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Centrodestra in frantumi

"Sta facendo il giro del web questo video che mi indigna profondamente come essere umano e come romana. Alcuni tifosi, presumibilmente dello Sparta Praga, prima della partita di ieri all'Olimpico sono stati ripresi mentre urinavano addosso a una mendicante su Ponte Sant'Angelo". Così la candidata sindaco di Roma Virginia Raggi su Facebook. "L'accattonaggio selvaggio a Roma - aggiunge - è un problema, se non a volte una vera e propria emergenza, ma qui siamo di fronte a una violazione dei diritti umani.

Un episodio disgustoso e deplorevole in pieno giorno davanti agli occhi di decine di passanti e nei pressi di una delle più grandi bellezze culturali del mondo. Con il Movimento 5 Stelle al governo di Roma farò il possibile perché a queste bestie siano chiuse le porte della città".

"Mi auguro che le autorità competenti si adoperino affinché a tali soggetti non sia più permesso mettere piede in Italia - conclude Raggi - Dobbiamo riprenderci la nostra dignità! Iniziamo a difendere la Capitale e i cittadini, giorno dopo giorno, dai soprusi di chi crede di poter trattare Roma come una gigantesca pattumiera dove fare il proprio comodo restando impunito. Questo vale per tutti: turisti e residenti. Siamo noi romani, per primi, gli artefici della nostra stessa rinascita".

Intanto continua la polemica nel centrodestra :  Oggi Storace ha proposto ai candidati sindaco Giorgia Meloni, Guido Bertolaso e Alfio Marchini un incontro per trovare una "strada unitaria" per la sfida Campidoglio.

Giorgia Meloni mette in chiaro che il suo obiettivo "non è la leadership del centrodestra ma la vittoria di Roma" e ribadisce di essersi candidata perchè "Bertolaso non funzionava". Chi invece non ha paura di mettere in discussione il Cavaliere è il leader della Lega. Il segretario del Carroccio non fa mistero di guardare ad un futuro che va oltre le elezioni amministrative e che non vede più Berlusconi come il perno della coalizione: "Sono grato a Berlusconi per quello che ha fatto e farà ma penso e spero che Forza Italia cambi un po' di classe dirigente".

"Non temo né Raggi né Giachetti ma, se non arrivassi al ballottaggio voterei Raggi anche se trovo deludente la storia di M5s perché speravo di avere degli alleati in Parlamento su alcuni argomenti di rottura. Poi ho capito che per loro l'unica cosa importante è che loro sono puliti e gli altri spazzatura e non ti aiutano mai a portare a casa un risultato".

Lo ha detto il candidato sindaco di Roma Giorgia Meloni ad Agorà rispondendo a chi le chiedeva se voterebbe per Roberto Giachetti (Pd) o Virginia Raggi (M5S). Poi successivamente su Twitter Meloni ha scritto:  "Escludo di non arrivare al ballottaggio, il problema non si pone".

"Fin quando mi dicono che sono fascista è una buona notizia perché vuol dire che non hanno nulla di serio da dire", ha sottolineato Meloni.

"Credo che le primarie sarebbero state la scelta migliore e ancora oggi sarei disposta a farle ma il problema sono i tempi: se mi dicono che si fanno in due settimane sono d'accordo". Il candidato sindaco intervistata ad Agorà ha aggiunto di aver "chiesto per prima le primarie, ma non si sono fatte perché i miei alleati, e non solo Berlusconi, hanno pensato si perdesse un sacco di tempo".

"Evidentemente non sono un suo alleato perché io le avrei detto sì. Del resto, preferisce la Raggi...". Così il leader de La Destra e candidato sindaco di Roma Francesco Storace risponde a Giorgia Meloni che si è detta favorevole a delle primarie nel centrodestra se organizzate "in due settimane". "Nel centrodestra, dopo aver fatto naufragare le primarie, i candidati farebbero bene a riflettere sulla mia proposta Basta trascurare per qualche ora la Tv..." aggiunge.

‎"Di questo balletto ne ho fin sopra i capelli. Decidano loro, facciano loro. Noi andiamo avanti su un cammino limpido e puntuale". Lo ha detto il candidato sindaco Alfio Marchini in merito all'ipotesi primarie rilanciata oggi da Giorgia Meloni. "Lo abbiamo detto tre anni fa e l'abbiamo dimostrato in due anni di opposizione costruttiva che noi siamo con i romani, nè con il centrodestra nè con il centro sinistra che non esiste più. Mi infastidisce anche che ogni volta vengo tirato per la giacca in un teatrino che non mi interessa, non mi appartiene e che guardo come spettatore neanche troppo divertito", ha concluso.

Nessuna intenzione di far mancare il suo sostegno a Guido Bertolaso, anzi l'intenzione di Silvio Berlusconi è di giocarsi la partita sulla Capitale in prima persona. Un messaggio chiaro inviato a Giorgia Meloni ma soprattutto a Matteo Salvini che mette in discussione la sua leadership, ma contemporaneamente, anche a quanti dentro Forza Italia non nascondo lo scetticismo per la corsa in solitudine.

E così proprio per serrare le file ed evitare nuove emorragie che Berlusconi la prossima settimana, forse già martedì, riunirà i gruppi parlamentari mentre la due giorni in Sicilia in programma domani e sabato servirà al leader azzurro per lanciare altre bordate agli (ex) alleati. La convinzione del Cavaliere è che l'ex numero uno della Protezione Civile possa avere delle chance di ottenere un risultato migliore rispetto alla leader di Fratelli d'Italia: vi ricordate cosa accadde con la Polverini? - è la domanda che l'ex capo del governo ha rivolto ai suoi fedelissimi - riuscì a vincere nonostante il caos e la mancata presentazione delle liste.

Certo, Berlusconi sa perfettamente che i tempi sono cambiati così come il 'peso' dei suoi consensi ma questo non gli impedisce di tentare il tutto per tutto convinto che la presidente di Fratelli d'Italia possa scontare una continuità con Alemanno nonostante la diretta interessata abbia più volte preso le distanze rivendicando come nel suo "partito no ci siano indagati". Meloni e Salvini - è la convinzione poi di Berlusconi - non mirano alla vittoria, a loro va bene essere leader ma sempre di partiti di minoranza che restano all'opposizione.

Che il leader azzurro vada dritto per la sua strada orami è un dato di fatto ma quello che continua ad emergere guardando il centrodestra è la fotografia di una coalizione ormai in frantumi.

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