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Comiso - La processione di san Biagio in onore di Alessio e Simone

Non è possibile spiegare una devozione popolare che dura dal settimo secolo se non si partecipa, se non si ha la possibilità di essere parte integrante di quella processione che è stata fatta compiere al simulacro del vescovo martire, il cosiddetto “viagghiu”. Ma domenica pomeriggio il raduno dei pellegrini e la contestuale uscita del simulacro di San Biagio, patrono di Comiso, ha avuto una caratterizzazione particolare, capace di catturare ancora più il cuore dei fedeli e di emozionare tutti i presenti. Il rettore della chiesa, il sacerdote Innocenzo Mascali, lo ha detto a chiare lettere: “Oggi stiamo tenendo la processione, ma senza alcun intento di fare festa ma solo con quello di dedicare la devozione e la pietà ad Alessio e a Simone e alle loro famiglie. La vicina Vittoria è stata colpita da questo dramma e noi siamo accanto al loro dolore e alla loro sofferenza. E vogliamo pregare in questo momento. Ecco perché abbiamo vissuto questa processione in silenzio, con la preghiera e la devozione degna del nostro San Biagio”. Quindi, è stato osservato un minuto di silenzio per onorare la memoria dei due bambini. Poi l’inno a San Biagio cantato dal coro cittadino, composto dal maestro Salvatore Schembari, diretto dalla maestra Maria Lucia Faro. Un altro momento che è servito a calamitare l’attenzione di tutti coloro, in moltissimi, che non hanno voluto manifestare la propria vicinanza alle famiglie vittime della tragedia di Vittoria. Poi, assiso sul suo trono vescovile in atto benedicente, il simulacro è stato portato in corteo per le principali vie della città. In mattinata, la rettoria era stato teatro di una celebrazione eucaristica ogni ora. Quella di mezzogiorno è stata presieduta dal vicario generale della diocesi, il sacerdote Roberto Asta. Sabato sera il rito della svelata del simulacro e la solenne celebrazione eucaristica officiata dal vicario foraneo, il sacerdote Salvatore Bertino. Subito dopo, un altro momento tradizionale, la vendita all’asta del pane e dell’uva, benedetti durante la celebrazione. Molto apprezzata, poi, sempre sabato, l’esibizione della fanfara bersaglieri degli Iblei che, dopo aver reso omaggio al monumento ai caduti presso il castello Aragonese, hanno attraversato via San Biagio ed eseguito un breve spettacolo in piazza Fonte Diana. La scalinata della chiesa di San Biagio ha poi fatto da cornice a “Madre Lingua”, uno spettacolo di musica, canto e poesia. La processione con il simulacro si è snodata per le vie principali della città rese decorose dall’azione di pulizia straordinaria avviata dall’impresa ecologica Busso Sebastiano, che gestisce il servizio di igiene ambientale in città. L’ultimo tratto della processione da piazza Carlo Marx, via Umberto I, piazza Fonte Diana, chiesa Madre, piazza Fonte Diana e rientro nella chiesa di San Biagio. Non ci sono stati i fuochi d’artificio. Anche questo per scelta del rettore e del comitato per rendere onore ai bambini di Vittoria.

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