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18 Leopard tedeschi a Kiev

Si rafforza la potenza di fuoco ucraina il governo di Olaf Scholz, Berlino ha completato l'invio dei 18 carri armati Leopard 2 garantiti a Kiev per sostenere la difesa dall'invasione russa.

"Gli ultimi carri armati hanno lasciato la Germania alla fine della scorsa settimana e ora sono stati consegnati" in territorio ucraino, ha scritto il settimanale der Spiegel prima che arrivasse la conferma ufficiale del cancelliere, mentre Kiev si prepara a una controffensiva per riprendersi i territori dell'est, ma Mosca non sta a guardare: il Cremlino ha annunciato che la Russia procederà con i piani di dispiegamento di armi nucleari tattiche in Bielorussia indipendentemente dalla reazione dell'Occidente. 

La Germania svolge un ruolo attivo nel "pompare armi all'Ucraina" e ciò "aumenta il suo coinvolgimento diretto e indiretto nel conflitto". L'accusa arriva dal portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, che ha commentato così la fornitura di carri armati Leopard da parte di Berlino. 

Il ministero degli Esteri della Bielorussia ha dichiarato di essere costretto a ospitare armi nucleari tattiche russe sul suo territorio in risposta alla crescente aggressività dei paesi Nato che minacciano la sicurezza della stessa Bielorussia.
"Le misure coercitive unilaterali in ambito politico ed economico si sommano al crescente potenziale militare dei Paesi vicini alla Nato proprio ai nostri confini. La Bielorussia adotta misure di ritorsione forzate per rafforzare la propria sicurezza e la propria difesa", ha dichiarato il ministero della Difesa, secondo quanto riporta la Tass.

E il segretario del Consiglio di sicurezza Nikolai Patrushev ha lanciato nuove minacce, mettendo stavolta nel mirino direttamente l'America: "La Russia possiede armi avanzate e uniche in grado di distruggere qualsiasi nemico, compresi gli Stati Uniti, in caso di minaccia alla sua esistenza", ha avvertito in un'intervista al quotidiano Rossiyskaya Gazeta. Per Patrushev "di fatto i Paesi della Nato sono parte della guerra" e "non nascondono che il loro obiettivo principale è cercare di prolungare questo conflitto militare il più a lungo possibile, la sconfitta della Russia sul campo di battaglia e un'ulteriore divisione". 

Secondo il Cremlino, la prova del coinvolgimento occidentale sarebbero proprio le armi fornite a Kiev: oltre ai carri armati tedeschi, anche tre Leopard donati dal Portogallo hanno raggiunto l'Ucraina, ha riferito una fonte di sicurezza citata da Reuters. Il ministro della Difesa ucraino Oleksiy Reznikov ha confermato che i tank saranno schierati in diverse sezioni della linea del fronte ad aprile o maggio. Perché per Kiev non esiste pace senza liberazione dei territori occupati dai russi, con le buone o le cattive. Una soluzione negoziata resta lontana, e di certo l'annuncio di Mosca di voler tirare dritto sulle atomiche in Bielorussia non aiuta: nelle circostanze attuali, "tutte le parti dovrebbero concentrarsi sugli sforzi diplomatici per risolvere pacificamente la crisi ucraina e promuovere di concerto l'allentamento delle tensioni", è stato il commento al riguardo della Cina, mentre ieri la Nato aveva condannato "la retorica nucleare" di Putin come "pericolosa e irresponsabile". Per gli analisti dell'Institute for the study of the war, lo zar "cerca una vittoria completa in Ucraina, che sembra fiducioso di poter raggiungere nel tempo e rifiuta l'idea che l'attuale realtà militare richieda una soluzione negoziata del conflitto". E le controffensive ucraine "sono quasi certamente necessarie, ma non sufficienti a persuadere Putin a negoziare in termini accettabili", secondo il think tank americano. Ma Kiev insiste, e lancia segnali a Mosca con nuovi attacchi a Mariupol, nel Donetsk, e a Melitopol, nella regione di Zaporizhzhia, entrambe città occupate dall'esercito russo. 

Proprio a Zaporizhzhia peraltro si è recato oggi Volodymyr Zelensky: il presidente ucraino ha visitato le truppe e incontrato il capo dell'Aiea, Rafael Grossi, in visita nella regione mentre crescono i timori per un possibile incidente alla centrale nucleare. "Senza l'immediato ritiro delle truppe e del personale russo dall'impianto e dai territori adiacenti, qualsiasi iniziativa per ripristinare la sicurezza nucleare è destinata al fallimento", è stato però il monito del leader ucraino. Le bombe degli invasori intanto continuano a cadere nel Donetsk, dove due persone sono state uccise e 29 sono rimaste ferite a Slovyansk. 

A Bakhmut la situazione è "costantemente difficile" ma resistere è una "necessità militare", secondo il comandante delle forze di terra di Kiev, Oleksandr Syrskyi, per il quale sullo sviluppo degli eventi "si valutano tutte le possibili opzioni". Mentre 90 chilometri a sud, i russi stanno trasformando Avdiivka in "un luogo da film post-apocalittico", intensificando i bombardamenti e costringendo a chiudere quasi completamente la città ucraina in prima linea, ha denunciato il capo dell'amministrazione militare Vitaliy Barabash.

Intanto :  Se io fossi stato presidente, questo non sarebbe accaduto”. Non usa mezzi termini Donald Trump. La sua presidenza è stata la sola, nel 21esimo secolo, durante la quale la Russia non ha invaso un altro Paese. "Con Bush, la Russia invase la Georgia” dice l’ex inquilino della Casa Bianca dal palco della Conservative Political Action Conference, a Orlando in Florida. “Con Obama, la Russia invase la Crimea. Con Biden, la Russia ha invaso l'Ucraina”.

Riuscirei a risolvere la guerra in Ucraina in 24 ore”.

Ne è sicuro l’ex presidente Donald Trump, che in un’intervista andata in onda lunedì sera su Fox News ha aggiunto che con lui alla Casa Bianca i colloqui di pace tra Russia e Ucraina – presieduti da Trump stesso – andrebbero velocemente e “agevolmente” in porto.

“Se la guerra non sarà finita (quando verrò eletto), la risolverò in 24 ore con Zelensky e con Putin, e ci sarà un negoziato molto semplice da condurre, ma non voglio dirvi qual è perché poi non potrò iniziarlo”, ha giurato il candidato repubblicano alla elezioni del 2024, senza accennare però a quale sarà la sua strategia.

A detta di Trump, quindi, l’unica speranza per la pace nel mondo “nel giro di un giorno” è proprio votare affinché torni alla Casa Bianca. Altrimenti, ha continuato il 76enne magnate newyorkese, “questi idioti vi faranno finire in una guerra mondiale nucleare che farà sembrare la Prima e la Seconda Guerra Mondiale delle polpette”, ha avvertito.

L’ex comandante in capo, che qualche settimana fa aveva dichiarato che la guerra tra Russia e Ucraina era più importante per l’Europa che per gli Stati Uniti, ha poi ribadito di “andare abbastanza d’accordo con Putin” e che, se fosse stato rieletto presidente nel 2020, l’invasione russa dell’Ucraina non sarebbe mai avvenuta.

Fonte VNY/ Ansa / varie agenzie

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