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Venerdì, 19 Luglio 2019

Dare è più importante che ricevere. La FIDAPA Catanzaro ha dispensato regali e sorrisi ieri, martedì 12 dicembre, per i detenuti dell’Istituto penale minorile “Silvio Paternostro” di Catanzaro. Era stato preannunciato un calendario ricco di appuntamenti e attività sociali in prossimità delle festività natalizie: la Sezione ha inteso proporre, come da tradizione, la lodevole iniziativa promossa dalla socia Mariella Marino in accordo con il direttore dell’Istituto, il dottor Francesco Pellegrino, per trentatré ragazzi, di cui ventotto arrivati in Italia con i barconi, di età compresa tra i diciassette e i vent’anni.

In verità, sebbene si tratti di un evento che si rinnova annualmente, un turbinio di sensazioni forti che segnano l’animo, si scatena nell’entrare a contatto con un ambiente vissuto da ragazzi che non devono sentirsi soli, dimenticati, ultimi. Simbolicamente, il messaggio delle socie, con a capo la presidente, l’avvocato Costanza Santimone, porta speranza e conforto per giovani costretti a fare i conti i propri fantasmi, riflettendo su errori dai quali apprendere per risorgere a nuova vita e cercare riscatto nella società, da futuri uomini, senza dimenticare: è possibile dimenticare ciò che non ci sfiora, ma per il resto, il cuore conserva tutto. Anche pagine come quella che ha scritto la FIDAPA, in un pomeriggio prenatalizio.

Perchè il titolo La scena nel crimine? 

Leoncavallo intravide quasi 30 anni dopo, in un lontano delitto del 1865 avvenuto a Montalto Uffugo, la possibile scena di un melodramma. Quell'episodio vissuto da giovanetto, evidentemente, venne trattenuto dalla memoria. Da quí germinò Pagliacci.

Si dice in psicologia che la memoria è selettiva, trattiene ed a volte rinviene. Elimina gran quantitá di informazioni prive di senso che non vengono rielaborate. Si deteriora la traccia mnestica, i ricordi si cancellano col tempo, alcuni sono rimossi. Ma non tutti i ricordi si indeboliscono. Questo è quanto ritengo sia avvenuto con Leoncavallo che in qualche modo azionò la memoria di rievocazione richiamando in mente qualcosa a suo tempo immagazzinato. Ma anche la memoria episodica, di tipo biografico sulle specifiche esperienze personali e quella semantica, che attiene ai significati, agirono, è probabile, in quel flashback di lungo termine. La memoria semantica (il fatto, gli umori, il luogo) e quella a lungo termine possono pienamente applicarsi al Leoncavallo che rievoca frammenti del passato.

Nel compositore, davanti a Cavalleria Rusticana, nel 1890, scattò forse il "riconoscimento"  dell'imprinting pregresso, la messa a fuoco di immagini riposte in mente magari non classificate (ma anche del luogo Montalto) che lui rimodellò liberamente.

L'eco in famiglia di quel fatto di cronaca nera fu avvertita in modo forte?

Trattandosi del domestico, direi di si. Fu un omicidio in u n certo senso di vicinato. Il padre Vincenzo, che era pretore ed istruí inizialmente l'indagine, cedette il posto a un giudice supplente. Per terzietá, forse, essendo toccato in prima persona da quel caso la cui eco avrebbe investito la comunitá montaltese per più generazioni.

Gli atti processuali svelano la veritá?

Quella processuale coincide con la realtá fattuale. Ma la versione di Ruggiero manca.

Il piccolo non fu ascoltato.

Ma il libro, un saggio inchiesta storico/ musicale, è "doppio" ?

All'inizio si esamina il perchè del soggetto,e si è attorno al 1865, 

poi interviene il tema teatrale, il verismo, a fine 800.

Per proseguire per tutto il 900 fino ad oggi. Quindi la metodologia è storico-sociale e coinvolge aspetti musicali e teatrali. 

Nel libro si parla del processo ma un pò ovunque affiorano sono temi giuridici, il plagio, per esempio, ma anche criminologici, sul tipo di delitto, passionale o d'impeto.

A Montalto ci fu predeterminazione. La sentenza parla chiaro.

Il padre magistrato che ruolo ebbe nella vita di Leoncavallo?

Determinante, non c'è dubbio. Fu una presenza autorevole che si ritrovò a confrontarsi con vicende tragiche del proprio tempo.

E la madre?

Da lei il compositore ereditò la sensibilitá artistica e la passione per la musica.

Puccini, Mascagni...vi si parla dei rapporti con questi e altri operisti scrittori intellettuali letterati...

È una biografia , la sua , che vi si intreccia di continuo.

Si può raccontare la storia dell'opera attraverso una opera verista come Pagliacci?  In particolare i personaggi come Nedda Canio Silvio hanno un valore sempre attuale?

E' la tesi del volume: si racconta di un melodramma che ha attraversato la storia dell'opera. E i tipi sono "maschere" antropologiche universali. 

C'è una parte del libro dove si parla oltre che di Montalto, del Cilento e della costa tirrenica, Castellabate, Eboli, Sanza, Potenza, quest'ultima centralissima tappa negli anni di formazione e, in parallelo, nella biografia del padre Vincenzo.

Dai tipi ai topoi. I luoghi sono importanti nel delineare la figura di Leoncavallo. A questa direttrice tutta meridionale ovviamente poi si aggiunge il tassello Montalto.

Ma pensiamo anche a una mappatura biografica estesa e importante.

Estera:  Egitto Francia Germania Svizzera e anche USA.

E al nord italiano, Milano con la prima di Pagliacci, Bologna e Carducci, Montecatini. La Toscana... Esiste una geografia leoncavalliana! Da cui non si può prescindere per penetrare , diciamo cosi, nel personaggio e soprattutto , nella produzione artistica.

Parliamo del Sud.

Nella presentazione del libro, avvenuta al Museo Archeologico Provinciale di Potenza a cura della Associazione Leoncavallo diretta da Elena Sabatino in collaborazione con Franco Pascale per conto del Museo Leoncavallo di Montalto Uffugo, si è dibattuto ampiamente di questo tema. Si spera di poterlo approfondire in altre occasioni visto che fra due anni sará il centenario dalla morte del musicista. Sará un'ottima occasione per tutte le "location" leoncavalliane meridionali di riappropriarsi del "loro" Leoncavallo.

 

 

La globalizzazione va modellata. E’ possibile migliorare redditività e sostenibilità dell’economia globale, promuovere mercati aperti e regolamentati e, al tempo stesso, assicurarsi che i benefici della globalizzazione si diffondano nelle società, incrementando l’investimento nell’educazione e nella formazione continua.

E’ il messaggio che al G20 ha lanciato il B20: il business forum ad esso collegato, la community delle imprese. In occasione del vertice di Amburgo, il Presidente del B20, Jürgen Heraeus, ha fugato qualsiasi dubbio sulla posizione del mondo degli affari in merito a economia di mercato e salvaguardia dell’ambiente. L’accordo sul clima di Parigi va attuato e non c’è spazio per rigurgiti protezionistici. Difesa del clima e crescita economica, ha sottolineato Heraeus, sono obiettivi che non solo non si escludono a vicenda ma che, anzi, possono essere perseguiti con reciproci vantaggi. Coniugando innovazione e competitività con qualità della vita e rispetto dei principi alla base di una leale concorrenza.

E’ questa la piattaforma consegnata dalla community degli affari a quella dei governi, che, pur tra difficoltà e travagli, ha finito per recepirla.

Tra l’elite dell’imprenditoria mondiale del B20 c’è il fondatore di Protom l’imprenditore napoletano Fabio De Felice, uno dei principali esperti italiani di digitalizzazione delle imprese e docente universitario di Ingegneria degli impianti industriali.

“Il clima, il rispetto dell'ambiente e la sostenibilità sono le sfide del presente e del futuro”, dichiara De Felice. “Vanno affrontate con determinazione e lucidità, sia nell’interesse del comune cittadino, sia per le ripercussioni concrete sulla vita delle piccole e medie imprese. A maggior ragione in un paese come l’Italia, in cui le pmi sostanziano in gran parte il tessuto imprenditoriale”. Ma, per De Felice, è fondamentale che questi grandi orizzonti tematici vengano affrontati dalla comunità internazionale nel suo complesso. Come ha rimarcato il Presidente di B20 Heraeus, “Le sfide globali richiedono soluzioni globali. Univoche soluzioni nazionali sono destinate a fallire”. Per De Felice, questa vision si declina soprattutto in un modo: “la crescita economica deve andare di pari passo con la responsabilità sociale ed ambientale. L'innovazione e la ricerca devono quindi tener conto di obiettivi come l'inclusione economica e sociale. Nel nostro piccolo lo facciamo con Protom, che nel 2016 ha aderito al Global Compact e sviluppa i suoi business nel totale rispetto della sostenibilità ambientale”.

L’importanza della funzione del G20 quale principale e indiscusso Forum decisionale di cooperazione economica e regolamentazione finanziaria è nota a tutti.

Dalla creazione nel 1975 del G7 che riuniva i Capi di Stato e di Governo dei sette maggiori Paesi industrializzati (Stati Uniti, Giappone, Germania, Francia, Italia, Regno Unito e Canada), allargato alla Russia dal 1998, il Forum si è sempre più ampliato al fine di includere, nel dialogo sulle questioni di maggior rilievo a livello globale per la stabilità economica e finanziaria, a partire dal 1999, anche i nuovi Paesi emergenti quali Arabia Saudita, Argentina, Australia, Brasile, Cina, Corea del Sud, India, Indonesia, Messico, Sudafrica e Turchia, oltre all’Unione Europea.

Il Forum è stato formalizzato ufficialmente in G20 a partire dal 2008. Di pari passo con l’allargamento del Gruppo ai nuovi protagonisti della scena economica attuale, in considerazione del loro crescente contributo al PIL mondiale, il G20 ha mostrato anche una maggiore apertura nei confronti del settore privato dell’economia, quale riconoscimento del suo ruolo di motore per la crescita economica, fonte di risorse per gli investimenti e stimolo per l’occupazione. Gli stessi leader del G20, nelle loro dichiarazioni conclusive, hanno ribadito negli ultimi anni la necessità di una maggiore cooperazione dei Governi col settore privato attraverso partnership pubblico-private e misure volte a rafforzare il ruolo di tale settore a beneficio delle economie di tutto il mondo.

La sinergia della business community con il G20 è nata nel 2010 nel corso del Summit ospitato dal Canada, quando questa fu invitata per la prima volta a far sentire la sua voce. Il Business 20 (B20), il Forum attraverso cui le imprese e loro associazioni, tra cui la ICC, producono raccomandazioni di indirizzo per l’incontro annuale del G20, rappresenta oggi oltre 6,5 milioni di imprese di tutti i settori e tutte le dimensioni.

Da allora, il B20 è divenuto un appuntamento fisso annuale quale canale privilegiato del settore privato per veicolare il punto di vista delle imprese ai Governi impegnati nel rafforzamento delle misure per la ripresa economica.


Con quartier generale a Napoli e sedi a Milano, Londra, Tolosa e Rio de Janero e con  oltre 200 addetti Protom è una realtà leader a livello europeo nei servizi avanzati di ingegneria e consulenza per lo sviluppo di progetti e soluzioni ad alto grado di innovazione. Protom negli ultimi mesi è stata agli onori delle cronache per avere realizzato, dopo aver vinto una gara internazionale, il Museo Corporea a Città della Scienza, la più grande opera pubblica in ambito culturale fatta negli ultimi anni in Europa, per la quale il team dell'area It dell'azienda ha anche realizzato innovative applicazioni di realtà aumentata.

 

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