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Giovedì, 21 Giugno 2018

Mandato a Fico per verifica governo M5s-Pd

Al via le consultazioni di Fico: nel suo ufficio a Montecitorio il presidente della Camera che vedrà alle 14:30 il Pd e alle 18 il M5s. Mattarella ha dato a Fico fino a giovedì per verificare la possibilità di una maggioranza parlamentare tra i due partiti per costituire il Governo. "La nostra disponibilità al confronto c'è. E' Fico il candidato a premier del M5S?", dice il capogruppo dem al Senato Andrea Marcucci, che non è ottimista - "non vedo le condizioni" perché i programmi di Pd e M5s si possano allineare, rileva - ma aggiunge che "le sorprese in politica sono sempre dietro l'angolo".

Al giro di boa impresso dal Capo dello Stato con l’incarico esplorativo a Roberto Fico, l’imbarcazione di Matteo Salvini rimane indietro e quella di Silvio Berlusconi evita di scuffiare. Cosa che sarebbe successa se la Lega avesse spezzato la corda del centrodestra per fare un governo con M5S. L’ex Cavaliere non solo ha scampato questo pericolo, ma si è preso la soddisfazione di vincere le Regionali in Molise, ha evitato il sorpasso dell’alleato leghista e ha ribaltato i pronostici favorevoli ai pentastellati che lo hanno sempre tenuto fuori dalle trattative costruite dal Carroccio. L’ex Cavaliere è stato accusato dai grillini di essere colluso con la mafia e di rappresentare il male assoluto della politica italiana.

Ora Berlusconi, dopo aver fatto fallire il tentativo di Salvini, spera che fallisca anche quello di un governo M5S-Pd. Punta a quella che il leader di Forza Italia considera «l’unica soluzione possibile», il «governone», più o meno tecnico, con il sostegno di tutti. Già Salvini mette le mani avanti e dice «mai, piuttosto il voto». Ma questo è il copione che verrà scritto dalla prossima settimana e già vede distanti e divisi i partiti del centrodestra. Oggi invece lo sono sull’atteggiamento nei confronti del Quirinale.

Per Salvini la regola numero uno in democrazia è rispettare il voto degli italiani: «Significa far ragionare i primi due arrivati, i terzi restano invece in panchina. Non mi sembra che sia corretto che governino secondi e terzi e i primi restino fuori. 

Salvini deluso con il Colle per il mandato al presidente della Camera, bollandolo come «una presa in giro». «Il Pd ha perso in Italia, ha perso in Molise, se ci date una mano straperderà domenica anche in Friuli Venezia Giulia. Io non voglio vedere Renzi, Serracchiani o la Boschi al governo per i prossimi 5 anni. Non è giusto, non è normale, non è rispettoso. Certo, bisogna rispettare sempre le indicazioni del Presidente eccetera eccetera, ma farò di tutto perché non accada questa presa in giro». 

Dalla Meloni però non sono arrivate le stesse bordate di Salvini contro il Colle. Moderate anche le reazioni da parte di Forza Italia. Le capigruppo Gelmini e Bernini sostengono semplicemente che chi ha perso le elezioni non può andare al governo. Un po’ più duro Giorgio Mulè, portavoce dei gruppi parlamentari di Fi: «Ogni ipotesi diversa dal governo che parta dal centrodestra sarebbe il tradimento della volontà popolare espressa il 4 marzo e nel Molise». Di fatto nessuna forzatura, ma un modo per evitare che Salvini possa accusare l’alleato azzurro di volere «inciuciare» con governi tecnici o del presidente. Che è il vero approdo cui spera Berlusconi. «Se poi il Pd si scongela e fa un governo con Di Maio - osserva una parte di Forza Italia - noi andremo all’opposizione. Tutto il centrodestra andrà all’opposizione e per noi sarà una rigenerazione». Silvio invece vuole evitare questo «disastro per l’Italia». 

Poi Salvini, in campagna elettorale in Friuli Venezia Giulia, butta lì una frase sibillina: «Alla fine possiamo tirarci su le maniche e provare a far da soli». Sembra riferirsi all’ipotesi che il centrodestra possa cercarsi in Parlamento i voti che gli mancano. C’è solo un «piccolo» impedimento: Sergio Mattarella non darà mai a Salvini l’incarico di provarci. Anche se questa è sempre stata la proposta di Giorgia Meloni. «Una strada che, se fosse stata percorsa sin dall’inizio, ci avrebbe probabilmente evitato settimane di balletti incomprensibili agli italiani», afferma la leader di Fratelli d’Italia, che considera il mandato di Fico «un tentativo con poche possibilità di riuscita». 

il Presidente della Repubblica ha dato mandato al presidente della Camera "per sondare quale governo? Pd-5Stelle hanno perso in Italia, hanno perso in Molise, se ci date una mano straperderanno domenica in Fvg. Io non voglio vedere Renzi, Serracchiani o la Boschi al governo per i prossimi cinque anni. Non è giusto, non è normale, non è rispettoso". "Bisogna rispettare sempre le indicazioni del Presidente ecc. ecc. ma farò di tutto perché non accada questa presa in giro", ha aggiunto. "Per il Governo si potrebbe fare la stessa cosa che avete fatto voi con la ricostruzione - ha detto il leader della Lega dal Friuli facendo un parallelo con la ricostruzione dopo terremoto -: se quelli con cui dovreste ricostruire cominciano a litigare e non si mettono d'accordo, alla fine possiamo tirarci su le maniche e provare a far da soli". 

"Non sono arrabbiato ma deluso perché gli italiani non meritano questo", ha detto Salvini rispondendo a una domanda sulla possibilità di un accordo tra Pd e M5S."Sono stanco, da un mese sento gente che litiga mentre io che avrei teoricamente potuto accampare pretese per fare il premier avendo vinto il centrodestra e avendo la Lega nella coalizione preso più voti, sono stato il primo a dire se serve faccio un passo a lato, mentre altri continuano a dire io io io". "I 5Stelle non possono pretendere che pezzi del centrodestra stiano alla finestra e Berlusconi non può pretendere che i 5Stelle restino a guardare. Mi auguro per gli italiani che non ci sia un governo 5Stelle-Pd perché fiscalmente parlando temo che sarebbe un disastro. Riportare al governo quelli che sono stati ultrasconfitti mi sembrerebbe una cosa irrispettosa nei confronti degli italiani. Se metti insieme M5S e sinistra tassano anche l'aria, anche il tombino, quindi mi auguro che non sia così". 

'Siamo e resteremo alternativi a M5s', ha detto il presidente del Pd, Matteo Orfini. "Ascolteremo ovviamente con rispetto e attenzione Fico, con rispetto sia per lui che per la funzione che rappresenta. Ma il mio parere resta quello dei giorni scorsi: eravamo, siamo e resteremo alternativi ai Cinque Stelle per cultura politica, programmi e idea della democrazia. Quindi non ci sono le condizioni per un accordo politico tra Pd e M5s. L'abbiamo sempre detto e lo ribadiamo nel merito". 

Secondo il segretario del Pd, Maurizio Martina: "Ci confronteremo con il presidente Fico con spirito di leale collaborazione secondo il mandato conferitogli dal presidente Mattarella". "Lo faremo con serietà e coerenza a partire da una questione fondamentale e prioritaria: la fine di ogni ambiguità e di trattative parallele con noi e anche con Lega e centrodestra. Per rispetto degli italiani, dopo 50 giorni di tira e molla, occorre su questo totale chiarezza".

Intanto il ministro Calenda frena su un possibile accordo: "Vedo il serio rischio - scrive su Twitter - che Pd sia troppo antisistema per allearsi con M5s attuale". 

Una passione per i 100 metri e la fisarmonica come hobby, Fico è nato a Napoli nell'ottobre del 1974. Diploma di liceo classico, laurea con 110 e lode in Scienze della Comunicazione a Trieste con una tesi sulla comunicazione di massa. Nel 2005 fonda il meetup 'Amici di Beppe Grillo' organizzato in un pub di Mergellina, dentro a una grotta di tufo. Sono anni di battaglie sui temi dell'acqua pubblica su cui nascono i comitati, dei rifiuti, della tutela dell'ambiente. Il suo primo successo politico è il ritiro di una delibera dell'Ato per la privatizzazione dell'acqua. "Sono stati anni importanti - racconta lo stesso Fico - che hanno contribuito a rafforzare la nostra consapevolezza. Le idee di comunità, di mutuo intervento, di responsabilità collettiva erano chiare già prima del Movimento".

Nel 2009 nasce M5s e Fico è subito in prima linea. Eletto in Parlamento nel 2013, già allora era considerato in corsa per lo scranno più alto di Montecitorio. Diventa invece, a soli 38 anni, presidente della commissione di Vigilanza sulla Rai con l'obiettivo, dice subito dopo la proclamazione, di "staccare la politica dall'informazione e dalla tv di Stato che è di tutti i cittadini". Nel mirino mette gli stipendi d'oro nella tv pubblica, un tema sul quale non è mai andato leggero. Nel giugno scorso l'attacco a Fabio Fazio per il suo stipendio, non temendo di definirlo un "classico comunista col cuore a sinistra e portafogli a destra

Una citazione di Giovanni Falcone "Possiamo sempre fare qualcosa" e un proposito: "Possiamo aver commesso errori, ma il nostro impegno a migliorare la comunità è ancora lì. Intatto". Così Roberto Fico si racconta nella biografia che compare sul suo sito. Campano, grillino della prima ora, il nuovo presidente della Camera è il leader degli 'ortodossi' del M5s. L'ala considerata più 'a sinistra' e più 'purista' del MoVimento. E', di fatto, l'unico tra i big pentastellati ad aver più volte duellato con Luigi Di Maio. Nell'agosto dello scorso anno - tanto per citare un esempio - dopo gli sgomberi dei migranti con gli idranti a Piazza Indipendenza, andò all'attacco: "Uno Stato così non mi rappresenta", mentre l'attuale leader del partito si schierava a difesa di Virginia Raggi e dell'operato delle forze dell'ordine.

E poco più tardi, a settembre, dopo che Fico aveva deciso di non correre alle primarie dei 5Stelle, ci fu un momento di tensione alla kermesse di Rimini, la festa per incoronare Di Maio. Una vicenda che si risolse alla fine solo con una 'pax provvisoria' tra i due grazie alla mediazione di Beppe Grillo e Davide Casaleggio.

 

 

 

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