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Un evento straordinario per celebrare uno dei capolavori più amati della storia dell’opera. Sabato 1° novembre, alle 20.50 in diretta in mondovisione su Rai 3, Tosca, nella ricostruzione dell’allestimento originale del 1900 riproposto al Teatro dell’Opera di Roma, dove nacque il capolavoro di Giacomo Puccini. L’iniziativa, realizzata in collaborazione con il Ministero della Cultura e Rai Cultura, anticipa l’apertura della stagione 2025/2026 dell’Opera di Roma e celebra il 125esimo anniversario dell’opera. A introdurre e commentare la serata su Rai3, saranno Cristiana Capotondi e Alessandro Preziosi, protagonisti del progetto televisivo.

Il 14 gennaio del 1900, Roma assiste alla prima assoluta di Tosca, un evento che lascia un segno indelebile nella storia della musica e della città. Sullo stesso palcoscenico torna oggi una ricostruzione completa e dettagliatissima dell’allestimento originale ideato da Adolf Hohenstein, realizzata con la supervisione dell’Archivio Storico Ricordi.

Sul podio il maestro Daniel Oren, mentre la regia è firmata da Alessandro Talevi. Protagoniste tre grandi stelle della lirica: Eleonora Buratto (Tosca), Jonathan Tetelman (Cavaradossi) e Luca Salsi (Scarpia). Completano il cast Gabriele Sagona (Angelotti), Domenico Colaianni (Sagrestano), Matteo Mezzaro (Spoletta), Daniele Massimi (Sciarrone), Alessandro Guerzoni (Carceriere) e Maria Nardone (Pastorello). La regia TV è affidata a Fabrizio Guttuso Alaimo.

Le scene e i costumi originali di Adolf Hohenstein sono stati ricreati rispettivamente da Carlo Savi e Anna Biagiotti, con le luci firmate da Vinicio Cheli. L’Orchestra e il Coro, quest’ultimo diretto da Ciro Visco, sono del Teatro dell’Opera di Roma. È prevista anche la partecipazione della Scuola di Canto Corale.

«L’aspetto incredibile della partitura di Tosca – afferma il direttore Oren - è la sua fusione di passione, desiderio, sesso, commozione. Tutto suona sempre molto forte, molto drammatico, di una liricità pazzesca. Accanto alla crudeltà più estrema ci sono bellezza e poesia. Questo è il suo segreto. Per questo non invecchia mai».

Il regista Alessandro Talevi sottolinea invece la modernità dell’opera: «Non ho mai smesso di ammirare la sottigliezza e la cura dei particolari con cui Puccini crea i suoi scenari e il modo in cui richiedono costantemente un’indagine psicologica profonda da parte di cantanti e regista».

Seguendo le indicazioni originali di Puccini, l’allestimento restituisce la Roma vissuta dal compositore, dalle vedute dell’alba su Castel Sant’Angelo agli interni dorati di Sant’Andrea della Valle, fino ai rintocchi del Mattutino che il compositore di Lucca ascoltava all’alba per coglierne l’intonazione autentica da inserire in partitura. 

In occasione della recita straordinario di Tosca, il Teatro dell’Opera di Roma presenta anche la mostra ‘Tosca 125. Oltre la scena’, che ne esplora la genesi e la fortuna attraverso documenti, bozzetti, fotografie e costumi provenienti dall’Archivio Storico Ricordi e dalle collezioni del Teatro.

La 28a edizione del Gran Paradiso Film Festival - il terzo festival di cinematografia wildlife più longevo al mondo - si svolgerà dal 28 luglio al 10 agosto nel Gran Paradiso, sotto l’egida di Fondation Grand Paradis e con la direzione artistica di Luisa Vuillermoz.

Il Presidente della Regione Autonoma Valle d’Aosta Renzo Testolin, dichiara “L’edizione di quest’anno del Festival, dedicata alle “forme dell’intelligenza – animale, umana e artificiale”, conferma il suo ruolo di strumento di divulgazione, sensibilizzazione e crescita culturale, contribuendo alla valorizzazione della Valle d’Aosta come laboratorio di idee, sostenibilità e innovazione, con un’attenzione comunque sempre centrale per il contesto naturale e per le comunità che lo popolano, lo sguardo al futuro, ma i piedi ben saldi nei “valori” che i nostri avi ci hanno consegnato.”

Il Festival si apre lunedì 28 luglio a Cogne, con proiezioni del Concorso Internazionale e del CortoNatura in contemporanea a Introd e Rhêmes-Notre-Dame, per poi continuare a Valsavarenche, Aymavilles, Rhêmes-Saint-Georges, Introd e Villeneuve con serate di cinema, incontri ed eventi all’aria aperta, in un’edizione che promette di stimolare visioni innovative, facendo scoprire al pubblico le bellezze del Gran Paradiso: i suoi castelli, le sue tradizioni, i prodotti enogastronomici, le forme d’arte e di musica che si respirano nel primo parco nazionale d’Italia.

In 18 giornate, il festival proporrà 106 eventi, di cui 86 proiezioni, in 8 diverse location. Su 180 film iscritti, sono stati selezionati 18 film in concorso e 3 fuori concorso. 3 saranno le mostre proposte e 144 le ore di streaming del GPFF online.

 L’80% dei film è una prima assoluta per l’Italia, con storie che spaziano dai leoni del deserto alle tartarughe marine dell’Oceano Indiano e con registi provenienti da Paesi in conflitto come Israele e Iran, uniti dal linguaggio universale della natura. Un film ha la voce narrante di Jeremy Irons. Nei corti anche il silenzio racconta: corti senza parole, ma carichi di forza visiva ed emozione. Una selezione raffinata e sorprendente.

Come ogni anno, il programma vedrà protagonisti i film del Concorso Internazionale e del CortoNatura, insieme alle sezioni De Rerum Natura, Parole di natura, GPFF in Mostra e Note di natura.

Ospite d’onore sarà Stefano Accorsi, tra i volti più amati del cinema italiano che con la sua sensibilità artistica e civile, porterà al festival il suo impegno per la difesa dell’ambiente.

Le conversazioni della sezione De Rerum Natura accoglieranno voci autorevoli come Marta Cartabia, Giuliano Amato, Luca Peyron, Giorgio Vallortigara, Luigi Boitani e molti altri: pensatori e pensatrici, volti noti e nuove voci, accomunati dalla voglia di comprendere e costruire.

“Come Fondation Grand Paradis siamo orgogliosi di organizzare un Festival capace di generare pensiero, bellezza e partecipazione, nel cuore delle nostre montagne”, afferma la Presidente di Fondation Grand Paradis Rita Bérard.

Giulio Grosjacques, Assessore al Turismo, Sport e Commercio della Regione Autonoma Valle d’Aosta, intervenendo sul tema del festival aggiunge: “Il Parco del Gran Paradiso è custode degli equilibri creati dall’intelligenza animale e ritengo che non vi sia luogo più appropriato per dibattere di questi temi, infatti il cinema naturalistico ci racconta un mondo di intelligenza animale che stupisce e sorprende e di quanto sia necessario preservarlo e proteggerlo. Siamo tutti consapevoli di quanto sia imprescindibile lavorare per sviluppare un turismo sostenibile che preservi il nostro meraviglioso territorio.”

Davide Sapinet, Assessore alle Opere pubbliche, Territorio e Ambiente della Regione Autonoma Valle d’Aosta, evidenzia: “Il successo di questo evento culturale, in continua crescita, riflette la coerenza tra i valori ambientali raccontati dai film e la vocazione di un territorio che è parco nazionale e fa della tutela dell’ambiente la sua essenza.”

Luisa Vuillermoz, direttrice artistica del festival, sottolinea come “L’intelligenza è ciò che ci permette di adattarci, di immaginare, di prenderci cura del mondo. È una qualità che la natura ci mostra ogni giorno, se sappiamo osservare. Ce lo ricordano i film in concorso, che raccontano storie di resilienza animale, equilibrio ecologico, coesistenza possibile. Storie che emozionano e sorprendono per qualità, sensibilità e coraggio creativo.

Il Gran Paradiso Film Festival resta fedele alla sua missione: creare uno spazio in cui emozione e pensiero si incontrano, dove la bellezza della natura dialoga con la complessità del presente. È un luogo di confronto, ispirazione, azione. Un laboratorio culturale a cielo aperto, nel cuore del Parco Nazionale Gran Paradiso.

Il festival non si limiterà a parlare di intelligenza artificiale: la sperimenterà con La Sibilla del Gran Paradiso, un sistema di AI generativa basato su un avatar digitale che dialogherà con il pubblico, risponderà alle curiosità sul Festival e sul territorio rendendolo ancora più sorprendente.”

Il Gran Paradiso Film Festival è un progetto ideato e organizzato da Fondation Grand Paradis, con il sostegno dei principali partner: il Ministero della Cultura, l’Assessorato Turismo, Sport, Commercio e Trasporti della Regione Autonoma Valle d’Aosta, la Fondazione Cassa di Risparmio di Torino, il Parco Nazionale Gran Paradiso, la Compagnia Valdostana delle Acque e i Comuni di Cogne, Introd, Rhêmes-Notre-Dame, Aymavilles, Rhêmes-Saint-Georges, Villeneuve e Valsavarenche. Il Festival è patrocinato da Ente Progetto Natura, con la sponsorship tecnica di Montura e del Bellevue Hotel & Spa come hospitality partner.

Gli appuntamenti del Gran Paradiso Film Festival sono gratuiti e aperti a tutti su prenotazione. Per ulteriori informazioni sulla programmazione e sulle prenotazioni, è possibile visitare il sito web ufficiale www.gpff.it , scaricare l’App “Visit Gran Paradiso” o consultare l’assistente virtuale “La Sibilla del Gran Paradiso”.

 

L’anno scorso il pubblico della Carnegie Hall di New York, ha potuto assistere al debutto (presso la Weill Recital Hall) del soprano Dominika Zamara.
Ma quell’episodio non è stato altro che un nuovo inizio, la Zamara è tornata proprio in quella sala, un ritorno molto atteso dagli amanti della grande musica.

La dimostrazione dell’affetto che il pubblico a Stelle e Strisce ha nei suoi confronti ne è prova inequivocabile. la sua prima tournée in America risale al 2011, da li in poi è stato un susseguirsi di impegni artistici oltremanica, tra concerti e opere. Ma proprio nella Grande Mela la Zamara ha concepito di avere un’affinità elettiva con la musica contemporanea, non a caso il Maestro James Adler ha voluto la sua voce, interpretazione ed espressività per cantare la sua nuova creatura: “Alleluia For Peace” (un’anticipazione, la stessa composizione del Maestro James Adler sarà presentata a Roma in ottobre).

Ma partiamo con ordine: siamo la chiusura della serata, fa ingresso nel palco la Zamara (per l’occasione vestita dalla stilista Marta Jane Alesiani), con The Lehner String Quartet, un’istituzione nel panorama musicale newyorchese. I virtuosismi dei cinque musicisti si fondono per donare un’esperienza uditiva unica nel suo genere. Sin dalla partenza dello strumentale all’entrata della voce, in una perfetta armonia, un viaggio onirico all’interno di questa “Alleluia For Peace”. Finita l’esibizione si leva uno scroscio interminabile di applausi e una standing ovation, la serata si chiude con l’inchino dei musicisti.

Dopo il concerto abbiamo raggiunto il Maestro Adler, presente in Sala, per un commento a caldo: “Sono stato chiamato sul palco per un inchino con la solista stellare Dominika e il Quartetto Lehner. Abbiamo ricevuto un applauso travolgente, lungo e prolungato, una risposta molto emozionante. È stato speciale essere in quel momento e con questi grandi artisti”. Continua il M° James Adler, “Congratulazioni a Dominika Zamara, ai membri del Quartetto Lehner, alla Dott.ssa Anna Ouspenskaya e a James Welch, direttori delle Sale Concerti Virtuali Sound Espressivo! È stata una serata stellare”!

 

Biografia

Il soprano Dominika Zamara, artista di origine Polacca, cresciuta artisticamente in Italia. Nel 2006 vince una borsa di Studio dal Conservatorio Statale di Verona. Nel 2007 si laurea con il massimo dei voti presso l’Università di Musica di Wroclaw (PL). Ha eseguito numerosi masterclass con Alida Ferrarini, Bruno Pola, Enrico De Mori, quest’ultimo molto incisivo nella sua futura crescita professionale. Il suo debutto nel mondo dell’opera risale al 2010 nell’opera La Boheme di Giacomo Pucccini nel ruolo di Mimì, diretta dal Maestro Enrico De Mori. Si fa notare per il suo dinamismo, la versatilità e le qualità vocali, di li in poi iniziano i vari tour che la portano a calcare i palcoscenici di gran parte d'Europa, USA, Messico, Argentina, Cina, Corea del Sud e Australia. Si esibisce in opere complete, concerti da camera, liederistica e festival.

Degne di nota sono le esibizioni: Carnegie Hall di New York, alla Atterbury theatre, Pretoria in South Africa, all’Opera Theatre, Damascus in Siria, a Varsavia, alla Beatificazione del Cardinale Stefan Wyszyński in mondovisione.  Accademia del Teatro alla Scala di Milano, Mostra del Cinema e La Biennale di Venezia, al Teatro Olimpico di Vicenza nel ruolo di Dori nell’Opera “Un Tramonto” di G. Coronaro, al Avery Fisher Hall presso il Lincoln Center di New York, il Manuel Ponce Hall di Città del Messico, al Teatro Verdi di Padova nell’opera contemporanea La Serva di Padova, nella Sala Accademica del Pontificio Istituto di Musica Sacra Roma, a Cracovia durante la Giornata Mondiale della Gioventù con la presenza del Papa. A Chicago nell'oratorio The Creation di J. Haydn, al National Opera Center di New York. Nell'opera La Traviata nel ruolo di Violetta e nel Mythos Opera Festival nell'opera Aida di Verdi presso il Teatro Antico di Taormina. A Scicli ha inaugurato la prima edizione del Festival InCanto Barocco, al Teatro Mercadante di Altamura con le arie da concerto di S. Mercadante, a New York nella Gloria di Vivaldi e alla Sala della Protomoteca presso il Campidoglio di Roma. Dal 2023 è entrata a far parte del roster artistico della New York Composer Circle come Perfoming Artist.

Tra i numerosi premi e onorificenze, ha ricevuto: Il Premio Cartagine a Roma, Il Premio Fontane di Roma in Vaticano. La Zamara è menzionata in due enciclopedie “Polscy Muzycy w Świecie1, autore Zbigniew Andrzej Judycki” a Varsavia e “Encyklopedia Dziedzictwa Polonii Świata. Ambasadorowie Polonii.2”  E stata autrice di una pubblicazione nell'enciclopedia "Filozofia muzyki. Doświadczenie, poznanie, znaczenie3", presentato al 15th "World Congress of Smiotic", alla University of Macedonia (Πανεπιστήμιο Μακεδονίας)

2023 American Prize Award - Chamber Vocal Music like performer soprano, USA.

Il suo ampio repertorio spazia dal barocco al contemporaneo (con una propensione al repertorio mozartiano, belcantistico e contemporaneo), canta in diverse lingue. La Zamara porta avanti da vari anni un suo progetto, dei concerti da camera con arie da concerto di Vincenzo Bellini e i lieder di Fryderyk Chopin, due compositori uniti da una profonda amicizia e collaborazione.

Brand Ambassador della linea Cosmetica Mather Milano. Ha indossato pregiati abiti da stilisti di nota fama, quali: Rosy Garbo, Ela Piorun, Marta Jane Alesani. Immortalata dal Maestro fotografo Stefano Geardi, la cui foto ha vinto la medaglia d’argento nella categoria Advertising al prestigioso concorso World’s Top 10 Black & White

Presentato ufficialmente a Roma il SalinaDocFest 2025: dal 15 al 20 luglio, “Nuove Parole / Nuove Immagini” per raccontare il reale attraverso il cinema. Tra le novità un manifesto che invita a riflettere sulla necessità di alfabetizzazione audiovisiva...

È stato presentato ufficialmente a Roma, nella cornice del Cinema Farnese Arthouse, il programma della XIX edizione del SalinaDocFest, che si terrà dal 15 al 20 luglio 2025 sull’isola di Salina, nelle Eolie. A raccontare la visione di questa nuova edizione è stata Giovanna Taviani, fondatrice e direttrice artistica del festival. Nel corso dell’incontro è stato proiettato anche un videomessaggio del regista Daniele Vicari, autore del libro Il cinema, l’immortale (Einaudi, 2022), le cui riflessioni hanno ispirato la stesura del Manifesto “Il cinema come mestiere dell’immaginario”, promosso dal SalinaDocFest per affermare con forza il diritto allo studio del linguaggio audiovisivo nelle scuole italiane. Il Manifesto, scritto da Giovanna Taviani in collaborazione con un gruppo di critici e cineasti, sarà presto disponibile per la sottoscrizione sul sito ufficiale del festival e si pone come strumento culturale e politico per affrontare una delle urgenze educative più pressanti del nostro tempo: formare cittadini consapevoli attraverso l’alfabetizzazione all’immagine.

Il documento verrà presentato pubblicamente a Salina sabato 19 luglio, in un incontro aperto al pubblico che vedrà la partecipazione di studiosi, artisti e rappresentanti del mondo della cultura. Il Manifesto nasce dalla consapevolezza che siamo entrati nell’era digitale da analfabeti dell’immagine, così come nel dopoguerra — ricorda Vicari — gran parte della popolazione italiana, tra cui i suoi stessi nonni, imparò a parlare il linguaggio orale della televisione senza sapere né leggere né scrivere. Le conseguenze furono devastanti: il dominio crescente della società dello spettacolo ha progressivamente anestetizzato le coscienze, trasformando i cittadini in spettatori passivi, privi degli strumenti necessari per decifrare i meccanismi del linguaggio televisivo. Per questo il Manifesto propone di riconoscere l’educazione visiva come un diritto culturale, civile e democratico, da integrare stabilmente nei percorsi scolastici di ogni ordine e grado, affinché le nuove generazioni non subiscono le immagini, ma imparino a leggere, interpretare e usarle in modo critico e creativo.

 Un’edizione sempre più internazionale con premi speciali a grandi protagonisti del cinema e della cultura

Il SalinaDocFest 2025 si apre a una dimensione sempre più globale, testimoniata dalla presenza di grandi nomi del cinema e della cultura contemporanea. Oliver Stone, due volte Premio Oscar, sarà sull’isola per ricevere il Premio Gruppo Arena e per presentare il suo libro Cercando la luce in dialogo con Silvia Bizio. Jeremy Irons, attore premio Oscar e Ambasciatore FAO, riceverà il Premio Irritec per il suo attivismo ambientale, mentre Sinéad Cusack sarà premiata con il Lady Wilmar per la forza e l’eleganza del suo sguardo artistico al femminile. Il Premio Pistì andrà a Lunetta Savino per il suo ruolo in Diamanti, Agostino Ferrente riceverà il Premio Howden Assimovie per l’energia musicale e collettiva del suo cinema, mentre Ascanio Celestini sarà insignito del Premio Ravesi - Dal testo allo Schermo per Poveri Cristi. Infine, Lidia Ravera riceverà il Premio “Nuove Parole / Nuove Immagini”, perfettamente in linea con il tema di questa edizione.

 Jeremy Irons protagonista dell’evento speciale sulla sostenibilità con il film “Trashed”

Il SalinaDocFest rafforza il proprio impegno ambientale ospitando un evento speciale dedicato alla sostenibilità con protagonista Jeremy Irons, che introdurrà la proiezione di Trashed, il documentario di Candida Brady di cui è voce narrante e produttore esecutivo. Il film, acclamato dalla critica e premiato nei più importanti festival internazionali, ci conduce nei luoghi più martoriati dall’inquinamento da rifiuti per raccontare una crisi globale che coinvolge tutti. Irons dà voce a scienziati, attivisti e comunità che lottano per un futuro più pulito, denunciando l’inerzia politica e proponendo soluzioni reali. Dopo la proiezione, l’attore converserà con il pubblico, con la moderazione di Cristina Piccino e l’intervento di Giulia Giuffré, Sustainability Ambassador di Irritec.

Il Concorso Internazionale: sei film per raccontare le contraddizioni del presente

Anche quest’anno il concorso centrale del SalinaDocFest porterà sull’isola sei film inediti in Italia, tra i più interessanti della nuova produzione documentaria. Le opere selezionate esplorano temi attualissimi: la memoria familiare e collettiva (Il cassetto segreto di Costanza Quatriglio), l’abbandono infantile nei brefotrofi italiani (Fratelli di culla di Alessandro Piva), l’elaborazione del lutto e dell’assenza (No More Trouble di Tommaso Romanelli), la lotta per l’autodeterminazione artistica (L’occhio della gallina di Antonietta De Lillo), l’iperconnessione e la crisi dell’identità nel mondo digitale (Real di Adele Tulli), e l’adolescenza precaria tra sogni e responsabilità (Tineret di Nicolò Ballante). I film concorrono ai tre premi principali: Premio Palumbo, Premio MediaFenix e Premio Signum del Pubblico.

 Oltre il cinema: incontri con gli autori, musica e degustazioni tra paesaggio e cultura

Il Caffè del Festival al Rapa Nui Resort di Santa Marina Salina ospiterà ogni giorno conversazioni con autori, registi, scrittori e tecnici del cinema. Oltre al già citato Oliver Stone, ci saranno incontri con Maricetta Lombardo, storica microfonista del cinema italiano, e Clarissa Cappellani, fotografa e direttrice della fotografia. Il confine tra immagine reale e finzione sarà invece esplorato da Daniele Ciprì e Nicolò Massazza. Le scrittrici Silvia Bizio, Luciana Capretti e Lidia Ravera presenteranno le loro ultime opere. Al Wine Bar Ravesi di Malfa, affacciato sul mare, si svolgeranno gli Incontri.doc con Ascanio Celestini e Agostino Ferrente, mentre la rassegna Enocinema, tra racconti e degustazioni, celebrerà il legame tra cultura e territorio eoliano.

 Musica e cinema: tra omaggi, restauri e ritmi mediterranei

Il SalinaDocFest 2025 si aprirà con il concerto “Pietra a metà”, omaggio di Pietra Montecorvino a Massimo Troisi e Pino Daniele, e si chiuderà con l’energia swing de I Patagarri, quintetto gipsy-jazz. La sezione Cinema e Musica ospiterà anche le proiezioni di Pino di Francesco Lettieri, Buena Vista Social Club di Wim Wenders in versione restaurata, e L’Orchestra di Piazza Vittorio, opera che racconta la forza aggregante della musica nel cuore di Roma.

 Mostre, installazioni e fotografia: quando l’arte rende visibile l’invisibile

Tre progetti visivi completeranno il programma: l’installazione site-specific Replanting Human Beings di Giuseppe La Spada, che riflette sul rapporto tra uomo e ambiente e sulla possibilità di rigenerazione; la mostra Vernacolare isolano di Claudio Santini, dedicata all’architettura siciliana e alla sua sostenibilità naturale; e Through Waters di Cristina Sassayannis, esplorazione fotografica sul legame tra identità e paesaggio marino. Tre visioni che arricchiscono il festival e dialogano con il suo paesaggio.

 Ingresso gratuito e partecipazione aperta: il SalinaDocFest è per tutti

Tutti gli eventi del SalinaDocFest sono a ingresso libero fino a esaurimento posti, per continuare a promuovere una cultura accessibile e condivisa. Il festival, tra proiezioni, incontri, libri, concerti e arte, invita il pubblico a tornare a immaginare, a pensare, a emozionarsi. In un luogo unico come Salina, dove il cinema incontra il Mediterraneo.

 

 

 

 

 

La prima rappresentazione di  Adriana Lecouvreur ebbe luogo al Lirico di Milano il 6 novembre 1902. Il personaggio di Maurizio di Sassonia, del capolavoro di Francesco Cilea, fu affidato ad un giovane Enrico Caruso, reduce proprio dai successi nei teatri campani, il Verdi di Salerno, il Cimarosa di Caserta e da quell’Elisir d’amore al San Carlo per il quale la critica del Procida, circa “Una furtiva lacrima”, fece nascere la falsa leggenda dei fischi e del non ritorno a cantare in patria, il quale lanciò quel titolo, improntato al melodismo spontaneo tipico della scuola napoletana con influssi di Massenet e della tradizione lirica francese. Da venerdì sera, a rinverdire i fasti di Enrico Caruso, c’è il tenore Vincenzo Costanzo, all'Opéra national du Capitole de Toulouse, chiamato dalla sera alla mattina a sostituire l’indisposto Josè Cura, nell’Adriana Lecouvreur firmata dal direttore Giampaolo Bisanti e dal regista Ivan Stefanutti. L’ambientazione scelta trasporta lo spettatore nel primo Novecento, un’epoca coeva agli autori di musica e libretto, differenziandosi nettamente dal contesto settecentesco della vicenda narrata. Le pareti nere dell’unica scena, sono movimentate da sei grandi colonne nere lucenti, a morbide volute, che si stagliano sulle quinte creando un’atmosfera intensa e astratta. Gli arredi, in stile nouveau-decò, sono essenziali, rigorosamente bianchi, donano un’eleganza sobria e moderna alla scena, unitamente ai costumi, anch’essi en blanc et noir, di grande raffinatezza, in linea con i contrasti e i caratteri dei personaggi declinati in modo efficace.

Il regista è riuscito ad amalgamare il chiacchiericcio burlesco e quasi comico degli attori della comédie, con il drammatico scontro tra le protagoniste e il patetismo affettuoso di Michonnet. Questa sapiente caratterizzazione ha permesso di sottolineare le sfumature emotive e i contrasti tra comicità e tragedia, arricchendo la narrazione di profondità. Particolarmente pregnante è  risultato il momento ballettistico del terzo atto, curato da Michele Cosentino, che si è ispirato al “Prèlude à l’après-midi d’un faune” di Debussy e alle coreografie di Nijinsky, poesia coreografica estremamente sofisticata, in cui per l’uomo moderno la fine delle certezze ha creato certo scompiglio determinando ciò che oggi è l’evidenza: un movimento , un genere di valore, che suscita “maraviglia”, “Felino sensuoso e lucidissimo, capace di liberare le passioni prigioniere” (Pierre Boulez). L’ Orchestra, protagonista  e di grande spessore, è nelle mani sensibili ed efficaci di Giampaolo Bisanti. Direzione equilibrata tra un melodismo, scevro delle incrostazioni melense della più che centenaria tradizione e la vividezza delle scene d’insieme, con forte sostegno per i cantanti, attraverso il continuo dialogo con il palcoscenico, rispondente alle esigenze emotive e drammatiche della rappresentazione. Il Maestro dona alla recita una nota verista, evidenziando i tratti più passionali e intensi dell’opera, contribuendo, così, a una lettura profondamente coinvolgente e autentica. Ottimo l’allestimento del cast, a cominciare dal ruolo di Adrienne che calza a pennello a Lianna Haroutounian – un ruolo che interpreta da diversi anni e di cui conosce tutte le insidie e gli artifici. Voce salda, proiezione sicura, senza essere sempre completamente controllata, interpretazione magistrale, in particolare nel quarto atto. Accanto a lei, il tenore napoletano Vincenzo Costanzo, che ha voce bella e potente, timbro accattivante, splendida luminosità e medi ben proiettati, emissione salda, il quale sa ben gestire i toni più intimi e sfumati verso il finale, oltre che una recitazione  naturale che gli ha permesso di salvare la “prima” dell’opera in sostituzione di un indisposto Josè Cura, giungendo a poche ore dall’apertura del sipario e con la stanchezza del viaggio addosso. L'altro ruolo femminile di spicco è quello della Principessa di Bouillon, che è stato affidato a Judit Kutasi, mezzosoprano scuro e robusto, che si addice perfettamente a colei che avvelenerà la sua rivale. Nicola Alaimo è un Michonnet sopraffatto dall'amore per Adrienne. Il suo atteggiamento si adatta perfettamente al personaggio, con quel suo registro grave, ricco di tanti armonici sontuosi. Tanta Italia in palcoscenico con Roberto Scandiuzzi, un perfetto Principe di Bouillon, note gravi sul velluto e bel fraseggio, mentre a completare il cast l' Abbé di Pierre Derhet, il prete che sembra piuttosto attratto dalle ricchezze di questo mondo e Juvenot e Dangeville, alle quali danno voce Cristina Gianelli e Marie-Ange Todorovitch, Poisson, Damien Bigourdan, Quinault Yuri Kissin e le Majordome Hun Kim. Dignitoso il coro diretto da Gabriel Bourgoin. Saluti e applausi per tutti dove l’ovazione è stata per il tenore Costanzo il quale ha ricambiato visibilmente commosso, conscio che le ombre dell’incidente in palcoscenico nel corso della Tosca pisana, siano state definitivamente fugate.

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