Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

Create an account

Fields marked with an asterisk (*) are required.
Name *
Username *
Password *
Verify password *
Email *
Verify email *
Captcha *
Reload Captcha
Martedì, 21 Agosto 2018

Forever young: Enzo Fogli…

Ago 06, 2018 Hits:1127 Crotone

Giornate del Cinema Lucan…

Lug 31, 2018 Hits:822 Crotone

Il calabrese Francesco Sa…

Lug 30, 2018 Hits:912 Crotone

Galà della moda: il Rotar…

Lug 24, 2018 Hits:1141 Crotone

I grandi del cinema per l…

Lug 24, 2018 Hits:1088 Crotone

A Crotone la IV edizione …

Lug 19, 2018 Hits:1290 Crotone

Michele Affidato alla pre…

Lug 18, 2018 Hits:1169 Crotone

Giancarlo Cerrelli, Segre…

Lug 13, 2018 Hits:1381 Crotone

Salvini: 'Non abbiamo bisogno di garanti in Ue', polemica con Berlusconi

"Rispetto della regola del 3%", "sostegno" dalla cancelliera Angela Merkel e "appoggio chiarissimo dal Ppe". Silvio Berlusconi a Bruxelles rassicura l'Europa presentando il programma del centrodestra in caso di vittoria della sua coalizione alle elezioni a marzo. Una due giorni fitta di incontri con i leader del partito popolare europeo che lo accolgono a braccia aperte, con il capogruppo Manfred Weber che lo definisce un "grande statista che non ha bisogno di riabilitazione". 

E poi con il presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker che parla di "eccellente" faccia a faccia. Quindi il colloquio con il presidente dell'europarlamento Antonio Tajani. Il tutto per accreditarsi con i vertici delle istituzioni europee, preoccupate dall'avanzare dei populismi in vista del voto di marzo in Italia. Ma se i vertici del Ppe non danno dispiaceri all'ex premier, la sferzata arriva dall'alleato italiano, il leader leghista Matteo Salvini che a margine di un incontro elettorale a Milano attacca: "l'Italia non ha bisogno di garanti. Siamo una Repubblica libera e sovrana calpestata dagli interessi di Bruxelles e Berlino, quindi sono gli italiani a dover essere garantiti da questo".

Intervento e risposta di Matteo Salvini durante la due giorni - iniziata ieri - di Silvio Berlusconi a Bruxelles.Berlusconi ieri ha assicurato l' UE sul 3% oggi Salvini va all'attacco: 'Il numerino 3 - ha detto il leader del Carroccio - se danneggia le imprese e le famiglie italiane, per noi non esiste". 

"Se ci sono regolamenti Ue che danneggiano le famiglie italiane quei regolamenti per il governo Salvini non esistono: come la Bolkestein, la direttiva Banche", puntualizza, citando il "punto tre" del programma del centrodestra. 

E ancora: 'L'euro era e resta un esperimento sbagliato che ha danneggiato il lavoro e l'economia italiana. Noi non cambiamo idea. Ci prepariamo a difendere l'interesse nazionale come abbiamo sottoscritto nel programma del centrodestra con la prevalenza della Costituzione sull' ordinamento Ue".

Intanto, proseguendo la sua visita Berlusconi esclude la possibilità di una grande coalizione in caso di assenza di maggioranza dopo il voto del 4 marzo.  "Escludo la possibilità di una grande coalizione - ha detto - non c'è nessuna possibilità che accada, avremo la maggioranza alla Camera e al Senato". 

Un punto, sul quale, è in sintonia con la Lega: "Chi vota Lega - dice Salvini - fa una scelta chiara. Noi non siamo disponibili a sostenere governi con il centrosinistra imposti dalla Ue".

Intanto In mattinata il primo appuntamento, quello con il segretario generale del Ppe, Antonio Lopez, nella sede del Partito Popolare europeo, dove Berlusconi presenta il programma elettorale, annunciando che intenderà "rispettare la regola del 3% del deficit". Una regola, dice il leader forzista, "discutibile" e che in "caso di certe necessità di programma economico può però essere superata". In linea con Tajani che giorni fa aveva definito il tetto del 3% "un non dogma", che si può sforare in modo concordato con Bruxelles. 

"Il deficit annuale di ogni stato deve essere adattato alle esigenze di sviluppo del singolo Paese", prosegue l'ex premier, tornando poi sulla "rivoluzione fiscale della Flat tax", che - sostiene - produrrà "un aumento del Pil", e porterà a "ridurre la percentuale del debito pubblico italiano per portarla a quel 125%, almeno come era al momento del colpo di stato del 2011, quando fui costretto alle dimissioni". Poi il tema Europa, "imprescindibile", aggiunge Berlusconi, ma con la speranza che "torni ad essere quella dei padri fondatori". Però occorre che si "rafforzi e che si dia una politica estera e della difesa comune". Obiettivo questo, spiega il leader del Centrodestra, che "ci farebbe risparmiare miliardi di euro" e renderebbe l'Europa una "potenza mondiale". Il Cavaliere parla anche della Germania, che dopo l'ok della Spd ad una Grosse Koalition si avvia "verso la sicurezza di avere un governo". E ciò "comporterà anche per la signora Merkel la possibilità di essere ancora autorevole in Europa", spiega. Con la cancelliera - aggiunge Berlusconi - i "rapporti sono stati sempre positivi" e la signora "ci sostiene con determinazione", sebbene "qualcuno abbia cercato di mettere zizzania".

I colleghi dell'Ecofin "sono al corrente che è previsto uno scenario d'incertezza" nelle elezioni italiane, "e siccome associano questo al fatto che in quattro anni di stabilità l'Italia ha fatto tanto, c'è preoccupazione che ci possa essere una interruzione verso la stabilità e la crescita": lo ha detto il ministro dell'economia Pier Carlo Padoan al termine dell'Ecofin, rispondendo a chi gli chiedeva se i ministri europei fossero preoccupati delle prospettive elettorali in Italia.

Il ministro ironizza poi sulla flat tax.  "Quando si abbassa una tassa ci vuole una copertura e quindi si deve mettere sul piatto", la flat tax che propone Berlusconi "fa parte delle proposte che chiamo bacchette magiche o fatine blu, perché sono miracolose, spesso divertenti da ascoltare"

L'ex premier Berlusconi ha anche avuto un incontro con il negoziatore capo Ue per la Brexit Michel Barnier, dal quale riceve "rassicurazioni" sugli italiani che vivono nel Regno Unito: "godranno della stessa situazione che hanno ora, dopo che saranno scattati i patti con l'Europa", riferisce il cav. In mattinata Matteo Renzi aveva replicato al leader di Forza Italia sulla 'flat tax', definendola una "proposta ingiusta e senza coperture", "un ritorno al passato". Sul tetto del 3% è intervenuto invece il ministro dell'economia Pier Carlo Padoan all'Eurogruppo sostenendo che "si può e bisogna ridurlo, quindi consolidare la finanza pubblica e sostenere la crescita". Domani si chiude la due giorni di Berlusconi a Bruxelles con gli ultimi incontri, tra cui tra quello con il presidente del partito popolare europeo, Joseph Daul.

Subito dopo l'incontro con il leader del Ppe, Berlusconi ha parlato degli scenari per il voto del prossimo 4 marzo alle politiche. "L'ipotesi di una grande coalizione che ancora oggi molti giornali insinuano, non è reale". Il centrodestra, assicura il leader di Forza Italia "vincerà le elezioni sia alla Camera che al Senato".

Poi Berlusconi ha parlato del suo programma che ha al centro una vera e propria riforma fiscale con la flat-tax con una aliquota progressiva: "Della Corte Costituzionale nessuno può essere sicuro in partenza, ma la Costituzione parla di progressività dell'imposizione fiscale. E la flat tax ha una certa progressività. L'articolo 53 della Costituzione stabilisce che in Italia "il sistema tributario è informato a criteri di progressività". Nell'incontro di ieri con il presidente della Commissione europea, Jean Claude Juncker, Berlusconi ha tracciato un profilo dell'Ue che verrà anche sul fronte della gestione dell'emregnza immigrazione: "Abbiamo parlato dei temi importanti per noi prima tra tutti l'immigrazione. Ho constatato che da parte sua c'è la stessa volontà nostra di aiutare gli Stati africani a darsi delle economie che possano far sì che i nativi non debbano, per raggiungere il benessere, trasferirsi in Occidente. 

Abbiamo anche parlato del numero di guardie di frontiera che può essere aumentato, in modo che ci siano degli hotspot, anche in Italia, di guardie che vengano dagli altri paesi europei". E sempre sull'emergenza immigrazione, nel colloquio con Daul, il Cav ha affermato: "Dobbiamo assolutamente snellire le procedure di indentificazione dei migranti, e dovremmo forse rinunciare alla possibilità di un appello presso i nostri Tribunali di chi riceve il foglio di via, e trasformare il foglio di via in un foglio di via definitivo. L?Europa deve fare accordi con paesi di provenienza affinchè accettino la restituzione dei migranti

  1. Più visti
  2. Rilevanti
  3. Commenti

Per favorire una maggiore navigabilità del sito si fa uso di cookie, anche di terze parti. Scrollando, cliccando e navigando il sito si accettano tali cookie. LEGGI