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Martedì, 20 Novembre 2018

Torna l'ipotesi di un Governo esecutivo giallo-verde

Ritorna in campo il governo gialloverde. Dopo le aperture di Matteo Salvini alla proposta di Luigi Di Maio di discutere sul ruolo di Paolo Savona nell' Esecutivo politico, la macchina si è rimessa in moto. In questo quadro, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, disposto a concedere un minimo di tempo a M5s e Lega, si tiene in contatto con gli altri vertici istituzionali. In mattinata ha incontrato al Quirinale il presidente del Senato Maria Elisabetta Casellati. Ed ha avuto un lungo colloquio telefonico con il presidente della Camera Roberto Fico. Al Colle potrebbe appalesarsi proprio Salvini, si ragiona in ambienti parlamentari, per fare un punto con il Capo dello Stato, che fino a questo momento non avrebbe comunque ricevuto segnali netti sulla ripartenza della trattativa tra i pentastellati ed il Carroccio.

Piazza Affari ritraccia dai massimi della mattinata mentre lo spread tra btp e bund risale a 234 punti base, con il rendimento del decennale che torna sopra il 2,7%. Gli occhi degli investitori sono rivolti alle trattative per la formazione di un nuovo governo in Italia mentre in Spagna è in corso il dibattito sulla mozione di sfiducia nei confronti del premier Mariano, Rajoy, che verrà votata domani. L'euro ritraccia sotto quota 1,17 e scambia a 1,688 sul dollaro nonostante l'accelerazione dell'inflazione nell'Eurozona che potrebbe spingere la Bce a chiudere il Qe a fine anno. Rallentano anche gli altri listini europei: Madrid sale dello 0,4%, Londra dello 0,2%, Parigi dello 0,1% mentre Francoforte cede lo 0,4% in attesa dei dazi Usa su acciaio e alluminio, che dovrebbero essere annunciati a breve. Sul listino milanese (+0,8% l'indice Ftse Mib) corrono le banche, con in testa Mps (+5,9%).

Sullo sfondo, il governo tecnico di Carlo Cottarelli, sempre pronto a tornare in pista, con la lista dei ministri pronta, qualora l'evolversi della situazione politica lo rendesse necessario. Una novità del ritorno del governo Salvini-Di Maio potrebbe essere rappresentata dalla cooptazione di Fratelli d'Italia che rimpolperebbe significativamente la maggioranza, soprattutto al Senato. Tant'è che c'e' grande attesa per un vertice M5s-Lega al quale dovrebbe partecipare anche la leader di Fdi, Giorgia Meloni

Si sta lavorando innanzitutto a uno spostamento di Paolo Savona dal ministero dell'Economia, come chiesto da Di Maio. E l'ipotesi potrebbe essere di indicare l'economista al ministero per le Politiche europee. Sul tavolo ci sarebbe anche l allargamento con la Meloni (anche la leader di FdI ha annullato tutti gli incontri in programma per oggi). In questo caso la Difesa potrebbe andare a Giorgia Meloni o Guido Crosetto. Resta, invece, ancora da sciogliere il nodo dell'Economia che rimane alla Lega

L'ultima mossa, disperata, l'ha compiuta ieri, con la richiesta di perdono, dopo lo scontro dei giorni scorsi, al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: nel primo pomeriggio, Di Maio ha incontrato il capo dello Stato, mettendo sul piatto, quasi in ginocchio, la testa di Paolo Savona per siglare la pace e far ripartire la trattativa per un governo politico. Nella diretta serale su Facebook, il grillino silura pubblicamente Savona, offrendo un'altra poltrona all'economista, indicato dal Carroccio per la guida del ministero dell'Economia. Se Savona fino a due giorni fa era un punto fermo, la sintesi tra Lega e M5s, oggi diventa l'arma di Di Maio per ritornare nella partita di governo. Il grillino è assediato da paure e incertezze: la leadership appare al capolinea. All'interno del M5s la fronda legata a Roberto Fico ha bollato come «inopportuna sia la guerra innescata contro il Colle che la scelta di evocare la piazza per mettere pressioni su Mattarella». I deputati vicini al presidente della Camera hanno disertato il comizio di Napoli, dando un segnale chiaro di dissenso alla linea politica.

Di Maio percepisce come la fiducia dei parlamentari grillini, riuniti ieri in assemblea, per scelte sbagliate, sia in picchiata. E sta provando a cambiare registro e strategia nel tentativo di salvare la leadership. In un'intervista a Fanpage, il capo politico del M5s disinnesca i cannoni per la manifestazione del 2 giugno, inizialmente puntati contro il Quirinale: «È una chiamata pacifica per tutti i cittadini che vogliono incontrarsi per ricordare il valore della nostra Costituzione, della Repubblica e della nostra sovranità da qualsiasi influenza esterna, altre nazioni, banche, agenzie di rating. Non è una piazza contro la Presidenza della Repubblica».

Anche sul voto anticipato, il leader dei pentastellati è costretto, suggerito da Davide Casaleggio e preoccupato dall'impatto sulle aziende delle impennate dello spread, alla giravolta. Aprendo anche all'ipotesi di una fiducia tecnica all'esecutivo guidato da Carlo Cottarelli, che faccia slittare il voto in autunno, con l'obiettivo di tranquillizzare i mercati. Se Savona dovesse fare il passo indietro, rimettendo in campo l'ipotesi di un governo politico, Di Maio sarebbe tentato dall'idea di cedere la poltrona a Palazzo Chigi a un esponente della Lega. Un valzer di contraddizioni e isterismi che comincia a preoccupare il gruppo parlamentare del M5s, che per la prima volta si schiera ufficialmente contro il leader. In tanti cominciano a lamentarsi per la piega che sta prendendo la vicenda legata al governo e che vede il Movimento quasi messo all'angolo.

Intanto secondo le agenzie di stampa per aiutare i Paesi dell'Eurozona colpiti da un "ampio shock asimmetrico" (o una crisi) a mantenere intatti i loro investimenti pubblici necessari per continuare a crescere, la Commissione Ue propone di creare un "fondo di stabilizzazione" da 30 miliardi di euro. La cifra verrà raccolta dalla stessa Commissione sul mercato, e concessa ai Paesi sotto forma di prestito. Ma ognuno potrà chiedere solo fino al 30%. Gli interessi sulla somma prestata saranno coperti dai profitti del signoraggio bancario.

 "Per minimizzare il rischio di 'azzardo morale' gli Stati dovranno rispettare stringenti criteri di eleggibilità basati su solide politiche finanziarie e macroeconomiche", precisa la Commissione. I prestiti daranno "sostegno finanziario extra quando le finanze pubbliche sono sotto pressione e dovrebbero essere orientati agli investimenti che favoriscono la crescita, che manterranno i posti di lavoro integri e consentiranno all'economia di riprendersi più in fretta".

La Commissione spiega che l'idea del fondo di stabilizzazione "potrà essere arricchita nel tempo da risorse finanziarie fuori dal budget europeo", ovvero provenienti dal fondo salva-Stati ESM o dal futuro Fondo monetario europeo, o addirittura da un possibile meccanismo di assicurazione volontario da creare tra gli Stati membri.

 "Il fondo di stabilizzazione può essere un veicolo", chiarisce la Commissione, che vuole costruire un ponte con la proposta di Macron di creare un vero e proprio bilancio dell'Eurozona. Un altro strumento per andare incontro ai Paesi in difficoltà con il bilancio è il Programma di sostegno alle riforme, che "fornirà supporto tecnico e finanziario a tutti gli Stati membri per fare le riforme che modernizzeranno le loro economie", in particolare quelle identificate nelle raccomandazioni specifiche della Commissione. Il programma per le riforme avrà un budget di 25 miliardi di euro.

 

 

 

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