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Dall’agricoltura e dai Fondi Ue, una possibile riduzione del divario Nord – Sud del Paese

Oggi, molti giovani del Sud scelgono volentieri di tornare dove i loro padri sono fuggiti, puntando su un’agricoltura di qualità e più attenta all’ambiente. Da un recente Rapporto del Censis “Il processo di ringiovanimento del tessuto d’impresa agricola, in particolare, ha coinciso con il consolidarsi di una nuova generazione di giovani imprenditori.“ Ma c’è di più. Negli anni della crisi il lavoro dipendente nell’agricoltura è aumentato: +4,6 % gli occupati dipendenti e +5,1% quelli con meno di 35 anni. A questo punto, al fine alto, di ridurre il più possibile il diverio Nord- Sud del Paese Italia, c’è da augurarsi che abbia successo il pacchetto di misure del Governo sul lavoro, il quale, partendo dal Sud, utilizzerà un miliardo di Fondi dell’Unione europea, destinati al programma di convergenza e che, con l’assenso delle Regioni interessate, potranno essere destinati alla decontribuzione delle nuove assunzioni, nel settore agricolo, a tempo indeterminato, di giovani con meno di trent’anni. Pertanto si parte dalle Regioni –Obiettivo: Campania, Calabria, Sicilia e Puglia; e si allarga, poi, l’orizzonte a : Abruzzo, Molise, Basilicata e Sardegna. Ancora, un altro volo dell’agricoltura gestita dai giovani del Sud è quello dell’export: un’impennata delle vendite di vino ed olio d’oliva del Mezzogiorno; le mete principali sono Cina, Ungheria e Russia. E dulcis in fundo , noi diciamo che tra gli obiettivi dei poteri istituzionali nazionali e locali ci deve essere una nuova visione dell’impresa agricola del Sud, che piace ai giovani, con la quale l’insieme delle Regioni del Mezzogiorno crescono per aiutare l’intero Paese a crescere.

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