Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

Create an account

Fields marked with an asterisk (*) are required.
Name *
Username *
Password *
Verify password *
Email *
Verify email *
Captcha *
Reload Captcha
Venerdì, 19 Luglio 2019

Dal “Vigneto Calabria” nascono opportunità di lavoro per 13mila persone impegnate direttamente in campi, cantine e nella distribuzione commerciale, ma anche in attività connesse e di servizio, per un fatturato che è salito nel 2018 alla quota 100milioni circa, grazie alla crescita in valore di export (+3%) e consumi di qualità che il vino calabrese ormai assicura. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti Calabria in occasione del Vinitaly di Verona, la kermesse vitivinicola internazionale, dove sarà festa grande anche per il vigneto calabrese  che garantisce  proprietà uniche ed irripetibili ai territori.  L’esercito del vino – rileva Coldiretti – spazia dai viticoltori agli addetti nelle cantine e nella distribuzione commerciale, ma anche in attività nell’indotto che si sono estese negli ambiti più diversi: dall’industria vetraria a quella dei tappi, dai trasporti alle assicurazioni, da quella degli accessori, come cavatappi e gadget vari, dai vivai agli imballaggi, dalla ricerca e formazione alla divulgazione, dall’enoturismo alla cosmetica e al mercato del benessere, dall’editoria alla pubblicità, dai programmi software fino alle bioenergie ottenute dai residui di potatura e dai sottoprodotti della vinificazione (fecce, vinacce e raspi). Secondo uno studio della Coldiretti appunto, la raccolta di un grappolo alimenta opportunità di lavoro in ben 20 settori. Un “circuito” che è sostenuto anche dai record fatti registrare – sottolinea la Coldiretti – dall’export, salito nel 2018 a quota 30 milioni di euro, e dai consumi interni in fase di ascesa poiché sempre più ristoratori e cittadini consumatori prediligono far bere e bere vino calabrese. Sul fronte delle esportazioni, nel 2018 rispetto all’anno precedente – spiega Coldiretti – le vendite hanno avuto un incremento in valore negli Usa in Germania e Regno Unito. La produzione calabrese nel 2018 è stata pari a circa 145mila ettolitri. Dal punto di vista qualitativo è per oltre il 42% dedicata a vini DOC e IGT con ben 21 denominazioni.   “Il vino calabrese afferma  il presidente della Coldiretti Calabria Franco Aceto è “il comparto che è cresciuto scommettendo sulla sua identità, con una decisa svolta verso la qualità e rappresenta un modello di riferimento per la crescita dell’intero agroalimentare regionale. E’ – continua -  uno dei più importanti e dinamici dell’economia calabrese che ci sta facendo crescere costantemente nella reputazione nazionale ed internazionale con un consolidamento di prestigio delle case vinicole che ampliano l’offerta con nuove etichette, sperimentazione continua e innovazione.  Un comparto  - aggiunge - che vede protagonisti i giovani che non hanno paura di competere e che sono attratti positivamente dal fascino che esercita e che ha tra i punti di forza identità, paesaggio ed è veicolo formidabile per il turismo. Sicuramente – conclude – un ottimo esempio di una agricoltura che vince e si afferma sui mercati e che ha nelle corde spazi ulteriori di progresso”.

Il vino Calabrese  in pillole annata 2018

Addetti                       13 mila

Superficie vitata        11.600 ettari      

Superficie Bio             4400 ettari

Fatturato                    100 milioni (+3,5%)

Esportazioni               30 milioni (+3%)

Produzione                145 mila ettolitri

Denominazioni di origine                      21

Qualità                       42% della produzione per vino, Doc e e Igt

Fonte: Elaborazioni Coldiretti

 

Guarda queste frasi e dimmi se ti sono familiari:

  • Guadagna in modo sicuro il 200% di quello che investi
  • Diventa ricco in modo sicuro
  • Investi 100€ e moltiplicali per 10

Bene, queste sono le tipiche frasi che chi vuole guadagnare sulle spalle degli investitori dice. Internet è tappezzato di questo genere di annunci e sempre più persone ci cascano ed investono soldi tramite servizi che si approfittano di loro. Questo non accade perché i servizi siano particolarmente disonesti, ma perché ci si lascia abbindolare da pubblicità ingannevoli che spingono persone comuni ad investire soldi che non rivedranno più.

Alla base di questo fenomeno c’è la mancanza di istruzione. Sempre di più sono gli operatori che lavorano sul mercato Forex senza avere idea di ciò che sta accadendo e che quindi perdono i loro soldi. In questo articolo avrai un’infarinatura del trading Forex e capirai l’importanza di un’istruzione in questo campo redditizio ma estremamente pericoloso.

    1. Guida Forex trading: Vantaggi dell’istruzione
    2. Prima di scaricare la tua prima piattaforma di trading assicurati di aver capito come funziona il mercato Forex ed in che modo puoi guadagnare o perdere i tuoi soldi.
    3. Avere una base solida prima di partire porterà enormi vantaggi:

Guadagni migliori

Nemmeno a dirlo, è possibile fare soldi senza sapere nulla di Forex, ma si parla dell’ 1% di chi ci prova. I veri soldi li fa chi studia davvero, sbaglia e ci riprova.

Solo con le giuste basi e con un pizzico di esperienza è possibile ricavare il meglio dall’esperienza di trading Forex.

Un consiglio che spesso mi sento di dare è quello di utilizzare un sistema di emulazione di investimenti sul mercato Forex, ne esistono moltissimi gratuiti e possono essere utili per farsi un’idea di come funziona il tutto. Solo dopo aver passato qualche mese con questo genere di simulazione e dopo aver imparato tutti gli strumenti in mando ai trader, si può provare ad investire con i propri risparmi.

Risorse illimitate

Siamo nel XI secolo, internet è una fonte illimitata e gratuita di informazione, perché rischiare i propri soldi quando è così facile informarsi, seguire video corsi, lezioni e dritte dai professionisti? Sfrutta le risorse che hai a disposizione ed impara a fare trading, non lasciarti abbindolare!

Diminuirai il rischio di fare errori da principiante

Pensaci, preferiresti passare qualche ora sui libri o perdere centinaia di euro per qualche stupido errore che avresti potuto evitare tranquillamente? Chi fa soldi sugli investitori disinformati, lo fa perché si è svogliati e non si vuole imparare. Ma l’unico modo per non fallire (e in tutta onestà, per limitare le perdite nei primissimi tempi), è studiare e fare pratica.

Potrai tracciare un piano di guadagno

Proprio come in una attività, avrai bisogno di stilare un piano per l’evoluzione futura dei tuoi guadagni. Dovrai stimare perdite e guadagni, e dovrai farlo in modo realistico ed efficace!
Bhe, inutile dirti che non si può fare senza conoscere il mercato Forex e, ancora peggio senza aver mai visto gli strumenti che si andranno ad utilizzare!

È facile trovare supporto tecnico

Quando inizi a fare trading avrai bisogno di un mentore. Se hai la fortuna di avere amici o parenti nel campo potranno essere loro ad aiutarti, ma se questo non è il caso, assicurati di appoggiarti ad un mentore che moltissime delle piattaforme di trading Forex ti offrono.
Perché rischiare quando si può chiedere aiuto ad un professionista?

Bene, questa è solo una piccola introduzione a quelli che sono i vantaggi di un’istruzione nel mercato Forex. È importante non lasciarsi truffare da servizi che offrono guadagni immediati ed assicurati!

 

Seguire gli indicatori trading non basta a determinare il successo dei propri investimenti o a ridurre le perdite. Per raggiungere questi traguardi, è necessario uniformare il proprio comportamento ad alcune semplici regole di prudenza che ottimizzeranno la gestione del proprio capitale, rendendo profittevole la propria esperienza di trading online.

Soprattutto il trader principiante, al di là della sua conoscenza degli indicatori trading, commette errori che pregiudicano la sua esperienza di investimento, perché sottovaluta aspetti fondamentali che riguardano la gestione del suo capitale.

Questa strategia poco pianificata, determina, in caso di perdite, una brusca interruzione della propria esperienza di trading e l’impossibilità di poter realizzare una seria strategia di investimento, supportata da segnali trading.

In questo articolo scoprirai 10 suggerimenti per ottimizzare la gestione del tuo capitale, ridurre le perdite e massimizzare i profitti per poter così dare valore alle tue strategie di forex basate sui migliori indicatori trading.

1 - Quantifica il tuo capitale di rischio

Quando investi devi sempre calcolare quale sia la tua percentuale di rischio. Ovvero qual è la percentuale di rischio che sei disposto a mettere in gioco per realizzare dei.profitti. Il suggerimento è di limitare le perdite del tuo investimento al massimo al 2%  del capitale investito.

2 - Non investire somme superiori a quelle che sei disposto a perdere

L’errore che molti trader inesperti commettono, è quello di investire capitali che possono impattare nella loro gestione ordinaria. Convinti di poter basare tutto sugli indicatori trading, finiscono per operare senza tener conto delle conseguenze delle loro perdite sulla loro situazione finanziaria.

3 – Fissa un limite alle perdite

Non investire mai senza fissare uno stop loss. Fare affidamento sui segnali trading non basta per mettersi al riparo da eventuali perdite. Occorre sempre porre uno stop loss capace di chiudere le proprie posizioni limitando le perdite. Lo stop loss andrà fissato, tenendo conto di elementi di analisi tecnica ovvero di una conoscenza degli eventi che nell’arco temporale di investimento scelto, potranno determinare dei cambiamenti nelle quotazioni.

4 – Il tuo obiettivo non è vincere ma evitare di perdere

Capita più spesso di quanto dovrebbe, che i trader si ‘innamorino’ delle loro previsioni di investimento e decidano di mantenere aperte le loro posizioni anche quando la realtà va in una direzione opposta. Questo approccio non solo è sbagliato, ma può rivelarsi fatale per il proprio capitale. Leggere correttamente gli indicatori trading, potrebbe essere un modo per seguire strategie di più razionali.

5 – Investi solo in strumenti finanziari che conosci davvero

Il trading online mette in contatto con una serie molto ampia di strumenti finanziari, e l’errore che spesso si commette è quello di investire su beni e valori di cui non si conoscono le dinamiche di prezzo. Certo, il supporto degli indicatori trading può aiutare, ma a volte, l’alta volatilità che caratterizza determinati beni, può vanificare anche le strategie tecnicamente più solide.

6- Non essere avido

Soprattutto all’inizio, quando si matura l’illusione di poter realizzare guadagni fantasmagorici, si tende a non chiudere posizioni anche quando stanno realizzando dei profitti. In questi casi, il suggerimento, è quello di fissare un take profit su valori in linea con obiettivi di guadagno prefissati, che rientrino in un’analisi pianificata.

7 – Non investire con la pancia ma con la testa

Quando si fa trading, è meglio lasciare istinto ed emozioni lontane dalla propria postazione di trading e seguire in maniera razionale i principali indicatori trading. Non bisogna mai dimenticare che in gioco non c’è una sfida fra te e il mercato, ma il tuo denaro.

8 – Devi saper accettare di perdere

La perdita, quando si fa trading online, rientra fra le possibilità che accompagnano il rischio di ogni attività di investimento. Quando si verificano delle perdite, pur avendo seguito dei indicatori trading, non devi scoraggiarti o abbandonare la tua attività di investitore. Devi piuttosto imparare a farle rientrare in una strategia nella quale alla fine, i profitti realizzati, dovranno aver superato le eventuali perdite.

9 – Mai inseguire le proprie perdite

Il trading online non è un gioco d’azzardo. Modificare la propria strategia di rischio, per ripianare le perdite, è il miglior modo per erodere ulteriormente il proprio capitale.

10 – Non esagerare con la leva

Quando si inizia ad investire, nella maggior parte dei casi, non si dispone di ingenti capitali. Scatta quindi la tentazione di utilizzare leve finanziarie che accrescano la propria capacità di acquisto sui mercati. Occorre però tenere sempre presente, che un aumento determinato dall’utilizzo delle leve, si accompagna ad una crescita esponenziale non solo delle possibilità di guadagno, ma anche delle perdite nonostante si sia scelto di seguire indicatori trading.

 

A nostro modesto avviso, le imprese artigiane possono essere, un trampolino di lancio, dello sviluppo del Mezzogiorno. Vediamo come. In primis, è necessaria, la messa a punto, di politiche per le imprese artigiane, a tutti i livelli, della governance territoriale, in grado di fare tesoro delle letture e delle analisi che arrivano dai Centri studi delle associazioni, assumendole con più determinazione e disponibilità. A ciò, dovrà seguire questo obiettivo: saper tradurre in strategie ed azioni concrete le indicazioni sulle priorità per lo sviluppo che le imprese artigianali suggeriscono. A questo punto, riportiamo quanto l’economista Giulio Sapelli ha voluto mettere in evidenza: ”La forza dell’impresa artigiana fiorisce dall’inventiva e dalla creatività della persona e della famiglia; unitamente a tutti coloro che, con il loro lavoro, danno vita a questa specialissima forma d’impresa, resistendo alla crisi globale e inserendosi nei sentieri di crescita, che l’impresa artigianale, nei fatti, sa sempre trovare”.  In conclusione, noi diciamo che se da un lato, il Mezzogiorno sa sfruttare le bellezze naturali e culturali del territorio, dall’altro lato, deve saper coniugare questa capacità, sicuramente importante, con le piccole imprese manifatturiere e artigianali, sapendo eccellere.

 

Noi pensiamo che, a seguito della mancanza di una cultura della programmazione, nel Sud, ci sarà un freno dello sviluppo. Vediamo perché. Avere una cultura della programmazione significa puntare su questi grandi obiettivi: 1) ridurre il gap infrastrutturale che separa il Mezzogiorno dal resto del Paese Italia; 2) sostenere nel Sud l’ampliamento e la crescita del sistema delle imprese, collegandolo alla nuova occupazione giovanile; 3) collegare il patrimonio culturale, in un’offerta turistica meridionale. Ma c’è di più. A seguito di una mancata programmazione, nel Sud c’è, anche, una bassa produttività aziendale che incide sul freno del suo sviluppo. In tal senso Confindustria ha lanciato un allarme: ”Mai come ora occorre aumentare la produttività delle nostre aziende per aumentare la loro competitività, soprattutto, nella parte più debole del Paese”Cfr.”Il  Messaggero” del 28 febbraio 2019). Ancora, occorre un sostegno della politica, che non stravolga la governance delle imprese, appesantendola con organismi di controllo, ma che ugualmente coinvolga, al massimo, i dipendenti nel miglioramento della performance delle stesse imprese. In conclusione, diciamo che in questo senso, è necessario che le istituzioni locali del Mezzogiorno, si adoperino ad incentivare esplicitamente, le imprese per una contrattazione di carattere territoriale, dotandosi, le stesse, di premi di risultato, seguiti da una loro parziale detassazione.

  1. Più visti
  2. Rilevanti
  3. Commenti

Per favorire una maggiore navigabilità del sito si fa uso di cookie, anche di terze parti. Scrollando, cliccando e navigando il sito si accettano tali cookie. LEGGI