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Vomero luminarie spente

 

“Nell’area collinare del capoluogo partenopeo quest’anno, per quanto riguarda le luminarie natalizie, si possono individuare grosso modo tre zone – esordisce Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, che nelle scorse settimane aveva lanciato la proposta, anche attraverso una petizione, di gemellare il Vomero con la città di Salerno per far arrivare le luci d’artista anche a Napoli -. La prima zona, che raccoglie, per così dire, le strade di serie A, come via Scarlatti e via Luca Giordano, dove le luminarie, così come negli anni scorsi, sono state installate a cura e spese dell’amministrazione comunale e dell’ente camerale, senza esborsi da parte dei commercianti; la zona B, che comprende le strade, o meglio i tratti di strada, dove le luminarie sono state poste da ditte private con esborsi economici a carico dei commercianti interessati, ed esclusivamente nei pressi dei loro negozi; e la zona C, che comprende gran parte delle strade e delle piazze della municipalità collinare, dove ad illuminare le festività natalizie non vi sarà sulla pubblica via neppure un lumino “.

“Ma ciò che accomuna tutte le zone – prosegue Capodanno - è che, al momento, nonostante che le luminarie siano state installate da diversi giorni e nonostante il dato che in altre città, a partire proprio da Salerno, le luci sono già state accese da tempo, al Vomero le luminarie sono ancora spente, benché già da domenica scorsa molti esercizi commerciali abbiano già deciso di rimanere aperti “.

“Una situazione – puntualizza Capodanno - che, in uno alla mancanza di un programma di eventi per il Natale, che non si riduca ad una mera elencazione di date ed orari nei quali rimanere aperti ma che comprenda una serie di attività che possano fungere da attrattore per turisti e per non residenti, non aiuta certo a risollevare le sorti del terziario commerciale dalla profonda crisi nella quale è caduto, con decine di esercizi chiusi solo negli ultimi mesi, mentre altri potrebbero seguire subito dopo le festività “.

“E’ auspicabile – afferma Capodanno – che tale stato di cose muti a partire già dal prossimo fine settimana, con l’accensione delle luminarie nelle strade nelle quali sono state installate e con il varo di un vero e proprio programma di attività per il periodo natalizio che coinvolga commercianti ed acquirenti. Non abbandonando la prospettiva che, attraverso un accordo da siglare in tempi brevi, si possa comunque fare in modo che le “luci d’artista”da Salerno arrivino anche al Vomero, per abbellire le numerose strade ancora prive di addobbi “.

Via Kauffmann tombino rotto

 

Con l’autunno e con le piogge di questi giorni si ripropone a Napoli, con maggiore urgenza, la necessità di porre rimedio alla situazione disastrosa nella quale versano molte strade del capoluogo partenopeo con dissesti che ogni anno mietono tantissime vittime, anche con un tributo di sangue. Danni incalcolabili per la società civile ma anche per le casse comunali, alla luce delle numerose sentenze per il risarcimento delle vittime, fondi che potrebbero essere più proficuamente investiti per il risanamento delle strade interessate. Da tempo la vicenda è finita anche sul social network Facebook, dove Gennaro Capodanno, ingegnere, presidente del Comitato Valori collinari, già presidente della Circoscrizione del Vomero, uno dei quartieri dove si osserva un elevato numero di dissesti stradali, ha fondato un gruppo, che conta oltre 2.600 iscritti, dal titolo: “ Buche partenopee, vedi Napoli e poi…cadi “ ( https://www.facebook.com/groups/buchepartenopee/ ), gruppo dove vengono indicati le buche e gli avvallamenti presenti in numerose strade e piazze della Città.

 

“ Questo gruppo – spiega Capodanno - nasce con il precipuo scopo di consentire ai cittadini di segnalare alla pubblica amministrazione, con foto e racconti, le buche rilevate sulle carreggiate e sui marciapiedi delle strade napoletane, che, in molti casi, sono presenti da tempo, senza che si provveda a ripararle. Numerosi i passanti vittime dei dissesti sui marciapiedi. Altrettanto folta la pattuglia degli automobilisti e, principalmente, dei motociclisti vittime di buche e voragini sulle carreggiate. Problemi che si ripercuotono anche sulla colonna vertebrale, per i continui sbalzi determinati dalle precarie condizioni di molte strade “.

 

“ Con frequenza quasi quotidiana pervengono segnalazioni di nuove buche e nuove voragini che si aprono sui marciapiedi e sulle carreggiate delle strade – afferma Capodanno -. L’ultima segnalazione riguarda un tombino posto al centro della carreggiata in via Angelica Kauffmann nel quartiere Arenella con il coperchio spaccato in due. Per evitare che le auto potessero finire dentro qualcuno ha provveduto a coprirlo ponendo su di esso due contenitori per la raccolta dei rifiuti. Altre segnalazioni riguardano le numerose fonti d’albero da tempo vuote e non coperte che, con le piogge, si trasformano in una vera e propria trappola per i pedoni “.

 

“ L’auspicio – prosegue Capodanno – è che si ponga rimedio a questa preoccupante situazione che incide, principalmente, sulla pubblica incolumità, con ripercussioni anche sulle parti meccaniche dei veicoli quando i dissesti riguardano le carreggiate “.

“Oramai gli studenti hanno capito che il vento soffia a loro favore e quindi, approfittando anche del clima invernale, così come oramai accade sovente da qualche anno a questa parte, in molti plessi scolastici stanno anticipando le festività natalizie di un mese – stigmatizza Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari -. L’eccessivo atteggiamento buonista nei loro confronti anche in quei casi nei quali in passato si è parlato di scuole vandalizzate con il danneggiamento di arredi e suppellettili, a seguito dell’occupazione, ha comportato il convincimento , con effetto a catena, che da questa assurda situazione, tutta italiana, che si ripete come un rituale sempre uguale nel mese di novembre, quest’anno aggravata dai raid alla creolina, i responsabili ne possano sortire senza alcuna conseguenza".

“S’ignora o, peggio, si finge d’ignorare che il testo unico sulle leggi della pubblica istruzione, il decreto legislativo n. 297 del 1994, all’art. 74 prevede che, per la validità di un anno scolastico, occorrono almeno 200 giorni di effettive lezioni. E’ evidente che, laddove nei giorni da computare in questo calcolo non venissero considerati quelli nei quali gli allievi non entrano in classe o, caso più grave, occupano la scuola, il Ministero potrebbe valutare la possibilità di annullare l’anno scolastico – continua Capodanno -. Sono dell’avviso che la reazione di quanti interessati, che dovrebbero fare anche opera di prevenzione per evitare il ripetersi costante di siffatti eventi di notevole gravità, che comportano, senza alcuna plausibile ragione, l’interruzione di un servizio pubblico essenziale, come quello scolastico, costringendo decine di migliaia di famiglie a fare i conti con figli privi del supporto didattico essenziale, sarebbe diversa se la norma, tra l’altro, prevedesse che, nel caso che l’anno scolastico venisse annullato in conseguenza delle suddette occupazioni, si procedesse ad una corrispondente decurtazione degli stipendi".

“Nel contesto attuale – conclude Capodanno – è facile prevedere che nei prossimi giorni il fenomeno andrà ad incrementarsi estendendosi a buona parte delle scuole pubbliche, nel mentre si prende ancora una volta atto che la scuola privata non è per nulla interessata, e non da oggi, a questo deprecabile fenomeno, con tutto ciò che da ciò discende".

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