Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

Create an account

Fields marked with an asterisk (*) are required.
Name *
Username *
Password *
Verify password *
Email *
Verify email *
Captcha *
Reload Captcha
Sabato, 26 Settembre 2026

Una straordinaria festa di popolo. Un momento molto significativo per Giarratana. Sono andati in archivio, ieri, a tarda notte, i solenni festeggiamenti in onore del patrono San Bartolomeo. Dopo una intera giornata dedicata alla venerazione del simulacro, la conclusione è stata affidata, in contrada Presti, al grandioso spettacolo pirotecnico curato dalla pluripremiata ditta Zio Piro di Gianni Vaccalluzzo da Belpasso. E, in effetti, i fantasmagorici fuochi artificiali hanno concluso degnamente un’intera giornata che sarà ricordata a lungo a Giarratana. All’intero comitato dei festeggiamenti, ai portatori e a tutti coloro che hanno collaborato alla riuscita delle celebrazioni sono arrivati i complimenti dell’intera comunità giarratanese oltre che da tutti i visitatori arrivati da fuori. Non era facile riuscire a superare il fatto che quest’anno, a causa dei lavori di ristrutturazione che stanno interessando la chiesa patronale, la Sciuta sarebbe stata effettuata dalla chiesa Madre. Eppure, grazie all’impegno di tutti, all’attenzione riversata dalle varie componenti di un’articolata manifestazione dal notevole afflato religioso, la festa di San Bartolomeo apostolo di quest’anno non ha avuto nulla in meno rispetto alle precedenti edizioni. Anzi, forse la necessità di colmare, per così dire, il gap, ha fatto sì che tutti mettessero una marcia in più per garantire la migliore riuscita di celebrazioni straordinarie. L’arrivo della processione, con il simulacro, nella chiesa di San Bartolomeo apostolo è stato caratterizzato dal solenne panegirico sul sagrato. Da qui, si è poi avuta la traslazione del simulacro del santo patrono condotto a spalla sino alla chiesa Madre dove è stato riposto, temporaneamente e sino a quando i lavori nella chiesa di San Bartolomeo non saranno completati, nella cappella a lui dedicata. La celebrazione eucaristica serale presieduta dal predicatore, don Fabio Randello, parroco della parrocchia matrice Santa Margherita di Licodia Eubea, diocesi di Caltagirone, è stata molto partecipata, alla presenza delle autorità civili e militari, così come la processione avviata subito dopo che ha interessato le principali vie di Giarratana. Il parroco, don Mariusz Starczewski, ha voluto porre l’accento sui cristiani perseguitati e sui fratelli nella fede uccisi per l’odio alla fede. “Essere devoti a San Bartolomeo – ha detto – significa anche essere solidali con loro, chiedere la giustizia e la protezione per loro. I martiri di oggi versano il loro sangue a testimonianza di Gesù e del Vangelo. San Bartolomeo è apostolo e anche martire. Vivendo noi in pace non possiamo dimenticarci degli altri fratelli e sorelle, sia quelli bisognosi e poveri che vivono accanto a noi che quelli che soffrono per motivo della propria fede in tutto il mondo”. Il parroco, il comitato dei festeggiamenti e la comunità dei devoti e dei fedeli hanno dato appuntamento a tutti per le celebrazioni del 2020.

Sono stati come sempre numerosi i fedeli che, sabato sera, hanno animato la processione in onore dell’Immacolata, ultimo atto di una festa che, a Ragusa, affonda le radici nelle tradizioni dei secoli andati (è fatto risalire addirittura al 1743 la recita dell’atto di affidamento della città alla protezione della Vergine, lo stesso celebrato la sera della vigilia). All’uscita dalla chiesa di San Francesco in piazza Chiaramonte, nel quartiere di Ibla, l’incedere del simulacro della Santa Madre di Dio è stato salutato da grida di giubilo e da una pioggia di cartigli colorati con la scritta “Viva Maria”. Poi il tradizionale corteo, con la recita delle preghiere e la banda musicale “San Giorgio” che ha contrappuntato i momenti di vuoto attraverso l’esecuzione di alcune marce. Un richiamo insostituibile per i devoti. Ma anche per i turisti che, così come accade ormai da tempo, hanno fatto capolino tra i fedeli per ammirare lo straordinario passaggio del simulacro.

Con la processione è stata messa in evidenza la santità e la purezza di Maria. Lo ha ricordato anche il rettore della chiesa di San Francesco all’Immacolata, padre Pietro Floridia, parroco del Duomo di San Giorgio, durante l’omelia. La processione si è snodata per le principali vie del quartiere barocco. I fedeli hanno poi fatto ritorno in chiesa dove il simulacro è stato riposto. Non prima, però, di avere avuto l’opportunità di ammirare i fuochi pirotecnici. “Anche nel coro di questa edizione – dice Giorgio Mallemi, principale ispiratore del comitato dei festeggiamenti – abbiamo cercato di rendere dei significativi momenti di fede un appuntamento irrinunciabile per i credenti. E siamo contenti che la partecipazione continui ad essere consistente, un modo per condividere assieme a noi la devozione nei confronti della Madre di tutti. Significa che i messaggi lanciati nel corso di tutti questi anni hanno colto in qualche modo nel segno”.

“La Calabria ha una notevole e solida produzione culturale. È necessario però che non resti fine a se stessa. La cultura deve diventare uno strumento di crescita sociale, un’occasione di riscatto per l’intera regione. Per questo occorre avviare una nuova stagione di impegno civile, nella quale sarà fondamentale il contributo degli intellettuali della nostra terra. Viviamo una fase storica complessa, in cui è di vitale importanza uno sforzo straordinario da parte di tutti: la politica, le istituzioni, le parti sociali. La cultura deve essere un pezzo di questo processo. Dobbiamo lavorare tutti assieme per perseguire il bene comune”. È il messaggio lanciato dal Salone del libro di Torino dal presidente del Consiglio regionale della Calabria, Nicola Irto. Il rappresentante di palazzo Campanella (che ha anche fatto gli onori di casa, allo stand della Regione, al presidente della Fondazione del Libro  Massimo Bray) ha partecipato alla presentazione di diversi volumi: “Generazione don Milani”, “Dei confini, dell’identità e di altri demoni”, “L’ape furibonda”, “Territori per lo sviluppo” e “Le voci dall’eco”. Incontri nel corso dei quali Irto ha riproposto il filo conduttore della sua presidenza: “Occorre investire in cultura perché essa è uno degli asset in grado di produrre valore aggiunto e generare benessere sociale”. Intervenendo alla tavola rotonda “La regione degli scrittori per una nuova narrazione della Calabria”, Irto ha sostenuto: “In un’epoca nella quale la fanno da padrone i social network, gli insulti e il sensazionalismo, una grossa mano all’immagine e alla reputazione della nostra regione sta arrivando da testimonial come gli scrittori, che usano un supporto da alcuni considerato in via d’estinzione: la carta. Tuttavia – ha aggiunto – credo che a cambiare la narrazione della Calabria non debbano essere gli scrittori ma gli attori istituzionali, a cominciare dai politici”. Il presidente dell’Assemblea legislativa calabrese ha ricordato “quanto di positivo stiamo facendo in Consiglio regionale: le misure di trasparenza e sobrietà, i tagli ai vitalizi e ai costi della politica, gli investimenti sul diritto allo studio e sul polo culturale Mattia Preti. Non è sufficiente ma è un inizio”.

“L’importante – ha incalzato Nicola Irto - è che a cambiare la narrazione della Calabria siamo noi stessi, iniziando a usare un linguaggio sobrio, senza parlare ogni due giorni di ‘rivoluzioni’ e di ‘eventi epocali’ perché l’errore più grave che una classe dirigente possa commettere è quello di non rispettare l’intelligenza dei cittadini. Solo se cambieremo noi si trasformerà la Calabria e, a quel punto, muterà anche il modo stesso di raccontarne le vicende da parte degli altri".

Nel suo appello agli intellettuali calabresi, il presidente Irto ha concluso: “Abbiamo bisogno del contributo di critica costruttiva ed elaborazione intellettuale delle tante energie positive di cui dispone la nostra regione. Dobbiamo aprirci, non rinchiuderci; impegnarci e non essere indifferenti. Così ricostruiremo una cultura meridionalista forte, nel solco di figure di altissimo profilo, come Rosario Villari, che continuano a rappresentare dei punti di riferimento assoluti per l’intero Paese”.

Pubblicità laterale

  1. Più visti
  2. Rilevanti
  3. Commenti

Per favorire una maggiore navigabilità del sito si fa uso di cookie, anche di terze parti. Scrollando, cliccando e navigando il sito si accettano tali cookie. LEGGI