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Giovedì, 26 Novembre 2020

Architetti, a Catania tappa propedeutica verso il Congresso Nazionale

«Oggi più che mai è importante innescare nel nostro territorio processi virtuosi volti a valorizzare gli ambiti urbani attraverso progetti di architettura che sappiano ridisegnare porzioni di città. I tempi sono ormai maturi, ed è ora di proporre un nuovo paradigma dove il concetto stesso di architettura possa diventare sinonimo di bene comune culturale, sociale ed economico». Con queste parole il presidente dell’Ordine etneo degli Architetti Alessandro Amaro ha aperto ieri pomeriggio (21 marzo) al Centro Zo, il convegno ''Città e Territori: Una visione di Architettura che non c'è?", co-organizzato con IN/ARCH Sicilia e patrocinato dalle Consulte regionali di Architetti e Ingegneri, dall’Ordine degli Ingegneri di Catania e da Ance. Un’occasione di confronto avvenuto alla presenza della vicepresidente nazionale degli Architetti Lilia Cannarella, che ha rappresentato la tappa propedeutica all’VIII Congresso Nazionale della categoria - a Roma dal 5 al 7 luglio – e a quello di IN/ARCH “BIGGER IS BETTER?” (Roma 11 aprile) che ha offerto un significativo contributo per accelerare il dibattito sul futuro del capoluogo etneo. «In un momento in cui nessuno vuol più parlare di architettura – ha affermato il segretario del Consiglio Nazionale IN/ARCH Franco Porto – il nostro istituto deve con forza e determinazione, presentare convinte tesi sul futuro delle città da sottoporre agli altri soggetti che stanno lavorando sugli stessi temi». Filo conduttore dell’incontro, la consapevolezza sinergica di portare avanti proposte e visioni che sappiano mettere a disposizione del sistema e del territorio, progetti capaci di rispondere all’esigenza dei cittadini di poter vivere in luoghi più sicuri e di qualità.

«Che questi momenti ci diano le giuste indicazioni per avere una città completa sotto ogni punto di vista – ha affermato la presidente della Fondazione degli Architetti Veronica Leone – un luogo parlato, disegnato attraverso le nostre professionalità, e soprattutto vissuto». Dello stesso avviso il presidente etneo degli Ingegneri Giuseppe Platania, da sempre in prima linea con il presidente Amaro per la pianificazione strategica del territorio: «È importante conoscere e ascoltare i bisogni e le criticità della nostra collettività – ha detto Platania - tenendo conto dell’alto livello di rischio sismico. I nostri interventi devono puntare alla riqualificazione della città consolidata, alle periferie e al consumo di suolo zero». Gli ha fatto eco il direttore di Ance Catania Giovanni Fragola che ha sottolineato come ai numeri sempre più crescenti di concorsi di idee e bandi, si affianchino ingenti risorse e fondi europei volti alla rigenerazione urbanistica: «Occorre che tutti gli attori protagonisti della filiera – ha commentato Fragola - possano quindi comprendere realmente i vantaggi, sia economici che umani, del miglioramento del sistema complesso della città». La visione dell’architettura è stata poi messa in relazione con il tempo “storico”, inteso come sequenza di eventi dimostrabili e proposte concrete per nuove riflessioni sulla città, tema del prossimo Congresso Nazionale. Una fotografia del presente è stata quella data dal progetto “Compagni e Angeli” a cura dell'artista Alfredo Pirri, sviluppato nelle città di Turi (Puglia) e Tirana (Albania). E tra passato e presente, focus anche sul quartiere di Librino, realizzato negli anni settanta dall'architetto giapponese Kenzo Tange, e oggi protagonista dei progetti di riqualificazione estetica della Fondazione Fiumara d'Arte del mecenate Antonio Presti, intervenuto durante l’incontro: «È nostro compito parlare alle future generazioni di rinascita spirituale e di educazione all’arte e alla bellezza».        
Uno sguardo sul futuro della città di Catania è stato offerto da Marco Dell’Agli, capo progetto del master plan di Corso Martiri della Libertà a cura dello studio MCA Mario Cucinella Architects. Hanno portato i saluti, il presidente della Consulta regionale Ordini Architetti di Sicilia Pino Falzea e il presidente Consulta regionale Ordini Ingegneri di Sicilia Giuseppe Margiotta.

Nel corso della tavola rotonda sono intervenuti: il presidente dell’OAPPC Palermo Franco Miceli, il presidente della Scuola Politecnica Università degli studi di Palermo Maurizio Carta, la professoressa dell’Università di Palermo Iolanda Lima, il consigliere IN/ARCH Sicilia Giovanni Fiamingo, il professore Carlo Colloca dell’Università degli Studi di Catania, il professore Rosario Pavia dell’Università degli studi di Pescara, la professoressa Francesca Moraci dell’Università degli studi Mediterranea di Reggio Calabria, l’architetto Luca Zevi dell’Istituto Nazionale di Architettura IN/ARCH e il consigliere IN/ARCH Sicilia Mariagrazia Leonardi.

 

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