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Venerdì, 21 Febbraio 2020

La scrittrice Carla Magnani è nata in Toscana, a Piombino, ma da diversi anni vive in Lombardia con la famiglia. Ha svolto l'attività di docente di materie letterarie presso istituti della provincia di Milano e Brescia.
In passato ha ricevuto premi di poesia ed ha collaborato con una testata giornalistica milanese.
Nel 2015 ha dato alle stampe il suo primo romanzo dal titolo "Acuto" e suoi racconti sono presenti in antologie.
La sua ultima pubblicazione è il romanzo "L'ombra del vero".

Dopo il successo della sua opera prima "Acuto" (Gilgamesh Edizioni) del 2015, recentemente ha pubblicato il suo nuovo romanzo "L'ombra del vero" (Le Mezzelane Casa Editrice). Una storia dai risvolti psicologici dei quali vorrei mi parlasse...

Nel gennaio scorso è uscito il mio secondo romanzo che dell’altro riprende il tema della paura, qui esasperato fino al parossismo. Infatti, se in “Acuto” la paura era indirizzata verso le scelte da compiere, in questo è la vita stessa a terrorizzare Anastasia, la protagonista. Ho voluto insistere su tale aspetto perché nessuno ne è immune; chi infatti, dal bambino all’adulto, non l’ha provata, sebbene vissuta con diversa intensità e rivolta a varie componenti dell’esistenza? Ciò dovrebbe permettere a ogni lettore di misurarsi con qualcosa di conosciuto e di approfondirne gli aspetti.

Come è riuscita ad entrare nei pensieri della protagonista, in coma per un tentativo di suicidio non riuscito?

Il romanzo è scritto in prima persona, infatti, è la protagonista che parla di sé e di coloro che fanno parte della sua vita. È un parlare muto il suo, attraverso flussi di coscienza e dialoghi interiori,  essendo lei impossibilitata, poiché lo stato in cui si trova non glielo consente. L’ho immaginata come se fosse di fronte a una moviola, dove tutto scorre lentamente, dove il tempo, fino ad allora avaro, le concede il beneficio di guardarsi nel profondo, di scoprire in sé e negli altri aspetti ignorati. Anche qui non esiste una sola realtà perché dobbiamo misurarci con l’apparenza, se vogliamo scomodare Pirandello. La stesura del romanzo la posso considerare un tentativo di mettermi alla prova con un tema non certo facile da affrontare e che richiede una scrittura dove i dialoghi tra i personaggi sono ridotti al minimo, ma amo le sfide con me stessa e quindi…

La donna ha una famiglia, un tenore di vita agiato. Ma, nonostante tutto, sente di aver perduto la sua battaglia con una vita solo apparentemente normale. Una latente sofferenza interiore, ma forse anche la paura di affrontare le caducità dell'esistenza spinge Anastasia al gesto estremo?

Il male di vivere, quello che non ti consente di prendere confidenza con la vita, tema già ampiamente trattato in letteratura, è lo stesso con cui deve fare i conti la protagonista. Non è appannaggio esclusivo degli individui ai margini della società, la cui condizione e miseria umana sono ben riconoscibili, ma è facilmente riscontrabile in chi dalla vita ha tutto da perdere. Non si teme quello che ci manca, ma il venir meno di ciò che ci appartiene. In quanto al suicidio, la psicoanalisi lo riconduce “non a un atto di rifiuto della vita, ma a una forma di vita che non ci rappresenta e, quindi, paradossalmente un atto d’amore per quella cui aspiriamo”.

Circa la sopracitata riflessione psicoanalitica potremmo aprire un ampio dibattito e lo faremo quando avrò il piacere di incontrarla di nuovo. Ma torno ad Anastasia ed alla convinzione comune, peraltro errata, della sua incapacitá di sentire. Ciò crea nella stanza d'ospedale una sorta di messa in scena di un certo spessore drammaturgico. Esiste un fil rouge che lega i vari personaggi?

Tutti coloro che si alternano al suo capezzale: parenti, amici, personale sanitario, sono legati dal desiderio-necessità di confessarsi. Credere di non essere sentiti facilita il raccontarsi ogni oltre pudore, lo spogliarsi sino a mettere a nudo la parte più oscura di ciascuno, il fare emergere il non detto neppure a loro stessi. La stanza del reparto di rianimazione diviene, quindi, un teatro della verità.

Questa situazione evoca la teatralità pirandelliana, che lei ha poco fa opportunamente chiamato in causa; molto interessante! A questo punto preferirei omettere la conclusione del romanzo, per non privare i nostri lettori della curiosità di leggerlo. Quindi, se crede, vorrebbe far cenno sui suoi progetti futuri?

Continuerò a scrivere, almeno fino a quando mi sarà possibile. Per me la scrittura, come del resto la lettura, sono terapeutiche. È’ attraverso loro che viviamo altre vite, riconoscendoci in quelle degli altri e trovo ciò meraviglioso. Nel prossimo futuro mi dedicherò alla revisione del mio terzo romanzo e continuerò a presentare “L’ombra del vero” perché è un vero piacere confrontarmi con il pubblico e dare ascolto ai lettori.

A Castellammare di Stabia (Napoli) lo scorso 17 maggio 2019 si è conclusa con immenso successo e partecipazione la VI edizione del Concorso Internazionale di Poesia “Premio Madonna dell’Arco”.
Un appuntamento con la cultura organizzato e promosso dall'Associazione culturale Madonna dell'Arco, il cui presidente è Enrico Del Gaudio.
La visibilità nazionale ed internazionale dell'evento è sempre crescente in considerazione  dell'elevato livello di partecipazione di autori di poesia e narrativa. 
Le Giurie sono state messe a durissima prova durante la valutazione delle opere pervenute, per giungere, infine, all'elaborazione delle classifiche per ognuna delle sezioni in concorso.
Lusinghiera risposta dalla Sezione Speciale Ragazzi, ripartita in Primarie e Secondaria a seconda della scuola di appartenenza, con circa 300 componimenti provenienti da 15 istituti scolastici, distribuiti in verticale fra Lombardia e Puglia.
Per quanto riguarda le scuole Primarie, terzo posto a pari merito per Daisy Caccavale (Ricordi di una sera d’estate, I.C. Attilio Caiatino, Caiazzo) e Anna Palomba (Tutti contro uno, I.C. II Circolo Pompei), preceduti da Giuseppe Cascone (Basta al bullismo, I.C. Denza, Castellammare di Stabia) e Ludovica Buonocore (Sono un bambino speciale, I.C. Sorrento) che ha colpito particolarmente i giurati per la profondità dei suoi versi dedicati al delicatissimo tema dell’autismo.
Liriche intense e ricche di significato anche dagli studenti dalla scuole Secondarie;  il terzo gradino del podio è andato ad Iris Picone (Violino, I.C. Buonocore-Fienga, Meta) e Lavinia Cavezza (Sognava, I.C. Guadagni, Cimitile), mentre il secondo posto è toccato a Matilde Bagnati (1945, I.C. Rodari, Pozzuoli); il vincitore assoluto è stato  Federico Esposito (I.C. Manzoni, Sirignano) autore dell'opera dal titolo Solo un bambino, incentrata sull'attuale e dilagante fenomeno del bullismo all’interno del tessuto sociale.
Esordio assoluto per la narrativa: 42 scrittori per 45 racconti brevi. Terzo post ex-aequo per Pasquale Lavorgna (La zoccola coi tacchi a spillo), Luca Veneziano (Quando a Sarajevo nevica) e Anna Maria Deodato (Quel rossetto rosso sulla bocca). Marilia Ciconte (Poi il buio) si è aggiudicata il Primo Premio, battendo sul fil di lana Gino Abbro (E cantava).
Nel corso della cerimonia premiativa le esibizioni di alcuni artisti hanno conferito ulteriore suspense al premio, con l'infaticabile e poliedrico presidente Enrico Del Gaudio e la segretaria Anna Maria Gargiulo che hanno presentato al numeroso pubblico intervenuto i lavori più interessanti scritti in vernacolo.
I risultati per la poesia in vernacolo: sesto posto ex-aequo per Alfonso Gargano (‘A prumessa) ed Angelo Canino (Nu tizzune pe cumpagnia), mentre conquistano il quinto posto Giuseppe Gambini (Nu fazzuletto ‘e sposa), Salvatore Vergara (Accussì Napule), Angelo Abbate (‘I ‘nnucenti d’Aleppo) e Gennaro Grieco (‘O Ciardino). Si fermano a un passo dalla medaglia di bronzo Massimo De Mellis (L’ammore e Napule) e Cetti Perrone (Supra na panchina). Terzo posto per Rocco Criseo (I cummari), secondo classificato  Giuseppe Escalona (‘A vera ‘nnammurata), mentre il vincitore di questa sezione è stato Stefano Baldinu con la poesia En l’immensitat de un respiro.
La fama del "Premio Madonna dell'Arco" è avvalorata anche dagli innumerevoli elaborati provenienti da ogni angolo del mondo, ai quali è dedicato il Premio Estero per la diffusione della cultura.
A tal riferimento, sono saliti sul palco per ricevere l’ambito riconoscimento Marco Perna (Lichene, Francia), Serphil Devrim (Il poeta morto, Turchia), Nino Amato (Madre, Argentina), Salvatore D’Aprano (Poesia per la pace, Canada) e Joseph Gorgone (La nostra meta, Stati Uniti).
Emozione alle stelle per il momento più atteso della serata: l’annuncio con contestuale lettura dei versi maggiormente meritevoli. Quinto posto per Emilio De Roma (Non solo Auschwitz), mentre appena un gradino prima si afferma Luigi Antonio Pilo (L’eterno canto del cuore). Una mera questione di centesimi ha invece deciso le prime tre posizioni: bronzo per Rita Muscardin (La risposta che non so dare), argento per Fausto Marseglia (Dissolvenze), mentre il primo premio finisce in Calabria e precisamente a Palmi e  se lo aggiudica Anna Maria Deodato con Il profumo delle zagare in fiore.
Al termine della premiazione si è svolto un incontro conviviale fra tutti i partecipanti e gli organizzatori e responsabili dell'importante manifestazione, che celebra Castellammare capitale della cultura, grazie al coinvolgimento del pubblico, attento dalla prima  all’ultima esibizione ed attratto dalla forza pervasiva delle recitazioni che hanno regalato ai presenti momenti indimenticabili, proiettandoli per qualche ora in un’altra realtà.
L'appuntamento alla prossima edizione del "Premio Madonna dell'Arco".

Grande successo per la VII edizione del Cipressino d’Oro; la vincitrice della rassegna culturale,   promossa dal Club Kiwanis di Follonica, è stata Assunta Spedicato di Corato (Bari) con la poesia “… E la luce farà strada”.
Il concorso kiwaniano, organizzato dal responsabile del Premio Loriano Lotti, ha raggiunto traguardi  inaspettati: le poesie pervenute sul tema dell’integrazione, vista con gli occhi dei ragazzi, sono state centinaia, con partecipanti da tutta Italia e anche dall’estero.
Anche quest'anno Madrina d’Onore della serata è stata la giornalista, scrittrice ed operatrice culturale Daniela Cecchini di Roma, che fa parte della Giuria di qualità insieme all'editore e poeta Gordiano Lupi e allo scrittore Patrice Avella.
Terminato da parte dei giurati l'accurato lavoro di valutazione delle singole opere, sabato 11 maggio 2019 presso la Sala Tirreno il Kiwanis Club ha premiato tutti i vincitori con opere realizzate dall’artista Gian Paolo Bonesini, che ogni anno collabora al Premio di Poesia “Cipressino d’Oro” donando sue creazioni.
Primo posto, quindi, alla poetessa pugliese, mentre il secondo posto è andato a Giovanni Bottaro di Pisa con “Rinnovati costruendo orizzonti”. Medaglia di bronzo a Rosanna Giovinazzo di Cinquefrondi (Reggio Calabria) con la poesia “Bechy Moses”. Al quarto posto Lucia Zappalà di Istrana (Treviso) con “L’incanto di pace”, quinta Tiziana Monari di Prato con “Nel cerchio delle rose”; sesto posto a Maria Gabriella Conti di Cesena con “Vorrei, come rondini a primavera”; settimo Davide Rocco Colacrai di Terranova Bracciolini
(Arezzo) con “Fragile come pan di zenzero, forte come il vento – dedicata ad Antoun (mio compagno di banco)”. Ottava classificata è Rosanna Spina di Venturina (Livorno) con “Due lingue per un’unica canzone”, nono Francesco Russo di Napoli con “Uomini e fratelli”; decima Cristina Biolcati di Ponte San Niccolò (Padova) con “Dimmi soldato”. Di seguito Simone Censi di Corridonia (Macerata), Cristina Gorelli di Follonica, Giancarlo Napoletano di Collegno (Torino), Matteo Marangoni di Macerata, Maristella Malossi di Gavorrano, Sergio Santoro di Lecce, Paolo Falcioni di Venturina, Lorenzo Spurio di Jesi (Ancona), Stefano Giuseppe Scarcella di Mellissano (Lecce), Ginevra Puccetti di Porcari (Lucca), Emanuele Cilenti di Spadafora (Messina), Diego Arrigoni di Brescia, Maria Vittoria Asti di Udine, Angela Baturan di Podgorica (Montenegro), Margherita Celestino di Frascineto (Cosenza), Giuseppe Stillo di Santa Andrea Jonio (Catanzaro), Angelo Barreca di Corciano (Perugia), Mara Righetti di Follonica, Maurizio Di Cicco di Firenze, Emilio Ferro di Follonica, Mario Dainese di Piedimonte Matese (Caserta). È stata, inoltre, premiata Laura Lupi, di 13 anni di Piombino, per la Sezione Giovani, con la poesia “Viaggio per una vita migliore”.
Durante la manifestazione è stata apprezzata la performance dedicata all'integrazione, alla legalità e all'amore dell'attore napoletano Angelo Iannelli, detto "l'ambasciatore del sorriso", che nelle vesti di Pulcinella è stato accolto con partecipazione dal numeroso pubblico presente.
Nel corso dell'evento è stato consegnato  un “Premio all’Eccellenza” al professore albanese Arjan Kallço per il costante impegno letterario profuso nell’ambito sociale e umanitario in un'ottica di integrazione e un “Diploma di merito” alla scrittrice Letizia Leonardi per l’impegno letterario rivolto al genocidio armeno.
Consegnato, inoltre, un  "Premio Speciale al miglior Vernacolo" al poeta Enrico del Gaudio di Castellammare di Stabia per la poesia “Dimane” e a a Sergio Pieri per “Il primo giorno di scuola”; per la ricerca metrica è stata premiata Lucilla Lazzerini con “Filastrocca degli amici”.
Infine, è stato conferito un  Attestato di qualità nella Sezione Giovani a Desirè Romano.
La conduzione della manifestazione è stata curata da Irene Scrivini; il servizio fotografico è stato realizzato da Foto Apple di Massimo Batisti.

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