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Mercoledì, 02 Dicembre 2020

Alessandro Busci alla Triennale di Milano

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La splendida cornice della Triennale di Milano dal 14 al 30 novembre 2014 ospiterà la personale “In alto Milano” di Alessandro Busci, nella quale l’artista rimanda sulla crescita architettonica della sua città che, a partire dal dopoguerra ma, ancor più, all’esordio del XXI secolo, ha cambiato la sua connotazione, in un moto ascendente in prospettiva.

L’esposizione, presentata in catalogo da Ada Masoero, che comprende 50 nuovi dipinti, tutti su lastre di acciaio cor-ten ed un nucleo di 40 opere su carta, ruota intorno al ciclo, realizzato appositamente per la mostra, che vede protagonista la nuova Milano “verticale”, alla quale si affiancano le vedute di alcune emblematiche metropoli, come New York, Londra e Shangai, in un suggestivo confronto tra le memorie di archeologie industriali e gli scenari futuristici.

La mostra proporrà le affascinanti architetture che caratterizzano il quartiere di Porta Nuova-Garibaldi e l’area di Citylife, dove appare evidente la radicale trasformazione del tessuto urbano, che riprende in modo evidente lo stile di edifici iconici, come la Torre Velasca ed il grattacielo Pirelli, in linea con le tradizioni architettoniche post-belliche. Non a caso, sono proprio queste opere, insieme allo Stadio di San Siro e la nuova Bocconi, le indiscusse protagoniste della mostra stessa.

La veduta urbana, in particolare di Milano, è per Alessandro Busci un tema ricorrente e prediletto ed oggetto di un’indagine introspettiva, oltre che visiva ma, al tempo stesso, soggetto, matrice ed elemento generatore di sequenze che, come fotogrammi di un film, vanno a cogliere il processo di trasformazione e di crescita di questa città metropolitana.

Il Presidente della Triennale di Milano Claudio De Albertis afferma: “Milano si sta trasformando ormai da molti anni. Ha cambiato il suo landscape ed il volto dei suoi nuovi quartieri, grazie alle architetture contemporanee che si stanno realizzando. Alessandro Busci, attraverso le sue opere, ci racconta la nuova città “verticale” e moderna e quindi la Triennale di Milano è certamente l’area espositiva più naturale e consona, poiché sin dalla sua nascita studia, ricerca e presenta al pubblico le trasformazioni del tessuto urbano contemporaneo”.

Del resto, Busci è un artista profondamente milanese, che si è formato attingendo alla cultura figurativa di Umberto Boccioni e Mario Sironi:

Come scrive Ada Masoero: “Alessandro Busci, attraverso la sua pittura, si inserisce nella raffinata e fondamentalmente radicata tradizione della cultura pittorica milanese, immettendovi la sua personalissima visione, che seppur dinamica e vibrante, per le pennellate ed i processi chimico-pittorici, che ama innescare sull’acciaio cor-ten o sulle lamiere sulle quali dipinge, è nel contempo abitata da cantieri deserti, notturni e silenziosi, immersi nelle atmosfere sinistre, generate da quei cicli ardenti e solforosi, che proiettano le sue vedute, ben riconoscibili e quindi apparentemente realistiche, in una dimensione visionaria, che va ben oltre il “reale”.

La mostra è organizzata da “Associazione Italiana”.

Note Biografiche

Alessandro Busci, pittore ed architetto, nasce a Milano nel 1971.

La sua ricerca pittorica si caratterizza per una costante sperimentazione di tecniche e supporti non convenzionali, come smalti e acidi su acciaio, ferro, rame e alluminio, i quali indagano le potenzialità dello scambio fra le tradizioni iconografiche occidentali ed orientali.

Egli espone dal 1996 e le sue personali sono state allestite a Milano, Brescia, Torino, Londra, Bordeaux, Madrid, Bilbao e San Francisco.

Dopo aver conseguito la laurea presso il Politecnico di Milano, con una tesi in Storia dell’Arte, curata da Flavio Caroli, è invitato alla 36 Edizione del Premio Suzzara. Dal 1997 collabora con l’Atelier Mendini, dove partecipa a vari progetti di architettura, decorazione ed allestimento, tra le quali la Mostra itinerante di Telefono Azzurro e firma i Wall-art di diversi Swatch Store in Italia e all’estero.

Nel 1999 a Venezia, si aggiudica il primo premio del concorso “La Fenice et des artistes”. Sempre nel 1999 viene presentato da Flavio Caroli nella personale Acqua sporca. Luce marrone. Luce. Presso la Galleria Antonia Jannone, alla quale segue nel 2002 Steel Life.

Nel 2003 presenta a Londra una personale presso il London spazio Poltrona Frau, mentre nel 2004 viene invitato alla XIV Esposizione Quadriennale d’Arte (Anteprima Torino) ed è tra i finalisti della V edizione del Premio Cairo Communication, in mostra presso il Palazzo della Permanente a Milano.

Nel 2007 Italian Factory organizza un doppio progetto espositivo nella sede dell’istituto Italiano di Cultura a Madrid e presso l’Istituto dei Ciechi di Milano e per l’occasione, presenta una monografia, dedicata ai suoi primi dieci anni di lavoro, edita da Skira. Nello stesso anno “The New Italian Art Scene”, progetto collettivo ospitato dal Taipei Fine Arts Museum a Taiwan ed ancora la Mostra Arte Italiana 1968-2007. Pittura ideata da Vittorio Sgarbi, presso il Palazzo Reale di Milano.

Nel 2008 la sua personale “8” alla Mark Wolf Gallery di San Francisco.

Nello stesso anno a Torino, in concomitanza con la T2 Triennale d’Arte Contemporanea, egli presenta Cor-ten, un progetto espositivo composto da 50 opere inedite di grande formato su ferro, che rappresentano la realtà della città contemporanea e le nuove concezioni di spazio.

Per l’occasione Electa presenta la nuova monografia dell’artista; nel 2009 il progetto Cor-ten prosegue alla First Gallery di Roma.

Nel 2010, in occasione del China Trade Award, la Cathay Pacific presenta alla Triennale di Milano il volume Alessandro Busci, Airports. Nello stesso anno l’artista parteciperà alla prestigiosa Biennale di Venezia, esponendo sia nel padiglione italiana, sia in quello cubano.

Nel 2011 la sua personale Milano-Napoli, presso la Galleria Al Blu di Prussia di Napoli e nel 2012 ancora una mostra ideata e curata da Flavio Caroli presso il museo MAGA di Gallarate con l’Antologia Omar Galliani – Alessandro Busci – Un paesaggio di generazione – (Centro di gravità permanente).

Alessandro Busci vive e lavora a Milano.

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