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Lunedì, 30 Novembre 2020

ENI, j'accuse del leader del Movimento cinque stelle Beppe Grillo

J'accuse del leader del Movimento cinque stelle Beppe Grillo che partecipa all'assemblea degli azionisti Eni. Durante il suo intervento il leader cinquestelle ha chiesto, tra l'altro, di aver chiesto una commissione d'inchiesta sull'azienda e su Saipem.

Grillo è tornato anche sulla questione del reddito minimo.  "Questa cosa del reddito di cittadinanza - ha detto arrivando all'assemblea - brucia, brucia Renzi, brucia tutti. Hanno paura".  "Hanno paura, stiamo crescendo e loro stanno morendo. E' la fine dei partiti e questo è meraviglioso". E, in  merito ha mandato anceh un monito a Salvini.  "Cominciano a vedere dove va il vento - ha osservato -  ma Salvini non capisce: l'elemosina è la cassa integrazione, la nostra è una proposta per dare dignità". Lo dice Beppe Grillo arrivando all'Eni. Maroni, invece, "ha fatto un'ottima cosa, comincia a vedere dove va il vento ma noi non vogliamo che prendano le nostre proposte e le smontino per non farne nulla".

"L'Eni ha dato vita a sistema corruttivo di portata internazionale", ha detto l'ex comico. "Abbiamo un sospetto: che dietro questa gestione così scellerata ci sia la volontà di gettarla in pasto ai privati, come è stato fatto per tanti altri gioielli italiani".

"Abbiamo - ha detto durante il suo intervento - un sospetto: che dietro questa gestione così scellerata ci sia la volontà di gettarla in pasto ai privati, come è stato fatto per tanti altri gioielli italiani". All 'Eni ci sono "stipendi da nababbi e liquidazioni a sette zeri, mentre gli azionisti sono cornuti e mazziati".

"Eni, di fatto, costruisce da anni sulla corruzione internazionale la politica estera dei Governi di destra, di sinistra e di centro che si sono succeduti, compreso questo Governo, che non saprei dove collocare" afferma Grillo nel suo intervento dove precisa: "il governo, proprietario della quota di maggioranza di Eni (30%) attraverso il Ministero dell'Economia e delle Finanze e la Cassa Depositi e Prestiti, finge di non sapere ciò che avviene sotto i suoi occhi. Il sostegno dei Governi a queste pratiche criminose è evidente se si guarda alle nomine pubbliche dei quadri aziendali di Eni e delle controllate. Tutti nomi di navigata esperienza politica, spesso conosciuti alle procure. Per ultima la nomina del nuovo amministratore delegato di Eni da parte di Renzi: Claudio Descalzi. Quel Descalzi coinvolto sia nella inchiesta di lungo corso sui fatti in Kazakistan che in quella sui fatti in Nigeria, quando era vice direttore generale di Eni

Eni si comporta già da anni come un'azienda privata, ma presto verrà definitivamente svenduta, probabilmente a investitori esteri, come è già stato fatto per altri gioielli italiani in questi anni di crisi economica pilotata". Così Beppe Grillo all'assemblea Eni dove afferma: "dal 2008 al 2012 sono state svendute all'estero 437 aziende italiane secondo l'Eurispes: dalla Pirelli ai cinesi, all'Ansaldo Breda regalata ai giapponesi, passando per l'Indesit svenduta alla Whirlpool, la Telecom in mano a Telefonica, la Pernigotti lasciata ai turchi e ancora la Parmalat ai francesi e la Ducati ai tedeschi dell'Audi. Abbiamo già visto come si comportano gli acquirenti stranieri. Whirlpool ed Electrolux ci hanno proiettato nel prossimo futuro: comprano a prezzo di saldo, razionalizzano i costi, buttano in strada migliaia di famiglie, ridimensionano l'azienda e poi, alla prima aria di protesta, delocalizzano la produzione!". E' così conclude Grillo che "l'Italia perde servizi, prodotti, ricchezza e occupazione! È il momento di Eni, e io sono venuto qui per fare sapere a tutti, a cominciare dai piccoli azionisti, che cosa è diventata e che fine farà l'azienda di Enrico Mattei".

"Abbiamo chiesto una commissione d'inchiesta su Eni e su Saipem". Lo ha annunciato Beppe Grillo chiudendo il proprio intervento all'assemblea dell'Eni.

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