D. Essendo da poco scomparso il regista George Romero vorrei chiederti della tua partecipazione fra i nove scrittori di Italian Zombie (80144 Edizioni) selezione di racconti horror e come questo lavoro si riflette nella tua musica.

R. Due mondi contrapposti. La partecipazione a quella raccolta e' stata del tutto  casuale. Ho conosciuto l'editore che mi ha coinvolto nell'operazione. Mi sono documentato per capire il meccanismo. C'e' anche un racconto di Simone ambientato nel crotonese.

 

Il colloquio finisce. Coriale si prepara alla finale. Sara' dura. Ma l'importante e' esserci. Gia' un traguardo, questo. Diceva Pitagora: "l'inizio e' la meta' di ogni cosa".

 

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