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Giovedì, 11 Agosto 2022

Un progetto di ricerca clinica per diagnosticare e prevenire lo stress

FRANCESCO BOTTACCIOLI

 

Si chiama “Dipnei” ed è il progetto pilota di ricerca clinica basato sulla diagnosi integrata degli effetti che lo stress può avere sulla salute dell’uomo, valutandoli e prevenendoli grazie a marcatori biologici e a strumenti di medicina psicologica. Un percorso sperimentale, unico nel suo genere, che è stato reso noto per la prima volta oggi (28 settembre) a Catania, in occasione del convegno organizzato da Sipnei Sicilia – coordinata dallo psicologo Sergio Amico -e dedicato proprio allo studio di cause ed effetti legati allo stress, partendo dallo studio Pnei (psico-neuro-endocrino-immunologia).

A presentare il progetto, oggetto di un protocollo, sono stati il presidente e il vicepresidente di Sipnei rispettivamente David Lazzari e Marina Risi, davanti ad una platea di tanti partecipanti tra studenti, professionisti e medici provenienti da tutta la Sicilia. «Le nostre ricerche – ha spiegato Lazzari – hanno permesso di individuare quattro fattori dai quali dipende lo stress individuale: in stati di equilibrio prevale l’eustress, che a dosi giuste è essenziale perché ci mette in condizioni di efficienza, se diventa troppo o troppo poco allora nascono i problemi. Lo strumento “bilancia dello stress” è stato pensato proprio per comprendere la quantità e qualità dello stress individuale, per la prima volta tutti gli aspetti in gioco in un unico modello e consente così a ciascuno di valutare e capire la propria specifica situazione».

«È un errore pensare che questo fenomeno interessi solo l’area psicologica – ha commentato Francesco Bottaccioli, filosofo della scienza e presidente onorario Sipnei - perché più volte è stato dimostrato che lo stress presenta conseguenze di carattere sistemico, coinvolgendo anche l’area biologica. Ne è la prova il lavoro di un gruppo interuniversitario israeliano giunto alla conclusione che lo stress emozionale nella fase preconcezionale e gestazionale è associato a un aumentato rischio di aborto spontaneo. I ricercatori hanno coinvolto due gruppi di donne, uno di una cittadina a 4 km dalla striscia di Gaza, sottoposta a bombardamenti e allarmi continui, l’altro al riparo dalla guerra. È emerso che le donne sottoposte a stress hanno manifestato un tasso di abortività spontanea del 50% in più rispetto a quello protetto».

Al di là di facili allarmismi, è bene considerare che una cattiva gestione dello stress può infatti comportare importanti ricadute sullo stato fisico e provocare stati patologici: «Dati statistici – ha affermato la vicepresidente Risi – annunciano che nel 2020 la depressione diventerà la seconda causa di malattia nel mondo, superando le patologie cardiovascolari e i tumori. Notizie che non possono di certo lasciarci indifferenti, e che ci spingono a lavorare per migliorare la gestione del fenomeno e correggere preventivamente determinati comportamenti che potrebbero degenerare in situazioni più gravi».

Nel corso della giornata di lavori – a cui ha preso parte anche Francesco Santocono, coordinatore Conferenza permanente per la salute pubblica della città metropolitana che ha portato i saluti del sindaco Enzo Bianco - sono stati tanti i relatori invitati a esporre le basi scientifiche e teoriche della Pnei, senza tralasciare l’aspetto pratico, oggetto della tavola rotonda: «Ascoltare il corpo, impararne il linguaggio e avviare un dialogo integrato tra competenze diverse senza sovrapporsi, è il primo passo per mettere in pratica i principi dello studio Pnei. Dunque non solo studio della persona a sé ma nel contesto in cui vive», ha sottolineato la psicologa e psicoterapeuta Laura Bongiorno che, insieme a Letizia Ferrante e ad altri membri della sezione regionale, ha organizzato il convegno patrocinato dal Parco scientifico e tecnologico della Sicilia, Ordine degli Psicologi Regione Sicilia, Ordine dei Farmacisti di Catania, Ordine dei Medici chirurghi e degli Odontoiatri di Catania, Centro Studi Olos.

SALA

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