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Sabato, 20 Ottobre 2018

Il primo grande risultato del dialogo di "alto livello" tra le due Coree

La Corea del Nord invierà una delegazione di alto livello e di atleti alle prossime Olimpiadi invernali sudcoreane e Pyongyang e Seul riapriranno la «linea rossa» di comunicazione militare. Sono i risultati positivi dei primi colloqui inter-coreani degli ultimi due anni che si sono svolti nel villaggio di confine di Panmunjom, simbolo della tregua che nel 1953 ha posto fine alla guerra fratricida.
I funzionari di Pyongyang hanno offerto di inviare una delegazione ai Giochi in programma dal 9 al 25 febbraio, in un primo gesto di distensione con la Corea del Sud dopo mesi di escalation missilistica e nucleare. La delegazione sarà composta da funzionari di alto livello, atleti, un team di supporto e uno di artisti dello spettacolo, un gruppo di turisti, una squadra di dimostrazione di Taekwondo e un gruppo di giornalisti. . 

Secondo fonti ufficiali della Corea del Sud, Seul e Pyongyang hanno acconsentito a ristabilire la «linea rossa» telefonica militare. Il ministro dell’Unificazione sudcoreano, Chun Hae-Sung, il regime di Pyongyang ha fatto sapere che un collegamento nella parte occidentale del confine era stato ristabilito. «Di conseguenza, la nostra parte ha deciso di iniziare a usare la linea telefonica militare, a partire dalle 8 di mattina di domani». 

Le due Coree hanno concordato di far ripartire il dialogo militare per "allentare le tensioni lungo i confini". E' un altro degli sviluppi maturati dall'incontro di alto livello tenuto dopo oltre due anni al villaggio di confine di Panmunjom tra le delegazioni dei due Paesi. Le parti, riferisce l'agenzia Yonhap, hanno deciso di continuare a tenere colloqui di "alto livello per migliorare i legami" e di dare il via a incontri operativi sulla partecipazione del Nord alle Olimpiadi di PyeongChang. Seul e Pyongyang inoltre hanno deciso di riaprire la "linea rossa" di comunicazione militare

E Il primo grande risultato del dialogo di "alto livello" tra rappresentanti di Nord e Sud al villaggio di confine di Panmunjom è  l'invio di una delegazione alle prossime Olimpiadi invernali di PyeongChang

Seul ha proposto che gli atleti delle due squadre sfilino insieme alla cerimonia di apertura e chiusura dei Giochi. L’ultima volta che i due Paesi hanno marciato insieme è stato oltre 10 anni fa alle Olimpiadi invernali del 2006 a Torino. Seul ha anche proposto che, in occasione delle prossime festività del capodanno lunare, che cade il 16 febbraio prossimo, un meeting della Croce Rossa per il ricongiungimento delle famiglie divise dal trentottesimo parallelo, che funge da confine tra le due Coree.

Nella delegazione ci saranno atleti, sostenitori, gruppi di performance artistica, team dimostrativo di taekwondo e funzionari di vertice. 

Secondo Pyongyang «è meglio non correre e risolvere una a una le questioni con pazienza»e «risolvere le questioni riguardanti i legami inter-coreani attraverso il dialogo e i negoziati per la pace e l’unità nella penisola», ha reso noto il vice ministro sudcoreano per l’Unificazione, Chun Hae-sung.poi

Seul ha offerto di riavviare le discussioni con la supervisione della Croce rossa sulle riunioni delle famiglie separate dalla Guerra di Corea (1950-53) intorno alla festa del Capodanno lunare di febbraio. La Corea del Sud ha chiesto inoltre al Nord di tenere quanto prima anche un dialogo "tra militari" allo scopo di "eliminare o ridurre i rischi di errore di valutazione", stemperando le tensioni intorno alla penisola coreana.

La partecipazione alle Olimpiadi invernali non è l'unico tema che impegna le due Coree. Da quanto emerso nei giorni precedenti all'incontro, Seul dovrebbe sondare anche la possibilità di riaprire un dialogo con gli Stati Uniti sul programma nucleare, in un momento in cui il linguaggio utilizzato da Washington non è certo conciliante.

«Il leader nordcoreano ha appena dichiarato che il pulsante nucleare è sempre sulla sua scrivania. Qualcuno di questo regime esaurito e alla fame lo informi che anch'io ho il pulsante nucleare, ma è molto più grande e più potente del suo. E il mio funziona«, ha scritto come ormai di consueto su Twitter il Commander in Chief.

Non è la prima volta che Trump e Kim portano lo scontro sul personale, con una battaglia all'ultimo insulto. Al contrario, la disputa verbale va avanti ormai da tempo. La narrativa degli ultimi mesi ricorda ad esempio quando il giovane leader ha chiamato il presidente Usa «un folle rimbambito». Oppure quando, durante l'ultima Assemblea Generale delle Nazioni Unite, The Donald ha definito il dittatore di Pyongyang un «rocket man (uomo missile) in missione suicida». 

Intanto, proprio alle Nazioni Unite, nelle scorse ore è tornata ad esprimersi anche l'ambasciatrice statunitense Nikki Haley sul dossier nordcoreano, citando le notizie secondo cui Kim si starebbe preparando per un altro test missilistico. «Spero che questo non accada, ma se accadrà dovremo adottare altre misure», ha avvertito Haley, sottolineando come ci sia «altro da fare per assicurare l'attuazione delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza». L'ambasciatrice ha riaffermato anche che il «mondo civilizzato deve rimanere unito contro lo sviluppo dell'arsenale nucleare di Pyongyang». «Non accetteremo mai - ha ammonito ancora la Haley - una Nord Corea nuclearizzata».

Decisamente più disteso, invece, è il clima intorno al 38esimo parallelo. Prima c'è stata la proposta di Seul di un vertice per discutere l'eventuale partecipazione degli atleti nordcoreani alle Olimpiadi invernali il mese prossimo, con i colloqui che avranno inizio il 9 gennaio. Quindi, Pyongyang ha deciso di riattivare la linea di comunicazione diretta con il Sud al villaggio di confine di Panmunjom. 

Da Pechino è arrivato il plauso agli ultimi sviluppi tra le due Coree: l'auspicio è che «le parti possano incontrarsi a metà strada», ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri Geng Shuang, sottolineando che le parti interessate alla situazione nella penisola dovrebbero sostenere e «cogliere la positiva piega degli eventi». Sulle ultime scintille tra Trump e Kim, invece, la Cina ha lanciato un appello a «mostrare misura», dicendo cose utili per «alleviare la tensione».

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