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Domenica, 29 Novembre 2020

La Csu è in rivolta, Merkel sempre più sola (2)

 

Nonostante l'ultima batosta elettorale alle regionali in Meclemburgo Angela Merkel continua dritta sulla propria strada. In un intervento al parlamento tedesco la cancelliera ha detto che l'accordo Ue-Turchia sui profughi deve diventare un "modello" da stipulare con paesi della sponda sud del Mediterraneo come Egitto e Tunisia. Poi ha rassicurato: "La situazione oggi è migliore di un anno fa. Ma naturalmente resta molto da fare".

Ma dopo la disfatta elettorale nel land orientale di Meclemburgo-Pomerania, dove il partito guidato dalla Merkel, la Cdu, si è piazzato al terzo posto, con il 19% dei voti, dietro agli euroscettici dell’Alternative für Deutschland, che hanno conquistato il 20,8% dei consensi, la cancelliera tedesca si trova a fare i conti non solo con l’avanzata della destra nazionalista ed euroscettica, ma pure con le minacce di “divorzio” che arrivano dagli alleati cristiano sociali.

Intanto contro coloro che li accusano di strumentalizzare le preoccupazioni dei cittadini,  la leader dell'ultradestra tedesca, Frauke Petry ha difeso la necessità di un partito di dare risposte agli attuali "grandi problemi", dai rifugiati alla crisi europea. Problemi a cui la Merkel non offre alcuna soluzione. Afd era fuori dal Bundestag nelle elezioni generali tenutesi nel 2013. La crisi dei rifugiati ha potenziato le prospettive elettorali del partito, che lo scorso marzo ha raggiunto importanti risultati in tre elezioni regionali. In Sassonia-Anhalt, nella parte orientale del paese, ha preso il 24,2% dei voti riuscendosi a imporsi come seconda forza dopo la Cdu. Nel Baden-Württemberg ha 15,1% e nella Renania-Palatinato, il 12,6%. Il prossimo test sarà tra due settimane, quando le elezioni si svolgeranno nella città-stato di Berlino.

Il premier della Baviera, Horst Seehofer, leader della Csu - la "sorella" bavarese della Cdu - ha chiamato Angela Merkel a rispondere dei suoi errori politici, all'indomani del disastro elettorale. In primis, della sua politica delle “porte aperte” ai migranti, criticata più volte, in questi mesi, dal leader dei cristiano sociali. La sconfitta registrata dalla Cdu, proprio nel collegio elettorale della cancelliera, ha rappresentato quindi, per Seehofer, una nuova occasione per sparare a zero sulla leader della Cdu, fino ad arrivare a minacciare una rottura all’interno dell’Unione, il gruppo politico formato dai cristiano deocratici e cristiano sociali al Bundestag.

In una intervista al quotidiano di Monaco,Suddeeutsche Zeitung, il leader bavarese ha detto che "la situazione per l'Unione è fortemente a rischio" proprio a causa dell’atteggiamento della Merkel, che, secondo Seehofer, è andata avanti sulla politica dell’accoglienza dei rifugiati, senza curarsi dei segnali di malcontento e ignorando le critiche arrivate più volte, in questi mesi, dalla Csu. Nessuno “voleva questa politica da parte di Berlino", ha detto Seehofer, secondo il quale il disastro elettorale in Meclemburgo-Pomerania, che rappresenta "la continuazione dei risultati elettorali disastrosi" ottenuti dalla Cdu negli ultimi appuntamenti elettorali, è direttamente collegato alla politica sui migranti della cancelliera.

Ma la Merkel ha chiesto unità contro il populismo di Alternativa per la Germania (AfD). In Meclemburgo, la "patria" politica della cancelliera, il partito di Frauke Petry ha superato la Cdu, facendo leva sul contrasto alla politica migratoria del governo. È una "sfida" per tutte le forze parlamentari, ha spiegato la Merkel, chiedendo di abbassare i toni ed evitare di cadere in una guerra di partito, inutile se si vuole riconquistare la fiducia dei cittadini. "Se ci aggrappiamo alla verità - ha aggiunto ostentando ottimismo - vinceremo. E recupereremo la cosa più importante, quello di cui abbiamo bisogno, la fiducia della gente".

Pero secondo il leader dei cristiano sociali, inoltre, la politica di accoglienza della Merkel, è solo la punta dell’iceberg di una serie di errori politici commessi dalla cancelliera, che potrebbero compromettere l’alleanza tra le due formazioni sorelle. "Abbiamo bisogno di un orientamento chiaro: fiscale, di sicurezza interna, sulle pensioni, sull'immigrazione, entro e non oltre settembre", ha, infatti, concluso Seehofer. Sebbene risulti improbabile, una rottura tra Csu e Cdu rappresenta uno scenario molto pericoloso per la Merkel, perché, qualora si avverasse, rischierebbe di far saltare la sua candidatura alle elezioni del 2017.

Nonostante gli attacchi interni al suo partito e l'appuntamento elettorale perso nella città-stato di Berlino , la cancelliera non sembra intenzionata, però, a fare mea culpa sul modo in cui il governo tedesco ha affrontato la crisi dei rifugiati e l'integrazione. “Le decisioni prese sono state giuste e dobbiamo continuare a lavorare su queste", ha detto, infatti, in proposito la cancelliera al G20 di Hangzhou, in Cina.

Alternative für Deutschland (Afd) ha registrato un successo senza precedenti. "Per la Merkel è un tonfo non solo a Berlino", ha esultato la leader dell'ultradestra tedesca, Frauke Petry, che ha ipotizzato di spedire tutti i profughi su un'isola. "A punire i partiti - ha spiegato - è stato il fatto che per troppo tempo non hanno ascoltato gli elettori".

Il piccolo partito, nato nel 2013 come forza euroscettica, ha avuto il risultato migliore nelle elezioni del Mecleburgo. Anche i socialdemocratici della Spd infatti, nonostante si siano confermati il primo partito con circa il 30% dei voti, hanno infatti perso cinque punti rispetto al 2011. "La ciliegina sulal torta - ha aggiunto Leif-Erik Holm, capo fila del partito regionale - è che abbiamo lasciato dietro la Merkel. Può essere l'inizio della fine". Da parte del parito della cancelliera non è rimasto che ammettere una sconfitta "amara". "È stata proprio la politica sull'immigrazione a provocare questo sentimento di insicurezza", ha commentato sempre dalla Cdu il candidato a Wismar Frieder Weinhold.

Per Alternative für Deutschland, guidata dall'ex presentatore radiofonico Leif-Erik Holm, nonostante il Meclemburgo-Pomerania sia il Land che ospita meno profughi (23mila migranti in tutto) si tratta in ogni caso di un successo perché ha strappato voti a tutti i partiti. I socialisti del Psd di Selle sono arretrati di 5,5 punti rispetto alle elezioni del 2011: fermi al 30,2% rispetto al 35,7% di 5 anni fa. Male anche i verdi passati dall'8,4% al 5%. I neonazisti dell'Npd sono crollati dal 7,3% al 3,2%. Malissimo anche i liberali dell'Fdp che dal 9,6% sono piombati al 3%. Il Mecleburgo-Pomerania è il Land più piccolo dei sedici che formano la Germania: ha solo 1,5 milioni di abitanti su un totale di 80 milioni.

Il Land è il più piccolo dei sedici che formano la Germania: ha solo 1,5 milioni di abitanti su un totale di 80 milioni. Ma il risultato dell'Afd assume un rilievo particolare perchè avviene ad un anno esatto dal trionfalistico annuncio della Merkel "Wir schaffen das" ("ce la faremo") ad accogliere tutti i migranti cui aveva aperto le porte poche settimane prima, facendo coinfluire in un anno nella sola Germania 1,1 milioni di profughi.

 

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