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La Camera approva la fiducia al Governo

La Camera approva la fiducia al governo con 383 voti a favore, 154 no. Quella sul decreto emergenze è la prima questione di fiducia posta dall'esecutivo Letta.

Tra i primi a dire il proprio sì all'esecutivo, è il premier Enrico Letta, che sfila davanti ai banchi della presidenza della Camera, poi esce dall'Aula. La fiducia è stata posta sul decreto emergenze. Il premier Enrico Letta compare nell'Aula della Camera solo per il tempo necessario a votare la fiducia al suo governo, tra i primi a rispondere alla chiama. Subito dopo vota anche il vicepremier Angelino Alfano, che come Letta scorre davanti al banco della presidenza, poi esce dall'emiciclo.

Immagino sia rimasto deluso ma le sue parole pubbliche sono state senz'altro corrette e collaborative". Così il premier Enrico Letta risponde ai cronisti che, dopo aver votato la fiducia, gli chiedono come giudicasse la reazione di Berlusconi alla sentenza della Consulta.

Quella di oggi sul dl emergenze è, di fatto, la prima fiducia per il governo Letta dopo quella chiesta dal presidente del Consiglio alle Camere subito dopo aver ricevuto l'incarico dal Quirinale e formato il governo. In quel caso alla Camera i sì furono 453 (i no 153 e 17 gli astenuti) ma i presenti erano 623, quasi tutti i deputati. Questa volta i sì sono stati 383 e 154 i no ma con 537 presenti, quasi 100 deputati in meno del totale. Assenze, per la verità, grossomodo, distribuite tra tutti i gruppi parlamentari. Il partito della maggioranza più assente risulta, tabulati di voto alla mano, il Pdl con il 20,62% dei parlamentari che non hanno partecipato al voto (20 su 97), seguito da Scelta Civica con il 19,15% (9 su 47). Pd tutto sommato a ranghi serrati con l'8,87% di assenti (26 su 293). Presente in massa il Movimento Cinque stelle (6 assenti su 107) con il 5,6% di non partecipanti al voto; la stessa percentuale di Sel (5,56%) con 2 assenti su 36. Per la Lega erano assenti 3 deputati su 20, 5 assenti in Fratelli d'Italia su un totale di 9 componenti e 2 deputati assenti del gruppo Misto su 20 componenti. I deputati in missione erano 19 (tra gli altri la ex capogruppo dei grillini, Roberta Lombardi, i ministri Beatrice Lorenzin, Gianpiero D'Alia e Nunzia De Girolamo e il segretario del Pd Guglielmo Epifani ieri in Sicilia per la campagna elettorale per i ballottaggi). Delega per il riassetto normativo e la semplificazione amministrativa, in materia di beni culturali, per istruzione e ricerca e per la codificazione in materia ambientale. Sono i titoli delle quattro deleghe al governo previste dalla bozza del Ddl Semplificazioni domani in Cdm.

In particolare per il riassetto normativo e la semplificazione amministrativa il Governo è delegato ad adottare, entro ventiquattro mesi dall'entrata in vigore della legge, uno o più decreti legislativi recanti l'abrogazione espressa di disposizioni legislative statali oggetto di abrogazione tacita o implicita ovvero che abbiano esaurito la loro funzione o siano prive di contenuto normativo o siano comunque obsolete. E questo "al fine di ridurre gli oneri amministrativi a carico di cittadini e imprese, incluse quelle agricole" procedendo nella semplificazione "per settori omogenei, dei procedimenti amministrativi che prevedono adempimenti a carico di cittadini e imprese". Tutto questo "nel rispetto dei seguenti principi e criteri direttivi: semplificazione e razionalizzazione delle procedure amministrative, anche mediante l'individuazione di nuovi e più efficaci strumenti di coordinamento e di valutazione della pluralità degli interessi coinvolti; previsione di forme di coordinamento, anche telematico, attivazione ed implementazione delle banche dati pubbliche; semplificazione, razionalizzazione, snellimento e riduzione degli oneri regolatori a carico di cittadini e imprese; proporzionalità degli adempimenti alle effettive esigenza di tutela degli interessi pubblici; d)riduzione dei termini di conclusione dei procedimenti amministrativi; razionalizzazione, semplificazione, coordinamento e programmazione dei controlli da parte delle amministrazioni in modo da assicurare la tutela dell'interesse pubblico evitando duplicazioni e sovrapposizioni e da recare il minore intralcio al normale esercizio delle attività dell'impresa, definendo la frequenza e tenendo conto dell'esito delle verifiche e delle ispezioni già effettuate; disciplina organica degli illeciti, e relative sanzioni disciplinari, correlati al superamento dei termini di definizione dei procedimenti amministrativi.

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