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Giovedì, 08 Dicembre 2022

La funivia precipitata in Piemonte tragedia nazionale

La notizia della tragedia della funivia precipitata in Piemonte è stata rilanciata in tutto il mondo. Il sito del britannico GUARDIAN gli dedica l'apertura, "Incidente in una funivia in Italia, almeno nove morti" è il titolo, mentre nell'articolo si spiega che "a terra si vede il relitto di una funivia, dopo che è crollato vicino alla sommità della linea Stresa-Mottarone nella regione Piemonte".

Apertura anche per la BBC: "Una funivia crolla vicino al Lago Maggiore". L'emittente pubblica cita un portavoce del soccorso alpino italiano che parla di "incidente molto serio".

C'è spazio per l'incidente anche sui media americani. Il WASHINGTON POST scrive che "una funivia in cima ad una montagna è precipitata nel nord Italia, uccidendo almeno nove persone e mandando due bambini in ospedale". E si aggiunge che la linea del cavo era "stata rinnovata nel 2016 e riaperta solo di recente, a causa del coronavirus". Anche la CNN dedica una "breaking news" all'incidente.

Dalla Spagna EL PAIS ricostruisce che "il cavo che sosteneva la funivia si è spezzato a 300 metri dall'arrivo, nella parte più alta del percorso". E titola sulle vittime e i "due bambini in condizioni critiche".

Il quotidiano francese LE MONDE rileva che "le riprese dei vigili del fuoco mostrano i detriti della funivia in una zona boscosa, a cui è difficile accedere a causa della sua ripida pendenza". Dalla Germania la FAZ, riportando la notizia, ricorda che "il bel tempo ha attirato molti turisti oggi" nella zona. Del disastro si occupa anche AL ARABIYA.


Oltre alla rottura del cavo, l'inchiesta della Procura di Verbania dovrà stabilire perché non abbia funzionato il freno di emergenza della cabina precipitata dalla funivia dello Stresa-Mottarone. "Sono tutte supposizioni, ma credo ci sia stato un doppio problema - dice il responsabile provinciale del Soccorso alpino, Matteo Gasparini -: la rottura del cavo e il mancato funzionamento del freno di emergenza. Non sappiamo perché non si sia attivato, mentre nella cabina a valle ha funzionato". La mancata attivazione del freno, spiega, "ha fatto sì che la cabina, dopo la rottura del cavo, abbia preso velocità, iniziando a scendere, finendo così catapultata fuori dai cavi di sostegno". La chiamata di emergenza è stata lanciata, intorno alle 12.15, da una persona che si trovava in zona e che ha assistito alla caduta della cabina della funivia, avvenuta un centinaio di metri a valle della stazione che sorge sulla cima del Mottarone, a 1492 metri di quota. Il tecnico del

il bambino di 5 anni unico sopravvissuto all'incidente della funivia del Mottarone "ha passato una notte tranquilla - spiega Giovanni La Valle, direttore generale della Città della Salute - e ora non resta che sperare. Abbiamo messo in campo tutte le nostre eccellenze e stiamo monitorando situazione minuto per minuto". Il bambino è stato operato ieri sera per ridurre le fratture e ora è intubato. "Attendiamo le prossime 48 ore, la situazione è critica ma fa ben sperare", aggiunge La Valle. "Il bambino è sedato e intubato - spiega Giorgio Ivani, direttore della Rianimazione del nosocomio - ieri ha fatto un intervento e adesso rimane addormentato. Nel corso della giornata faremo una risonanza magnetica per valutare le condizioni del cervello. Adesso deve restare calmo, speriamo. Non si può ancora dire se ha riportato traumi celebrali".

In ospedale, nella tarda serata di ieri, è arrivata la zia del bambino, sorella del padre che nell'incidente è morto con la moglie e con l'altro figlio di due anni. La famiglia, di origini israeliane, viveva nel Pavese."Ho saputo cos'era successo dai messaggi di Whatsapp. Ho cominciato a ricevere tanti 'mi dispiace' e non capivo perché...". Così, fuori dall'ospedale infantile Regina Margherita di Torino, Aya Biran, zia del bimbo unico sopravvissuto all'incidente della funivia. La donna ha raggiunto Torino nella tarda serata di ieri. Medico in un carcere del Pavese, non si sbilancia sulle condizioni del nipotino che restano critiche. "Non sappiamo quale sarà la direzione, il trauma subito include un trauma cranico, bisogna vedere come evolverà la situazione", si limita a dire. Quando è arrivata a Torino, all'ospedale infantile Regina Margherita, era notte fonda. Dopo i messaggi su Whatsapp, "ho chiamato mio fratello che non mi ha risposto, così anche mia cognata - racconta la donna -. Due ore dopo abbiamo ricevuto la conferma dei carabinieri e capito che mio nipote era vivo perché il suo nome non era nell'elenco delle vittime". "Ho perso mio fratello, mia cognata, un altro nipotino - dice - e con loro sono morti anche i nonni di mia cognata, che dopo aver ricevuto il vaccino in Israele avevano deciso di venire in Italia per stare un po' con i nipoti dicendo 'cosa mai può succedere in Italia'".

Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese nella Centrale Operativa del 118 piemontese, in stretto coordinamento con il personale sanitario, ha inviato sul luogo due elicotteri del Servizio Regionale di Elisoccorso dalle basi di Borgosesia e Alessandria, mentre l'elicottero 118 della base di Torino veniva inviato a Borgosesia e mantenuto in stand by. Le equipe elitrasportate sul posto hanno individuato i due superstiti e hanno proceduto con le manovre di rianimazione cardiopolmonare prima di stabilizzare i due pazienti, entrambi minorenni, e trasferirli in eliambulanza all'ospedale Regina Margherita di Torino, dove uno è poi morto. Nel frattempo sono arrivate sul posto le squadre a terra del Soccorso Alpino che hanno proceduto con il recupero delle salme, con l'estrazione di quelle ancora presenti nella cabina e le hanno consegnate alle autorità di Polizia Giudiziaria per le operazioni di riconoscimento. Sono intervenuti anche carabinieri, Soccorso Alpino della guardia di finanza, vigili del fuoco e Protezione Civile.

Il sistema frenante di sicurezza della funivia del Mottarone "non ha funzionato". Lo ha detto il procuratore di Verbania, Olimpia Bossi, parlando con i giornalisti in procura a Verbania. Intanto a Stresa, che proclama il lutto cittadino, arriva il ministro per i Trasporti Enrico Giovannini che parla di "grande tristezza" di tutta l'Italia di fronte alla tragedia che ha visto 14 vittime e un solo sopravvissuto, un bimbo di 5 anni ancora in prognosi riservata.


La tragedia della funivia del Mottarone ha colpito cinque famiglie, tre residenti in Lombardia, una in Emilia-Romagna e una in Calabria.

Le vittime

- Biran Amit, nato in Israele il 2 febbraio 1991 e residente a Pavia

- Peleg Tal, nata in Israele il 13 agosto 1994 e residente a Pavia

- Biran Tom, nato a Pavia il 16 marzo 2019 e residente a Pavia

- Cohen Konisky Barbara, nata in Israele l'11 febbraio del 1950

- Cohen Itshak, nato in Israele il 17 novembre 1939

- Shahaisavandi Mohammadreza, nato in Iran il 25 agosto 1998, residente a Diamante (Cosenza)

- Cosentino Serena, nata a Belvedere Marittimo (Cosenza) il 4 maggio del 1994 e residente a Diamante (Cosenza)

- Malnati Silvia, nata a Varese il 7 luglio del 1994, residente a Varese

- Merlo Alessandro, nato a Varese il 13 aprile del 1992, residente a Varese

- Zorloni Vittorio nato a Seregno, Milano, l'8 settembre del 1966, residente a Vedano Olona (Varese)

- Elisabetta Persanini, nata nel 1983. Morto anche il piccolo figlio di 5 anni, dopo essere stato trasportato a Torino

- Gasparro Angelo Vito, nato a Bari il 24 aprile 1976, residente a Castel San Giovanni (Piacenza)

- Pistolato Roberta, nata a Bari il 23 maggio del 1981, residente a Castel San Giovanni (Piacenza)

Secondo quando risulta dall'elenco delle vittime, il bambino che è ancora ricoverato all'ospedale infantile di Torino è il figlio della coppia israeliana, anche lui di 5 anni.

Roberta Pistolato, 40 anni proprio oggi, e Angelo Vito Gasparro, 45, erano coniugi residenti nel Piacentino, entrambi originari di Bari.

fonti ansa / agi

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