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Lunedì, 21 Maggio 2018

Salvini: "inaccettabile intrusione di un burocrate europeo nelle elezioni italiane"

Una "inaccettabile intrusione di un burocrate europeo nelle elezioni italiane", ha tuonato Matteo Salvini. Ma anche Luigi Di Maio, il più colpito dalle parole di Moscovici (la sua proposta di sfondare il tetto del 3% nel rapporto tra deficit e Pil "è un controsenso assoluto"), non resta silente: "spiace" questa ingerenza, premette. E poi chiede "un confronto pubblico a Moscovici" per spiegargli che i Cinque stelle "vogliono fare investimenti in deficit ad alto moltiplicatore per ripagare il debito". 

Per poi concludere con una stoccata: "tra l'altro, Moscovici viene da una nazione, la Francia, che ha sforato il 3% per anni". Più cauta Forza Italia che pure non ha dimenticato gli assalti alla baionetta contro Silvio Berlusconi lanciati da Bruxelles nel recente passato. "L'Europa si faccia i fatti suoi", commenta lapidaria Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia. 

Pierre Moscovici "è un commissario socialista francese, non parla a nome dell'Unione Europea": così il presidente dell'europarlamento, Antonio Tajani, a Radio Anch'io. "Che ci sia preoccupazione per l'instabilità è vero, ma credo ci sarà un governo stabile, gli italiani andranno a votare per far contare di più questo Paese". Sulla proposta di Di Maio di sfondare il tetto del 3% del deficit-Pil, definita da Moscovici 'un controsenso assoluto', Tajani ha sottolineato che il tetto non "è un dogma di fede, si deve vedere a cosa serve" lo sfondamento.

"Che ci siano preoccupazioni in Europa per instabilità in Italia, così come ci sono state per la Germania fino alla formazione del governo, è vero. MA se fossi stato al posto di Moscovici sarei stato più prudente, non avrei fatto quella dichiarazione nel mezzo della campagna elettorale", ha precisato Tajani. "Il messaggio dall'Ue non è quello di Moscovici: le istituzioni europee non devono interferire", ha sottolineato il presidente del Parlamento europeo

Assente dal dibattito il Pd. Anche perchè il Commissario Ue ha sparso miele sul premier Paolo Gentiloni e il suo esecutivo: "non è un segreto - ha spiegato senza peli sulla lingua - che sugli orientamenti europei e le decisioni da prendere sulla zona euro c'è una convergenza di vedute molto chiara con Paolo Gentiloni, Pier Carlo Padoan e il governo. 

Per il resto, questo non significa nulla per quanto riguarda le scelte che faranno gli italiani: la Commissione - ha assicurato - e io stesso, come d'abitudine, lavoreremo con il governo democraticamente eletto dagli italiani". Per il Pd, sono alacremente al lavoro i pontieri per costruire l'alleanza con uno dei simboli dell'europeismo italiano, Emma Bonino. Non a caso il suo Movimento si chiama "+Europa". 

Lo stesso Matteo Renzi sta esplorando mondi lontani. E' di oggi la notizia che sono avviate conversazioni con le creature politiche più in forma dell'europeismo 2.0. E' in cantiere un progetto trasversale e decisamente innovativo che potrebbe portare a una lista transnazionale tra Pd, "en marche" di Macron e la novità spagnola "Ciudadanos" del giovane Albert Rivera. Due formazioni che poco c'entrano con il socialismo europeo. Quindi, piaccia o non piaccia, da oggi l'adesione forte al progetto europeo sarà il canyon che separerà con chiarezza le forze politiche. Bruxelles non potrà che dare una mano a chi da qui al 4 marzo giurerà fedeltà all'Europa. A meno che, vista l'onda euroscettica, non si riveli un abbraccio mortale in termini di bottino elettorale.

Queste sono le parole di Moscovici che in Italia è subito polemica, a conferma della tradizionale sensibilità del Belpaese alle punzecchiature esterne. E' un'ingerenza, gridano più o meno compatti dal centrodestra vediamo cosa ha detto  : serve un'Italia stabile, ancorata al progetto europeo e che non si avventuri in politiche economiche che mirano a "sfondare" il tetto del 3% nel rapporto tra deficit e Pil". 

Pierre Moscovici, francese e socialista, commissario Ue agli Affari economici entra a gamba tesa nella campagna elettorale e riapre il fronte europeo esternando alla vigilia del voto tutte le preoccupazioni di Bruxelles. Troppi i programmi elettorali dichiaratamente euroscettici e ricchi di promesse "sfonda-debito". Se non fosse stato abbastanza chiaro l'"amico dell'Italia" Moscovici, a dare corpo all'esternazione ci ha pensato con splendido tempismo un "falco" della famiglia dei rigoristi nordici: "è' una situazione molto delicata. Spero che l'Italia sia guidata da un governo stabile pro-europeo, e che questo tipo di idee sia sostenuto dalla maggioranza degli italiani", ha scandito il commissario finlandese per il lavoro Jyrki Katainen. 

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