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11 settembre per non dimenticare

Gli avvenimenti che hanno avuto luogo tra le ore 8.46 e le 10.03 dell’11 settembre 2001 appartengono ormai a una sorta di enorme mitologia condivisa, un immaginario collettivo che è al tempo stesso lo spartiacque storico del nostro tempo. Tutti conservano un ricordo di quella mattina – primo pomeriggio in Italia – un esercizio mnemonico molto simile a quello che la generazione precedente aveva sperimentato nel 1963, con l’assassinio di John Fitzgerald Kennedy a Dealey Plaza.

Dei quattro aerei dirottati dagli uomini di Al Quaeda, solo due hanno colpito l’obiettivo: le Torri Gemelle, nel cuore di New York, simbolo della ‘potenza’ e del fascino della città e dell’America. I grattacieli del World Trade Center che hanno fatto da sfondo a centinaia di film e serie tv da Spiderman a Superman, da Friends a Sex and the City, dai Soprano ai Simpson crollano, si sgretolano.

Un terzo, diretto al Pentagono, a Washington, colpisce la facciata ovest dell’edificio. L’ultimo precipita in un campo in Pennsylvania, prima di raggiungere il punto x, forse la Casa Bianca o il Campidoglio, il cui nome in codice era «la facoltà di Legge». I passeggeri del volo United Airlines 93, consapevoli di dover morire, hanno scelto di ribellarsi, riuscendo ad evitare che l’aereo arrivasse a destinazione. Restano le telefonate, parole preziose per chi le ha ricevute, ma anche per ricostruire quanto accaduto. Poche frasi che bastano per raccontare una tragedia senza precedenti.

Sono numeri che raccontano anche un problema sanitario. Più di 51mila persone hanno fatto richiesta al fondo di indennizzo per le vittime, poi prorogato con il James Zadroga 9/11 Health and Compensation Act e allungato ancora con il provvedimento firmato da Obama nel 2015 per assicurare fondi fino al 2020. Fondi che sembravano finiti la scorsa estate.

In luglio il presidente Trump ha firmato la legge per autorizzare il finanziamento fino al 2090 delle vittime degli attacchi terroristici. La legge si chiama Never Forget the Heroes, mai dimenticare gli eroi. Lo ha fatto dopo una dura protesta, guidata dal conduttore tv Jon Stewart, nata perché il fondo per la compensazione da 7 miliardi di dollari che era stato istituito è andato esaurito e i pagamenti delle prestazioni sono stati ridotti fino al 70%.

il presidente Donald Trump con la moglie Melania, e il suo rivale, il candidato democratico Joe Biden, omaggeranno i caduti dell'11 settembre.
Sarà una cerimonia diversa dal passato: ridotta da 90 a 20 minuti, senza pubblico, musica e preghiere. Si inizia alle 9.45 per terminare alle 10.03. L'unico a parlare, sarà quasi certamente il presidente Trump: ci si aspetta un discorso teso ad esaltare il valore di quegli eroi, nel pieno delle polemiche per le sue presunte offese ai caduti americani della Prima guerra mondiale, definiti "perdenti".

Il vicepresidente Mike Pence è atteso per entrambi i ricordi a New York, mentre il presidente Donald Trump e lo sfidante democratico Joe Biden hanno in programma di recarsi al Flight 93 National Memorial in Pennsylvania. A New York, i doppi fasci di luce che evocano le torri gemelle cadute sono stati quasi cancellati in nome della sicurezza contro il virus, fino a quando una protesta ha fatto ripristinato il tributo. I vigili del fuoco hanno citato il virus esortando i membri a evitare le ricorrenze degli attacchi del 2001 che hanno ucciso quasi 3.000 persone, tra cui quasi 350 vigili del fuoco.


I parenti di alcune vittime dicono di aver capito che il ricordo del Ground Zero ha dovuto cambiare in un anno quando è cambiato così tanto altro. Altri temono che la pandemia stia rendendo chiaro ciò che temevano stesse accadendo: che l'impegno a non dimenticare mai stia svanendo. I piani di quest'anno sono stati per un bilanciamento delle celebrazioni nei siti in cui gli aerei dirottati pilotati dai terroristi di al-Qaeda si sono schiantati l'11 settembre 2001: New York, il Pentagono e un campo vicino a Shanksville, in Pennsylvania.

Con i divieti di assembramento in vigore e il timore di un nuovo balzo dei casi di coronavirus, le commemorazioni al World Trade Center vedranno come protagoniste solo le famiglie delle vittime: nessun palco è stato allestito, ma ci saranno decine di distributori di disinfettanti per le mani

Il Museo dell'11 settembre comunque riapre per l'occasione dopo sei mesi di stop, con l'accesso garantito solo per i componenti delle famiglie delle vittime. A non cambiare saranno solo il suono delle campane per ognuno degli attacchi e i fasci di luce al posto delle Torri Gemelle.

Un ridimensionamento delle celebrazioni che ha scatenato polemiche nonostante i numeri mostrino chiaramente l'impatto della pandemia sulla Grande Mela: le vittime del virus a New York sono 23.741, quasi nove volte più dell'11 settembre. Ma ad alcuni i numeri non bastano e denunciano come la pandemia sia solo una 'scusa' per violare l'impegno al 'Never Forget', mai dimenticare, a 19 anni di distanza dallo shock.

Le polemiche sulle celebrazioni riflettono una città divisa, in difficoltà, che per ora sogna soltanto di tornare quello che era, ovvero una spumeggiante metropoli al centro del mondo. Per ora resta appunto un sogno: Midtwon con gli uffici chiusi appare quasi abbandonata, così come il Financial District, dove l'assenza dei banchieri si fa notare. L'Upper East Side, il noto quartiere dei ricchi, sta lentamente riprendendo vita dopo mesi di deserto con il rientro in città di alcune - poche - famiglie per l'inizio delle scuole. I ristoranti in città possono ancora solo offrire pranzi e cene all'aperto: lo faranno fino al 30 settembre, poi potranno riaprire - con una capacità del 25% al massimo - i loro locali interni. 

 

Anche le palestre, riaperte da poco, lavorano a capacità limitata: è necessario prenotarsi settimanalmente per poter accedere alle strutture. I bar sono ancora chiusi e i musei solo su prenotazioni. L'unica isola felice è Central Park, dove tutto è sempre perfetto e sicuro in un città che sta registrando un preoccupante balzo dei numeri dei senzatetto e della criminalità.

 

 

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